DECRETO 22 marzo 1999, n. 143
IL MINISTRO DEI TRASPORTI
E DELLA NAVIGAZIONE
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Visto l'articolo 80, comma 12, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 "Nuovo codice della strada", che demanda al Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro del tesoro, il compito di stabilire le tariffe per le operazioni di revisione svolte dalla Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione e dalle imprese di cui allo stesso articolo 80, comma 8, nonchè quelle inerenti i controlli periodici sulle officine e sui controlli a campione effettuati dalla Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione ai sensi dello stesso articolo 80, comma 10;
Considerata la necessità che l'esecuzione delle revisioni dei veicoli da parte della Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione avvenga senza che ciò costituisca un onere per lo Stato e pertanto ogni spesa relativa resti a carico dell' utente;
Ritenuto che l'esecuzione delle revisioni dei veicoli da parte delle imprese di autoriparazione debba consentire alle stesse un equo utile, connesso con l'esercizio della loro attività;
Visto il proprio decreto in data 10 novembre 1994, con il quale sono state fissate le tariffe relative alle operazioni di revisione dei veicoli a motore e loro rimorchi;
Ritenuta la necessità di dover adeguare le citate tariffe alle mutate esigenze del mercato;
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nel- l'adunanza della sezione consultiva per gli atti normativi del 9 novembre 1998;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del l988 (nota n. 583 del 2 febbraio 1999);
Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1
1.La tariffa riguardante le operazioni di revisione eseguite dai funzionari della Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione è fissata in L. 50.000. Il relativo importo deve avere luogo mediante versamento sul conto corrente postale n. 9001 intestato alla Direzione generale della motorizzazione civile e trasporti in concessione - Roma.
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali, e operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il testo dei commi 8, 10 e 12 dell'art. 80 del nuovo codice della strada, approvato con D.Lgs. n. 285/1992, come modificato dall'art. 36 del D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360, e corretto con erratacorrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 36 del 13 febbraio 1993: "8. Il Ministro dei trasporti, al fine di assicurare in relazione a particolari e contingenti situazioni operative degli uffici provinciali della Direzione generale della M.C.T.C., il rispetto dei termini previsti per le revisioni periodiche dei veicoli a motore capaci di contenere al massimo sedici persone compreso il conducente, ovvero con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t, può, per singole province individuate con proprio decreto, affidare in concessione quinquennale le suddette revisioni ad imprese di autoriparazione che svolgono la propria attività nel campo della meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista ovvero ad imprese che, esercendo in prevalenza attività di commercio di veicoli, esercitino altresì, con carattere strumentale o accessorio, l'attività di autoriparazione. Tali imprese devono essere iscritte nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione di cui all'art. 2, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 122. Le suddette revisioni possono essere altresì affidate in concessione ai consorzi e alle società consortili, anche in forma di cooperativa, appositamente costituiti tra imprese iscritte ognuna almeno in una diversa sezione del medesimo registro, in modo da garantire l'iscrizione in tutte e quattro le sezioni". 10. Il Ministero dei trasporti - Direzione generale della M.C.T.C. effettua periodici controlli sulle officine delle imprese di cui al comma 8 e controlli, anche a campione, sui veicoli sottoposti a revisione presso le medesime. I controlli periodici sulle officine delle imprese di cui al comma 8 sono effettuati, con le modalità di cui all'art. 19, commi 1, 2, 3 e 4 della legge 1 dicembre 1986, n. 870, da personale della Direzione generale della M.C.T.C. in possesso di laurea ad indirizzo tecnico ed inquadrato in qualifiche funzionali e profili professionali corrispondenti alle qualifiche della ex carriera direttiva tecnica, individuati nel regolamento. I relativi importi a carico delle officine dovranno essere versati in conto corrente postale ed affluire alle entrate dello Stato con imputazione al capitolo 3566 del Ministero dei trasporti, la cui denominazione viene conseguentemente modificata dal Ministro del tesoro". "12. Il Ministro dei trasporti, con proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro, stabilisce le tariffe per le operazioni di revisione svolte dalla Direzione generale della M.C.T.C. e dalle imprese di cui al comma 8, nonchè quelle inerenti ai controlli periodici sulle officine ed ai controlli a campione effettuati dal Ministero dei trasporti - Direzione generale della M.C.T.C., ai sensi del comma 10" . - Il comma 3 dell'art. 17 della legge n. 400/1998 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
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