DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 maggio 2001, n. 331
Allegato Parte di provvedimento in formato grafico ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA "C" DA ALLEGARE ALLE RICHIESTE DI FINANZIAMENTO DI INTERVENTI DI CUI ALL'ART. 2, COMMA 1, LETTERA C, DEL DECRETO. Sottoprogramma: Frane. Intervento: indicare, all'inizio della scheda, l'ordine di priorita' dell'intervento nel programma presentato dal soggetto proponente. 1.1. Soggetto proponente. Specificare il soggetto proponente l'intervento che puo' essere una autorita' di bacino o una regione, per i bacini di rilievo regionale. Specificare inoltre la rilevanza dell'autorita' di bacino: nazionale, interregionale o regionale. Riportare inoltre gli estremi della delibera di approvazione dell'intervento proposto da parte del Comitato istituzionale dell'autorita' di bacino o del competente organo regionale. 1.2. Soggetto attuatore. Specificare il soggetto pubblico che assumera' la competenza amministrativa e la conseguente responsabilita' in ordine alla realizzazione dell'intervento. Indicare inoltre, ove gia' designato, il responsabile del procedimento ai sensi dell'art. 7 della legge n. 109/1994. Qualora non sia stato gia' designato, dovra' essere data comunicazione della designazione avvenuta al Ministero dei lavori pubblici - Direzione generale della difesa del suolo. 1.3. Denominazione dell'intervento. Riportare la denominazione dell'intervento, contenente gli essenziali elementi tipologici, funzionali e territoriali. Riportare la natura dell'intervento specificando se si tratta di: nuova opera, manutenzione ordinaria e/o straordinaria. 1.4. Localizzazione. 1.4.1. Bacino idrografico: riportare la denominazione del bacino idrografico e dell'eventuale sottobacino nel quale ricade l'intervento. Si riportino inoltre le indicazioni necessarie alla sua localizzazione con l'ausilio della toponomastica. 1.4.2-3-4. Riportare i dati completi per la localizzazione dell'intervento: regione, comune, localita'. 1.5. Inquadramento dell'intervento nella pianificazione di bacino. Per l'area interessata dall'intervento, fornire indicazioni sull'iter di approvazione del piano di bacino e dell'eventuale piano stralcio per l'assetto idrogeologico in riferimento al litorale marittimo prospiciente (PAI) da adottarsi entro il termine perentorio del 30 aprile 2001, per i bacini di rilievo nazionale con le modalita' di cui all'art. 18, comma 1, della legge n. 183/1989, per i restanti bacini con le modalita' dell'art. 20 della medesima legge e successive modificazioni. Fornire indicazioni circa l'approvazione del piano straordinario diretto a rimuovere le situazioni a rischio piu' elevato contenente in particolare l'individuazione e perimetrazione delle aree ad elevato rischio idrogeologico. Per tale piano e' stata prevista l'approvazione entro il 31 ottobre 1999 secondo il disposto del comma 1-bis dell'art. 1 del decreto-legge n. 180 dell'11 giugno 1998 e successive modificazioni. 1.5.1. Specificare se e in quali aree ha ricadute l'intervento in oggetto, aree individuate sulla base del disposto degli articoli 1, comma 1 (perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico) e 1, comma 1-bis (perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico molto elevato) del decreto-legge n. 180/1998. Specificare le classi di rischio a gravosita' crescente (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 settembre 1998). 1.6. Inquadramento dell'intervento nell'ambito della pianificazione di emergenza e/o di provvedimenti di protezione civile. Indicare se l'intervento ricade in aree oggetto di Piano di emergenza (art. 4, comma 1, articoli 14 e 15 della legge n. 225/1992) o di altre misure e/o interventi con finalita' di protezione civile. 1.7. Importo dell'intervento. 1.7.1-2-3-4. Indicare, in milioni di lire ed in euro, il costo complessivo dell'intervento, al lordo di imprevisti, spese generali, IVA etc. Specificare l'importo di cui si richiede il finanziamento e, qualora presenti, le altre fonti di finanziamento congiunto ed il loro ammontare. Indicare se l'opera e' stata oggetto di richiesta di finanziamento in altri programmi specificando quali. 1.8. Funzionalita' dell'intervento. Indicare se il finanziamento richiesto porta a completamento l'intervento in oggetto oppure ne realizza un lotto funzionale. Qualora si tratti di un lotto funzionale specificare: il numero dei lotti nei quali e' stato suddiviso l'intervento; il numero del lotto per il quale si richiede il finanziamento; la percentuale complessiva di compimento dell'intervento con il presente lotto; la percentuale di funzionalita' dell'intervento nel suo complesso raggiunta con la realizzazione del presente lotto; l'importo dell'intervento, in milioni di lire ed in euro, nella sua interezza, ossia considerando la somma degli importi degli eventuali lotti funzionali realizzati e/o da realizzare; indicare la presenza di una scheda, da inserire tra gli allegati (Allegato 1), la quale illustri in modo esauriente l'intervento nel suo complesso e definisca l'inserimento del lotto funzionale in un intervento maggiore. 1.9. Stato degli studi e delle indagini. Indicare lo stato di attuazione delle indagini necessarie per un esauriente quadro conoscitivo dell'evento e quindi per una corretta definizione e programmazione dell'intervento. 1.10. Stato della progettazione. Indicare il livello di progettazione raggiunto al momento della presentazione dell'istanza secondo la classificazione di cui all'art. 6 della legge 11 febbraio 1994, n. 109. Indicare inoltre le date di approvazione dei vari livelli di progettazione da parte dell'amministrazione competente. 1.11. Autorizzazioni preliminari. Indicare la necessita' e lo stato delle pratiche per l'ottenimento del nulla osta sulla vincolistica gravante sul sito oggetto dell'intervento, con particolare riferimento ai vincoli di natura paesaggistico ambientali di cui al decreto legislativo n. 490/1999. 1.12. Procedure di affidamento previste per i lavori. Indicare le procedure adottate per l'affidamento dei lavori ai sensi della vigente normativa in materia di contabilita' e di appalti. 1.13. Tempi previsti per la realizzazione dell'intervento. Indicare dopo quanti mesi, a partire dalla data di deliberazione del finanziamento da parte del Comitato dei Ministri di cui all'art. 4 della legge n. 183/1989, avranno presumibilmente inizio le seguenti fasi: pubblicazione del bando di gara; aggiudicazione della gara; consegna dei lavori; ultimazione dei lavori. 2. Valutazione della pericolosita'. 2.1. Generalita'. 2.1.1. Descrizione sintetica del dissesto e contenuto ambientale in cui e' inserito. Provvedere ad una descrizione generale del dissesto (tipologia), descrivere l'ambiente ed il paessaggio in cui e' inserito il fenomeno; specificare se il fenomeno e' localizzato in un contesto di dissesto piu' generale e se si tratta di un evento singolo o multiplo. In tale ambito devono essere segnalati eventuali fenomeni particolari (es. fenomeni di erosione accelerata, quali calanchi o altro). 2.1.2. Cartografia di riferimento. Indicare su quale base topografica e' stato cartografato il fenomeno. Nell'Allegato 2 si riportano su carta topografica, a scala idonea al fenomeno da cartografare, i limiti topografici del dissesto. 2.1.3. Individuare dalla cartografia UTM le coordinate geografiche del luogo in cui si e' verificato il dissesto. 2.2. Morfometria del fenomeno. 2.2.1. Volume mobilitato. Riportare la stima grossolana/o approssimata del volume del materiale mobilitato, espresso in metri cubi. 2.2.2. Superficie totale interessata. Riportare la stima dell'area interessata dal dissesto espresso in metri quadri. 2.2.3. Intervallo di quote a cui si attesta il dissesto. Indicare le quote altimetriche della sommita' e della base del dissesto. 2.2.4. Profondita' della superficie di scorrimento. Riportare la stima della profondita' a cui si attesta la superficie di scorrimento del movimento franoso. 2.3. Natura dei terreni interessati. 2.3.1. Litologia. Indicare la litologia prevalente dei terreni interessati scegliendo tra le tipologie proposte nella tabella. 2.3.2. Condizioni strutturali del materiale. Indicare le caratteristiche dei materiali riscontrate in sito scegliendo tra quelle riportate nella tabella. 2.4. Tipologia dell'evento. 2.4.1. Classificazione. Classificazione del movimento franoso individuando la tipologia prevalente del dissesto tra quelle proposte nella tabella. 2.4.2. Stato di attivita'. Individuare lo stato di attivita' del dissesto scegliendo tra quelli proposti nella tabella. In Allegato 3 deve essere riportata la relazione geologico-tecnica a firma di tecnico abilitato, del fenomeno di dissesto esplicitante la situazione geologico-strutturale, geiomorfologica, idrogeologica, nonche' le caratteristiche principali della dinamica del dissesto. 2.4.3. Velocita' del movimento. Indicare la velocita' del movimento, stimata anche in maniera approssimativa in mancanza di dati o di indagini, scegliendo tra gli ordini di grandezza proposti nella tabella. 2.4.4. Stadio. Indicare lo stato di avanzamento del dissesto scegliendo tra le fasi proposte nella tabella. 2.5. Causa di innesco del fenomeno di dissesto. Indicare la causa di innesco del dissesto scegliendo tra le varie cause proposte nella tabella. 3. Esposizione vulnerabilita' e danno atteso in assenza di intervento. 3.1. Coinvolgimento potenziale delle persone fisiche. Specificare il numero delle persone esposte a rischio di vita e quello delle persone a rischio di perdita di abitazione. 3.2. Altri elementi soggetti a rischio. In questa sezione deve essere quantificato (ettari di superficie interessata, utenti serviti, ecc.) e classificato il livello di danno atteso per effetto dell'evento. Per ciascuna tipologia di elementi a rischio, la classificazione tra grave, medio e lieve deve essere cosi' intesa. Centri abitati, edifici strategici (1) ed insediamenti produttivi: danno grave: danno strutturale e/o perdita totale ( > 70% del valore); danno medio: danno funzionale che compromette temporaneamente l'agibilita' degli immobili e la funzionalita' degli impianti (dal 40 al 70% del valore); danno lieve: danno che non compromette l'agibilita' degli immobili e la funzionalita' degli impianti (dal 5 al 40 % del valore). Impianti a rischio: danno grave: danno per il quale si abbiano ripercussioni irreversibili sull'ecosistema o elevati costi di bonifica e recupero ambientale; danno medio: danno per il quale si abbiano ripercussioni gravi sull'ecosistema; danno lieve: danno per il quale si abbiano ripercussioni sull'ecosistema tali da poter essere superate senza interventi di bonifica. Life lines: danno grave: danno comportante interruzione totale del servizio, senza possibilita' per l'utenza di collegamenti alternativi (by pass); danno medio: danno comportante riduzione provvisoria del livello del servizio, anche per effetto di collegamenti alternativi (by pass); danno lieve: danno che non compromette il livello del servizio. Linee di comunicazione: danno grave: danno comportante interruzione parziale o totale del servizio, con incremento dei tempi di percorrenza superiore al 50%; danno medio: danno comportante interruzione parziale del servizio, con incremento dei tempi di percorrenza inferiore al 50%; danno lieve: danno che non compromette il livello del servizio. Beni culturali: danno grave: danno strutturale e/o perdita totale (100% del valore); danno medio: danno funzionale che compromette temporaneamente la fruibilita' del bene; danno lieve: danno che non compromette la fruibilita' del bene. In un apposito allegato (Allegato 4) descrivere le caratteristiche qualitative e quantitative degli edifici strategici, degli impianti a rischio e dei beni culturali. (1) Per edifici strategici si intendono: ospedali, caserme dei Vigili del fuoco, centrali elettriche, prefetture. 3.3. Quantificazione del danno economico atteso. Riportare l'ammontare, in milioni di lire ed in euro, del danno economico atteso in conseguenza del verificarsi di eventi nell'ambito di un periodo di 25 anni, attualizzato ad un tasso di sconto del 7%. Descrivere sinteticamente i criteri adottati per la valutazione del danno economico atteso, tenuto presente che lo stesso andra' in linea di massima determinato come sommatoria dei seguenti elementi: a) costo di riparazione e/o ricostruzione dei beni danneggiati, indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto che dovra' sostenerli (pubblica amministrazione, persone giuridiche, persone fisiche), costo di bonifica e recupero ambientale nel caso di danni all'ecosistema; b) costo della gestione delle fasi di emergenza e post-emergenza; c) costo derivante dalla riduzione temporanea delle attivita' economiche, calcolabile nel modo seguente: per gli insediamenti produttivi: valore attuale netto della riduzione del valore aggiunto nel periodo di inattivita'; per le Life-lines: danno economico derivante dalla interruzione del servizio, calcolato come al punto precedente; per le linee di comunicazione: costo del danno economico derivante dall'incremento dei tempi di percorrenza; per i beni culturali: stima dei danni economici derivanti dalla riduzione dei flussi turistici. 4. Descrizione dell'intervento. 4.1. Indagini e monitoraggio previsti. Indicare eventuali indagini e monitoraggi propedeutici all'intervento scegliendo tra quelli proposti nella tabella. 4.2. Tipologia dell'intervento. Definire la tipologia dell'intervento distinguendo od integrando tra le indicazioni proposte. Predisporre ed allegare (Allegato 5) una descrizione sintetica degli interventi proposti e delle motivazioni tecniche a supporto. 5. Danno atteso dopo la realizzazione dell'intervento. In questa sezione devono essere riportare indicazioni circa la efficacia dell'intervento ai fini della riduzione del rischio o della definitiva messa in sicurezza del sito oggetto di intervento. N.B.: 1) la scheda deve essere firmata dal rappresentante dell'amministrazione proponente; 2) le descrizioni, le note, etc., ove gli spazi appositamente previsti dovessero risultare insufficienti, devono essere proseguite in appositi fogli da allegare alla scheda; 3) gli importi devono essere sempre indicati sia in milioni di lire che in euro e devono essere comprensivi di IVA.
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