LEGGE 27 ottobre 2011, n. 197

Type Legge
Publication 2011-10-27
Ultimo aggiornamento 2011-11-24
State In force
Source Normattiva
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ACCORDO CHE MODIFICA PER LA SECONDA VOLTA L'ACCORDO DI PARTENARIATO TRA I MEMBRI DEL GRUPPO DEGLI STATI DELL'AFRICA, DEI CARAIBI E DEL PACIFICO, DA UN LATO, E LA COMUNITA' EUROPEA E I SUOI STATI MEMBRI DALL'ALTRO, FIRMATO A COTONOU IL 23 GIUGNO 2000, MODIFICATO PER LA PRIMA VOLTA A LUSSEMBURGO IL 25 GIUGNO 2005 SUA MAESTA' IL RE DEI BELGI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BULGARIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CECA, SUA MAESTA' LA REGINA DI DANIMARCA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ESTONIA, LA PRESIDENTE DELL'IRLANDA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, SUA MAESTA' IL RE DI SPAGNA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LETTONIA, LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LITUANIA, SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UNGHERIA, IL PRESIDENTE DI MALTA, SUA MAESTA' LA REGINA DEI PAESI BASSI, IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI POLONIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE, IL PRESIDENTE DELLA ROMANIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SLOVACCA, LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA, IL GOVERNO DEL REGNO DI SVEZIA, SUA MAESTA' LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD, parti contraenti del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in appresso denominati "gli Stati membri", e L'UNIONE EUROPEA, in appresso denominata "l'Unione" o "l'UE", da una parte, e IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA D'ANGOLA, SUA MAESTA' LA REGINA DI ANTIGUA E BARBUDA, IL CAPO DI STATO DEL COMMONWEALTH DELLE BAHAMAS, IL CAPO DI STATO DELLE BARBADOS, SUA MAESTA' LA REGINA DI BELIZE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BENIN, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL BOTSWANA, IL PRESIDENTE DEL BURKINA FASO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BURUNDI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CAMERUN, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CAPO VERDE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA, IL PRESIDENTE DELL'UNIONE DELLE COMORE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CONGO, IL GOVERNO DELLE ISOLE COOK, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLA COSTA D'AVORIO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI GIBUTI, IL GOVERNO DEL COMMONWEALTH DI DOMINICA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DOMINICANA, IL PRESIDENTE DELLO STATO DI ERITREA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DEMOCRATICA DI ETIOPIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLE ISOLE FIGI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GABONESE, IL PRESIDENTE E IL CAPO DELLO STATO DELLA REPUBBLICA DEL GAMBIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL GHANA, SUA MAESTA' LA REGINA DI GRENADA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI GUINEA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI GUINEA-BISSAU, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA COOPERATIVISTICA DELLA GUYANA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI HAITI, IL CAPO DI STATO DELLA GIAMAICA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL KENYA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI KIRIBATI, SUA MAESTA' IL RE DEL REGNO DI LESOTHO, LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LIBERIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MADAGASCAR, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MALAWI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MALI, IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DELLE ISOLE MARSHALL, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DI MAURITANIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI MAURITIUS, IL GOVERNO DEGLI STATI FEDERATI DI MICRONESIA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MOZAMBICO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI NAMIBIA, IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI NAURU, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL NIGER, IL CAPO DI STATO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DELLA NIGERIA, IL GOVERNO DI NIUE, IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI PALAU, SUA MAESTA' LA REGINA DELLO STATO INDIPENDENTE DI PAPUA NUOVA GUINEA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL RUANDA, SUA MAESTA' LA REGINA DI SAINT CHRISTOPHER E NEVIS, SUA MAESTA' LA REGINA DI SAINT LUCIA, SUA MAESTA' LA REGINA DI SAINT VINCENT E GRENADINE, IL CAPO DI STATO DELLO STATO INDIPENDENTE DI SAMOA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI SÃO TOME' E PRINCIPE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL SENEGAL, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLE SEYCHELLES, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SIERRA LEONE, SUA MAESTA' LA REGINA DELLE ISOLE SALOMONE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SUDAFRICANA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SURINAME, SUA MAESTA' IL RE DEL REGNO DELLO SWAZILAND, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA UNITA DI TANZANIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CIAD, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI TIMOR EST, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL TOGO, SUA MAESTA' IL RE DI TONGA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI TRINIDAD E TOBAGO, SUA MAESTA' LA REGINA DI TUVALU, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELL'UGANDA, IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI VANUATU, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLO ZAMBIA, IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DELLO ZIMBABWE, i cui Stati sono qui di seguito denominati "Stati ACP", dall'altra, VISTO il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, da un lato, e l'accordo di Georgetown, che istituisce il gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), dall'altro; VISTO l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunita' europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, modificato per la prima volta a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (in appresso denominato "l'accordo di Cotonou"); CONSIDERANDO che l'articolo 95, paragrafo 1, dell'accordo di Cotonou stabilisce che la durata dell'accordo e' di 20 anni a decorrere dal 1° marzo 2000; CONSIDERANDO che l'accordo che ha modificato per la prima volta l'accordo di Cotonou e' stata firmato a Lussemburgo il 25 giugno 2005 ed e' entrato in vigore il 1° luglio 2008, HANNO DECISO di firmare il presente accordo che modifica per la seconda volta l'accordo di Cotonou e, a tal fine, hanno designato come loro plenipotenziari: PER SUA MAESTA' IL RE DEI BELGI, Adrien THEATRE Ambasciatore in Burkina Faso PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BULGARIA, Milen LUYTSKANOV Vice Ministro degli affari esteri PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CECA, Miloslav MACHALEK Ambasciatore in Burkina Faso PER SUA MAESTA' LA REGINA DI DANIMARCA, Ulla NÆSBY TAWIAH Incaricato d'affari ad interim in Burkina Faso PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, Ulrich HOCHSCHILD Ambasciatore in Burkina Faso PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ESTONIA, Raul MÄLK Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER LA PRESIDENTE DELL'IRLANDA, Kyle O'SULLIVAN Ambasciatore in Nigeria PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, Theodoros N. SOTIROPOULOS Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER SUA MAESTA' IL RE DI SPAGNA, Soraya RODRIGUEZ RAMOS Sottosegretario di Stato alla cooperazione internazionale PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, François GOLDBLATT Ambasciatore in Burkina Faso PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, Giancarlo IZZO Ambasciatore in Costa d'Avorio, Burkina Faso, Liberia, Niger, Sierra Leona PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO, Charalambos HADJISAVVAS Ambasciatore in Libia PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LETTONIA, Normunds POPENS Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LITUANIA, Rytis MARTIKONIS Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO, Christian BRAUN Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UNGHERIA, Gabor IVAN Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER IL PRESIDENTE DI MALTA, Joseph CASSAR Ambasciatore presso la Repubblica francese PER SUA MAESTA' LA REGINA DEI PAESI BASSI, Gerard DUIJFJES Ambasciatore in Burkina Faso PER IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA, Gerhard DOUJAK Ambasciatore presso la Repubblica del Senegal PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI POLONIA, Jan TOMBINSKI Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE, Maria Inês DE CARVALHO ROSA Vicepresidente dell'Istituto portoghese per l'assistenza allo sviluppo PER IL PRESIDENTE DELLA ROMANIA, Mihnea MOTOC Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA, Igor SENCAR Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SLOVACCA, Ivan KORCOK Ambasciatore, Rappresentante permanente presso l'Unione europea PER LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA, Claus-Jerker LINDROOS Consigliere PER IL GOVERNO DEL REGNO DI SVEZIA, Klas MARKENSTEN Direttore nazionale dell'agenzia svedese di cooperazione internazionale allo sviluppo (Sida) PER SUA MAESTA' LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD, Nicolas WESTCOTT Alto Commissario ad Accra PER L'UNIONE EUROPEA, Soraya RODRIGUEZ RAMOS Sottosegretario di Stato alla cooperazione internazionale per il Regno di Spagna, presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea Andris PIEBALGS Membro della Commissione europea responsabile dello sviluppo PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA D'ANGOLA, Ana AFONSO DIAS LOURENÇO Ministro della pianificazione PER SUA MAESTA' LA REGINA DI ANTIGUA E BARBUDA, Carl B.W. ROBERTS Alto Commissario PER IL CAPO DI STATO DEL COMMONWEALTH DELLE BAHAMAS, Paul FARQUHARSON Alto Commissario PER IL CAPO DI STATO DELLE BARBADOS, Maxine McCLEAN Ministro degli affari esteri e del commercio con l'estero PER SUA MAESTA' LA REGINA DI BELIZE, Audrey Joy GRANT Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BENIN, Christine A. I. Nougbode' OUINSAVI Ministro del commercio PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL BOTSWANA, Phandu Tombola Chaha SKELEMANI Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale PER IL PRESIDENTE DEL BURKINA FASO, Lucien Marie Noël BEMBAMBA Ministro dell'economia e delle finanze PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BURUNDI, Joseph NDAYIKEZA Capo di gabinetto presso il Ministero delle finanze PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CAMERUN, Luc Magloire MBARGA ATANGANA Ministro del commercio PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CAPO VERDE, Maria de Jesus Veiga Miranda MASCARENHAS Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA, Abel SABONO Incaricato d'affari PER IL PRESIDENTE DELL'UNIONE DELLE COMORE, Sultan CHOUZOUR Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, Joas MBITSO NGEDZA Vice Ministro delle finanze PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CONGO, Pierre MOUSSA Ministro di Stato, Coordinatore del polo economico, Ministro dell'economia, della pianificazione, dell'assetto territoriale e dell'integrazione PER IL GOVERNO DELLE ISOLE COOK, Wilkie RASMUSSEN Ministro delle finanze e della gestione economica PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLA COSTA D'AVORIO, Jean-Marie KACOU GERVAIS Ministro degli affari esteri e dell'integrazione africana PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI GIBUTI, Mohamed MOUSSA CHEHEM Ambasciatore PER IL GOVERNO DEL COMMONWEALTH DI DOMINICA, Shirley SKERRITT-ANDREW Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DOMINICANA, Domingo JIMENEZ Segretario di Stato e ordinatore nazionale del FES PER IL PRESIDENTE DELLO STATO DI ERITREA, Girma Asmerom TESFAY Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DEMOCRATICA DI ETIOPIA, Ahmed SHIDE Ministro aggiunto delle finanze e dello sviluppo economico PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLE ISOLE FIGI, Peceli Vuniwaqa VOCEA Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GABONESE, Paul BUNDUKU-LATHA Ministro delegato presso il Ministro dell'economica, del commercio, dell'industria e del turismo PER IL PRESIDENTE E IL CAPO DELLO STATO DELLA REPUBBLICA DEL GAMBIA, Mamour A. JAGNE Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL GHANA, Kwabena DUFFUOR Ministro delle finanze e della pianificazione economica PER SUA MAESTA' LA REGINA DI GRENADA, Stephen FLETCHER Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI GUINEA, Bakary FOFANA Ministro di Stato, incaricato degli affari esteri, dell'integrazione africana e della francofonia PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI GUINEA-BISSAU, Adelino MANO QUETA Ministro degli affari esteri PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA COOPERATIVISTICA DELLA GUYANA, Carolyn RODRIGUES-BIRKETT Ministro degli affari esteri PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI HAITI, Price PADY Ordinatore nazionale del FES PER IL CAPO DI STATO DELLA GIAMAICA, Marcia Yvette GILBERT-ROBERTS Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL KENYA, Wycliffe AMBETSA OPARANYAH Ministro di Stato per la pianificazione, lo sviluppo nazionale e Visione 2030 PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI KIRIBATI, Karl KOCH Console onorario PER SUA MAESTA' IL RE DEL REGNO DI LESOTHO, Mamoruti A. TIHELI Ambasciatore PER LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LIBERIA, Comfort SWENGBE Incaricato d'affari PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MADAGASCAR, Solofo Andrianjatovo RAZAFITRIMO Segretario generale del Ministero degli affari esteri PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MALAWI, Brave Rona NDISALE Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MALI, Moctar OUANE Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale PER IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DELLE ISOLE MARSHALL, Fabian S. NIMEA Direttore dell'Ufficio delle statistiche, del bilancio, dello sviluppo d'oltremare e di gestione dell'accordo, FSM PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DI MAURITANIA, Mohamed Abdellahi Ould OUDAÂ Ministro dell'industria e delle miniere PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI MAURITIUS, Arvin BOOLELL Ministro degli affari esteri PER IL GOVERNO DEGLI STATI FEDERATI DI MICRONESIA Fabian S. NIMEA Direttore dell'Ufficio delle statistiche, del bilancio, dello sviluppo d'oltremare e di gestione dell'accordo, FSM PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL MOZAMBICO, Henrique BANZE Ministro aggiunto per gli affari esteri e la cooperazione PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI NAMIBIA, Hanno Burkhard RUMPF Ambasciatore PER IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI NAURU, Karl KOCH Console onorario PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL NIGER, Mamane MALAM ANNOU Ministro dell'economia e delle finanze PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DELLA NIGERIA, Sylvester MONYE Segretario della Commissione di pianificazione nazionale PER IL GOVERNO DI NIUE, Fabian S. NIMEA Direttore dell'Ufficio delle statistiche, del bilancio, dello sviluppo d'oltremare e di gestione dell'accordo, FSM PER IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI PALAU, Faustina REHUHER-MARUGG Ministro della Comunita' e degli affari culturali PER SUA MAESTA' LA REGINA DELLO STATO INDIPENDENTE DI PAPUA NUOVA GUINEA, Peter Pulkiye MAGINDE Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL RUANDA, Gerard NTWARI Ambasciatore PER SUA MAESTA' LA REGINA DI SAINT CHRISTOPHER E NEVIS, Shirley SKERRITT-ANDREW Ambasciatore PER SUA MAESTA' LA REGINA DI SAINT LUCIA, Shirley SKERRITT-ANDREW Ambasciatore PER SUA MAESTA' LA REGINA DI SAINT VINCENT E GRENADINE, Shirley SKERRITT-ANDREW Ambasciatore PER IL CAPO DI STATO DELLO STATO INDIPENDENTE DI SAMOA, Hans Joachim KEIL Ministro associato del commercio, dell'industria e del lavoro PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI SÃO TOME' E PRINCIPE, Carlos Gustavo DOS ANJOS Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL SENEGAL, Abdoulaye DIOP Ministro di Stato, Ministro dell'economia e delle finanze PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLE SEYCHELLES, Vivianne FOCK TAVE Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SIERRA LEONE, Richard KONTEH Ministro aggiunto delle finanze e dello sviluppo economico PER SUA MAESTA' LA REGINA DELLE ISOLE SALOMONE, Steve WILLIAMS ABANAo' Ministro della pianificazione e del coordinamento degli aiuti PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SUDAFRICANA, Maite NKOANA-MASHABANE, Ministro delle relazioni internazionali e della cooperazione PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SURINAME, Gerhard Otmar HIWAT Ambasciatore PER SUA MAESTA' IL RE DEL REGNO DELLO SWAZILAND, Joel M. NHLEKO Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA UNITA DI TANZANIA, Simon Uforosia MLAY Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CIAD, Ahmat Awad SAKINE Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI TIMOR EST, Zacarias Albano da COSTA Ministro degli affari esteri PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL TOGO, Dede AHOEFA EKOUE Ministro presso il presidente della Repubblica, incaricato della pianificazione, dello sviluppo e dell'assetto territoriale PER SUA MAESTA' IL RE DI TONGA, Sione Ngongo KIOA Ambasciatore PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI TRINIDAD E TOBAGO, Margaret KING-ROUSSEAU Ambasciatore PER SUA MAESTA' LA REGINA DI TUVALU, Lotoala METIA Ministro delle finanze, della pianificazione economica e delle industrie PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELL'UGANDA, Fred Jocham OMACH Ministro di Stato per i trasporti PER IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI VANUATU, Joe NATUMAN Ministro degli affari esteri, del commercio estero e delle telecomunicazioni PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLO ZAMBIA, Lwipa PUMA Ministro aggiunto del commercio, degli scambi e dell'industria PER IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DELLO ZIMBABWE, Michael C. BIMHA Ministro aggiunto dell'industria e del commercio I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE: ARTICOLO UNICO Secondo la procedura di cui al suo articolo 95, l'accordo di Cotonou e' cosi' modificato: A. PREAMBOLO 1. L'undicesimo considerando, che inizia con "RICHIAMANDOSI alle dichiarazioni di Libreville e di Santo Domingo ( ... )", e' sostituito dal seguente: "RICHIAMANDOSI alle dichiarazioni dei successivi vertici dei capi di Stato e di governo degli Stati ACP;". 2. Il dodicesimo considerando, che inizia con "CONSIDERANDO che gli obiettivi di sviluppo del millennio ...", e' sostituito dal seguente: "CONSIDERANDO che gli obiettivi di sviluppo del millennio enunciati nella dichiarazione del millennio adottata nel 2000 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in particolare l'eradicazione della poverta' estrema e della fame, e gli obiettivi e i principi di sviluppo concordati nelle conferenze delle Nazioni Unite forniscono una prospettiva chiara e devono costituire un fondamento della cooperazione ACP-UE nel quadro del presente accordo; riconoscendo che gli Stati dell'UE e gli Stati ACP devono unire i propri sforzi per accelerare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio;". 3. Dopo il dodicesimo considerando, che inizia con "CONSIDERANDO che gli obiettivi di sviluppo del millennio ... ", e' inserito il considerando seguente: "SOTTOSCRIVENDO al programma sull'efficacia degli aiuti avviato a Roma, proseguito a Parigi e ulteriormente sviluppato nel programma d'azione di Accra (Accra Agenda for Action);". 4. Il tredicesimo considerando, che inizia con "RISERVANDO particolare attenzione ai solenni impegni ..." e' sostituito dal seguente: "RISERVANDO particolare attenzione ai solenni impegni assunti e agli obiettivi concordati nelle principali conferenze dell'ONU e in altre conferenze internazionali e riconoscendo la necessita' di proseguire gli sforzi per raggiungere gli obiettivi e realizzare i programmi d'azione elaborati in tali ambiti;". 5. Dopo il tredicesimo considerando, che inizia con "RISERVANDO particolare attenzione ai solenni impegni ...", e' inserito il considerando seguente: "CONSAPEVOLI della grave sfida ambientale rappresentata dal cambiamento climatico e profondamente preoccupati per il fatto che le popolazioni piu' vulnerabili vivono in paesi in via di sviluppo, in particolare negli Stati ACP meno avanzati e nei piccoli Stati ACP insulari, dove i fenomeni legati al clima, come l'innalzamento del livello del mare, l'erosione costiera, le inondazioni, la siccita' e la desertificazione, mettono a repentaglio il sostentamento e lo sviluppo sostenibile;". B. TESTO DEGLI ARTICOLI DELL'ACCORDO DI COTONOU 1. L'articolo 1 e' cosi' modificato: a) il terzo comma e' sostituito dal seguente: "Questi obiettivi e gli impegni internazionali delle parti, compresi gli obiettivi di sviluppo del millennio, ispirano tutte le strategie di sviluppo e sono perseguiti con un approccio integrato che tiene conto ad un tempo degli aspetti politici, economici, sociali, culturali e ambientali dello sviluppo. Il partenariato fornisce un quadro coerente di sostegno alle strategie di sviluppo adottate da ciascuno Stato ACP."; b) il quarto comma e' sostituito dal seguente: "Fanno parte di questo quadro una crescita economica sostenuta, lo sviluppo del settore privato, la creazione di posti di lavoro e un migliore accesso alle risorse produttive. Sono promossi il rispetto dei diritti dell'individuo e il soddisfacimento dei bisogni fondamentali, lo sviluppo sociale e i presupposti di un'equa distribuzione dei risultati della crescita. Sono incoraggiati e sostenuti i processi d'integrazione regionali e subregionali che favoriscono l'inserimento dei paesi ACP nell'economia mondiale per quanto riguarda gli scambi e gli investimenti privati. Costituiscono parte integrante di questo approccio il potenziamento delle capacita' degli attori dello sviluppo e il miglioramento del quadro istituzionale necessario alla coesione sociale, al funzionamento di una societa' democratica e di un'economia di mercato, nonche' alla costituzione di una societa' civile attiva e organizzata. In tutti i campi, politico, economico e sociale, si tiene conto sistematicamente della situazione delle donne e delle questioni di genere. Sono applicati e integrati ad ogni livello del partenariato i principi della gestione sostenibile delle risorse naturali e dell'ambiente, compreso il cambiamento climatico.". 2. L'articolo 2 e' sostituito dal seguente: "Articolo 2 Principi fondamentali La cooperazione ACP-CE, basata su un regime di diritto e sull'esistenza di istituzioni congiunte, si conforma al programma sull'efficacia degli aiuti concordato a livello internazionale in materia di titolarita', allineamento, armonizzazione, gestione degli aiuti mirata ai risultati e mutua responsabilita' ed e' esercitata in base ai seguenti principi fondamentali: - parita' dei partner e titolarita' delle strategie di sviluppo: ai fini del conseguimento degli obiettivi del partenariato, gli Stati ACP determinano sovranamente le strategie di sviluppo delle loro economie e societa', tenendo debitamente conto degli elementi essenziali e dell'elemento fondamentale di cui all'articolo 9; il partenariato incoraggia l'assunzione da parte dei paesi e delle popolazioni interessati della titolarita' delle strategie di sviluppo; i partner allo sviluppo dell'UE allineano i loro programmi a queste strategie; - partecipazione: a prescindere dal governo centrale, che costituisce il partner principale, il partenariato e' aperto ai parlamenti ACP, agli enti locali degli Stati ACP e ad altri attori di vario tipo, al fine d'incoraggiare l'inserimento di tutti i settori della societa', compreso il settore privato e le organizzazioni della societa' civile, nella vita politica, economica e sociale; - ruolo centrale del dialogo ed esecuzione degli obblighi reciproci e della mutua responsabilita': gli obblighi assunti dalle parti nel quadro del dialogo sono al centro del partenariato e delle relazioni di cooperazione; le parti collaborano strettamente per definire e attuare il necessario processo di allineamento e armonizzazione dei donatori, con l'intento di garantire un ruolo centrale degli Stati ACP in questo processo; - differenziazione e regionalizzazione: le modalita' e le priorita' della cooperazione variano a seconda del livello di sviluppo di ciascun partner, delle sue esigenze, dei suoi risultati e della sua strategia di sviluppo a lungo termine; un trattamento speciale e' accordato ai paesi meno avanzati e si tiene conto della vulnerabilita' dei paesi senza sbocco sul mare e insulari. Un'attenzione particolare e' rivolta all'integrazione regionale, anche a livello continentale.". 3. L'articolo 4 e' sostituito dal seguente: "Articolo 4 Impostazione generale Gli Stati ACP determinano sovranamente i principi, le strategie e i modelli di sviluppo delle loro economie e delle loro societa'. Essi definiscono con la Comunita' i programmi di cooperazione previsti in conformita' del presente accordo. Le parti riconoscono tuttavia il ruolo complementare e il potenziale in termini di contributi degli attori non statali, dei parlamenti nazionali ACP e degli enti locali decentrati al processo di sviluppo, in particolare a livello nazionale e regionale. In questa ottica, nel rispetto delle condizioni stabilite nel presente accordo, gli attori non statali, i parlamenti nazionali ACP e gli enti locali decentrati sono, ove opportuno: - informati e consultati sulle politiche e sulle strategie di cooperazione nonche' sulle priorita' di cooperazione, soprattutto nei settori che li interessano o li riguardano direttamente, e sul dialogo politico; - sostenuti nello sviluppo delle loro capacita' in settori critici, al fine di rafforzarne le competenze, in particolare in materia di organizzazione e rappresentazione, e per potenziare i meccanismi di consultazione, compresi i canali di comunicazione e dialogo, e promuovere alleanze strategiche. Gli attori non statali e gli enti locali decentrati sono, ove opportuno: - dotati di risorse finanziarie alle condizioni stabilite nel presente accordo, al fine di sostenere i processi di sviluppo a livello locale; - coinvolti nell'attuazione dei progetti e dei programmi di cooperazione nei settori che li interessano o nei quali detengono un vantaggio comparativo.". 4. L'articolo 6 e' cosi' modificato: a) il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: "1. Gli attori della cooperazione comprendono: a) lo Stato (a livello locale, regionale e nazionale), compresi i parlamenti nazionali ACP; b) le organizzazioni regionali ACP e l'Unione africana. Ai fini del presente accordo, la nozione di organizzazioni o di livelli regionali include anche le organizzazioni o i livelli subregionali; c) gli attori non statali: - il settore privato; - i partner economici e sociali, comprese le organizzazioni sindacali; - la societa' civile in tutte le sue forme, a seconda delle particolarita' nazionali."; b) la modifica indicata in questa lettera non riguarda la versione italiana. 5. L'articolo 8 e' sostituito dal seguente: "Articolo 8 Dialogo politico 1. Le parti procedono regolarmente ad un dialogo politico approfondito, equilibrato e globale, che porta all'assunzione di impegni da entrambe le parti. 2. Obiettivo del dialogo e' di scambiare informazioni, favorire la comprensione reciproca e agevolare la definizione delle priorita' e dei principi comuni, riconoscendo in particolare i legami esistenti tra i vari aspetti delle relazioni tra le parti e i diversi settori di cooperazione indicati nel presente accordo. Il dialogo deve agevolare le consultazioni e rafforzare la cooperazione tra le parti nell'ambito di organismi internazionali e deve promuovere e sostenere un sistema di multilateralismo efficace. Il dialogo si prefigge anche di prevenire l'emergere di situazioni nelle quali una parte possa ritenere necessario ricorrere alle procedure di consultazione di cui agli articoli 96 e 97. 3. Il dialogo riguarda tutti gli scopi e gli obiettivi sanciti nel presente accordo nonche' tutte le questioni d'interesse comune, generale o regionale, compresi i temi relativi all'integrazione regionale e continentale. Attraverso il dialogo le parti contribuiscono alla pace, alla sicurezza e alla stabilita' e promuovono un contesto politico stabile e democratico. Il dialogo abbraccia le strategie di cooperazione, compreso il programma sull'efficacia degli aiuti, e le politiche globali e settoriali, comprese le questioni ambientali, le questioni relative al cambiamento climatico, le questioni di genere, le questioni relative alle migrazioni e quelle relative al patrimonio culturale. Esso affronta anche le politiche globali e settoriali di entrambe le parti che possono incidere sul conseguimento degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo. 4. Il dialogo si concentrera', tra l'altro, su precise questioni politiche d'interesse reciproco o d'importanza generale per il conseguimento degli obiettivi del presente accordo, quali il commercio di armi, spese militari eccessive, il traffico di stupefacenti, la criminalita' organizzata, il lavoro minorile o qualunque tipo di discriminazione, sia essa basata su razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o di altro genere, origine nazionale o sociale, ricchezza, nascita o su altra condizione. Il dialogo include inoltre una valutazione periodica degli sviluppi relativi al rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto e al buon governo. 5. Le politiche generali intese a promuovere la pace e a prevenire, gestire e risolvere i conflitti violenti svolgono una funzione importante all'interno del dialogo, come pure la necessita' di tenere conto degli obiettivi della pace e della stabilita' democratica nella definizione dei campi di cooperazione prioritari. Il dialogo in questo contesto deve coinvolgere a pieno titolo le pertinenti organizzazioni regionali ACP e, ove opportuno, l'Unione africana. 6. Il dialogo e' condotto in modo flessibile. Esso puo' essere formale o informale a seconda delle necessita', svolgersi all'interno o all'esterno del quadro istituzionale, compresi il gruppo ACP e l'Assemblea parlamentare paritetica, nella veste appropriata e al livello adeguato, compreso il livello nazionale, regionale, continentale o di tutti i livelli ACP. 7. Sono associati al dialogo le organizzazioni regionali e i rappresentanti delle organizzazioni della societa' civile, nonche', ove opportuno, i parlamenti nazionali ACP. 8. Se del caso, per prevenire l'emergere di situazioni nelle quali una parte possa ritenere necessario ricorrere alla procedura di consultazione di cui all'articolo 96, il dialogo sugli elementi essenziali deve essere sistematico e istituzionalizzato secondo le modalita' di cui all'allegato VII.". 6. L'articolo 9 e' cosi' modificato: a) al paragrafo 3, il secondo comma e' sostituito dal seguente: "Il buon governo, sul quale si fonda il partenariato ACP-UE, ispira le politiche nazionali e internazionali delle parti e costituisce un elemento fondamentale del presente accordo. Le parti convengono che i gravi casi di corruzione, attiva e passiva, di cui all'articolo 97, costituiscono una violazione di tale elemento."; b) al paragrafo 4 e' aggiunto il comma seguente: "I principi che sono alla base degli elementi essenziali e dell'elemento fondamentale descritti nel presente articolo si applicano allo stesso modo agli Stati ACP, da una parte, e all'Unione europea e ai suoi Stati membri, dall'altra.". 7. L'articolo 10 e' cosi' modificato: a) al paragrafo 1, il secondo trattino e' sostituito dal seguente: "- maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali ACP, degli enti locali decentrati, ove opportuno, e di una societa' civile attiva e organizzata nonche' del settore privato."; b) al paragrafo 2, le parole "economia di mercato" sono sostituite da "economia di mercato sociale ". 8. L'articolo 11 e' sostituito dal seguente: "Articolo 11 Politiche di pacificazione, prevenzione e risoluzione dei conflitti e risposta alle situazioni di fragilita'" 1. Le parti riconoscono che senza sviluppo e riduzione della poverta' non possono esservi pace e sicurezza sostenibili, e senza pace e sicurezza non puo' esservi sviluppo sostenibile. Le parti perseguono una politica attiva, globale e integrata di pacificazione, di prevenzione e risoluzione dei conflitti e di sicurezza umana e trattano le situazioni di fragilita' nel quadro del partenariato. Questa politica e' basata sul principio della titolarita' e si concentra in particolare sullo sviluppo di capacita' nazionali, regionali e continentali e sulla prevenzione tempestiva di conflitti violenti mediante un intervento mirato sulle loro cause profonde, compresa la poverta', e con un'adeguata combinazione di tutti gli strumenti disponibili. Le parti riconoscono che occorre reagire alle minacce, nuove o in espansione, che gravano sulla sicurezza quali la criminalita' organizzata, la pirateria e la tratta di esseri umani e il traffico di droga e armi. Occorre anche tenere conto dell'incidenza delle sfide globali, come le turbolenze che hanno colpito i mercati finanziari internazionali, il cambiamento climatico e le pandemie. Le parti sottolineano l'importante ruolo delle organizzazioni regionali nella pacificazione e nella prevenzione e risoluzione dei conflitti nonche' nella risposta sul territorio africano alle minacce, nuove o in espansione, che gravano sulla sicurezza; in questo un ruolo chiave spetta all'Unione africana. 2. L'interdipendenza tra sicurezza e sviluppo e' motivo di ispirazione per le attivita' di pacificazione e di prevenzione e risoluzione di conflitti che, combinando un approccio a breve termine con uno a piu' lungo termine, comprendono la gestione delle crisi, ma vanno anche oltre. Le attivita' intese a far fronte alle minacce, nuove o in espansione, che gravano sulla sicurezza comprendono, tra l'altro, un sostegno alle attivita' di contrasto e prevenzione in cui rientrano la cooperazione nel controllo delle frontiere, il potenziamento della sicurezza della catena di approvvigionamento internazionale e il miglioramento della sicurezza nel trasporto aereo, marittimo e stradale. Le attivita' di pacificazione e prevenzione e risoluzione di conflitti mirano in particolare ad incentivare un'equa distribuzione delle opportunita' politiche, economiche, sociali e culturali tra tutti i segmenti della societa', il rafforzamento della legittimita' democratica e dell'efficienza dei sistemi di governo, la creazione di efficaci meccanismi di conciliazione pacifica degli interessi di gruppo, il coinvolgimento attivo delle donne, il superamento delle divisioni tra segmenti diversi della societa' e la promozione di una societa' civile attiva e organizzata. A tale riguardo, un'attenzione particolare e' dedicata allo sviluppo di sistemi di allarme rapido e di meccanismi di pacificazione, che possono contribuire alla prevenzione dei conflitti. 3. Fanno parte, tra l'altro, delle attivita' da sostenere le iniziative di mediazione, negoziato e riconciliazione, la gestione razionale a livello regionale delle risorse naturali comuni rare, la smobilitazione e il reinserimento sociale degli ex combattenti, la gestione del problema dei soldati bambini nonche' della violenza nei confronti di donne e bambini. Sono adottate iniziative appropriate intese a limitare ad un livello responsabile le spese militari e il commercio di armi, anche mediante aiuti alla promozione e all'applicazione di norme e codici di condotta comuni, e a combattere le attivita' che alimentano i conflitti. 3 bis. Un accento particolare e' posto sulla lotta contro le mine antipersona e i residuati bellici esplosivi nonche' contro la fabbricazione, il trasferimento, la circolazione e l'accumulo illegali di armi di piccolo calibro e di armi leggere e delle relative munizioni, cosi' come contro i depositi e le riserve di tali armi non adeguatamente messi in sicurezza e scarsamente gestiti e la loro diffusione incontrollata. Le parti concordano di coordinare, osservare ed attuare pienamente i rispettivi obblighi derivanti dalle convenzioni e dagli strumenti internazionali e, a tal fine, esse si impegnano a cooperare al livello nazionale, regionale e continentale. 3 ter. Le parti si impegnano inoltre a collaborare per prevenire le attivita' mercenarie conformemente agli obblighi assunti a norma di tutte le convenzioni e degli strumenti internazionali pertinenti e alle rispettive disposizioni legislative e regolamentari. 4. Per trattare le situazioni di fragilita' in modo strategico ed efficace, le parti si scambiano informazioni e agevolano le risposte preventive che coniugano in modo coerente strumenti appartenenti ai settori della diplomazia, della sicurezza e della cooperazione allo sviluppo. Le parti concordano sul modo migliore per rafforzare le capacita' degli Stati di adempiere le loro funzioni fondamentali e stimolare la volonta' politica di riforma, nel rispetto del principio della titolarita'. In situazioni di fragilita', il dialogo politico riveste particolare importanza e deve essere ulteriormente sviluppato e rafforzato. 5. In situazioni di conflitti violenti le parti prendono tutte le iniziative atte a prevenire un'intensificazione della violenza, a limitarne l'espansione territoriale e a favorire la composizione pacifica delle controversie. Un impegno particolare e' posto nel garantire che le risorse finanziarie destinate alla cooperazione siano utilizzate in conformita' dei principi e degli obiettivi del partenariato e nel prevenire la deviazione dei fondi verso fini bellici. 6. In situazioni postbelliche le parti prendono tutte le iniziative atte a stabilizzare la situazione durante la transizione al fine di agevolare il ritorno ad una situazione di non violenza, di stabilita' e di democrazia. Le parti assicurano i necessari collegamenti tra le misure di emergenza, la ricostruzione e la cooperazione allo sviluppo. 7. Al fine di promuovere la pace e la giustizia nel mondo, le parti ribadiscono la loro ferma intenzione di: - condividere l'esperienza acquisita in materia di adozione degli adeguamenti legislativi necessari per la ratifica e l'applicazione dello statuto di Roma della Corte penale internazionale, e - combattere la criminalita' internazionale in conformita' del diritto internazionale, tenendo nella debita considerazione lo statuto di Roma. Le parti adottano le misure necessarie per la ratifica e l'applicazione dello statuto di Roma e degli strumenti connessi.". 9. L'articolo 12 e' sostituito dal seguente: "Articolo 12 Coerenza delle politiche comunitarie e loro incidenza sull'attuazione del presente accordo Le parti si sono impegnate ad analizzare la coerenza delle politiche per lo sviluppo in modo mirato, strategico e basato sul partenariato, ad esempio intensificando il dialogo sulle questioni inerenti alla coerenza delle politiche per lo sviluppo. L'Unione riconosce che le politiche dell'Unione diverse dalla politica per lo sviluppo possono sostenere le priorita' di sviluppo degli Stati ACP in linea con gli obiettivi del presente accordo. Su tale base, l'Unione migliorera' la coerenza di tali politiche al fine di raggiungere gli obiettivi del presente accordo. Fatto salvo il disposto dell'articolo 96, quando la Comunita', nell'esercizio delle proprie competenze, prevede di prendere una misura che potrebbe incidere, relativamente agli obiettivi del presente accordo, sugli interessi degli Stati ACP, informa il gruppo ACP delle proprie intenzioni in tempo utile. A tal fine, la Commissione informa periodicamente il segretariato del gruppo ACP delle proposte previste e comunica immediatamente le proposte di misure di questo tipo. All'occorrenza puo' anche essere introdotta una richiesta di informazioni su iniziativa degli Stati ACP. Su richiesta di questi ultimi si procede tempestivamente a consultazioni in modo che prima della decisione definitiva si possa tener conto delle loro preoccupazioni per quanto riguarda l'impatto di tali misure. Dopo le suddette consultazioni gli Stati ACP e il gruppo ACP possono inoltre far conoscere tempestivamente le loro preoccupazioni per iscritto alla Comunita' e proporre modifiche che vadano incontro a tali preoccupazioni. Se la Comunita' non puo' accogliere le richieste degli Stati ACP, li informa quanto prima della sua decisione, indicandone i motivi. Il gruppo ACP riceve inoltre informazioni adeguate sull'entrata in vigore di dette decisioni, possibilmente in anticipo.". 10. L'articolo 14 e' sostituito dal seguente: "Articolo 14 Le istituzioni congiunte 1. Le istituzioni del presente accordo sono il Consiglio dei ministri, il comitato degli ambasciatori e l'Assemblea parlamentare paritetica. 2. Le istituzioni congiunte e le istituzioni create nel quadro degli accordi di partenariato economico, fatte salve le pertinenti norme degli accordi di partenariato economico esistenti o futuri, si adoperano per garantire il coordinamento, la coerenza e la complementarita' nonche' un efficace reciproco scambio di informazioni.". 11. E' inserito il seguente articolo: "Articolo 14 bis Riunioni di capi di Stato o di governo Le parti si riuniscono di comune accordo a livello di capi di Stato o di governo, nella formazione opportuna.". 12. L'articolo 15 e' cosi' modificato: a) al paragrafo 1, il terzo comma e' sostituito dal seguente: "Il Consiglio dei ministri si riunisce di norma una volta l'anno su iniziativa del suo Presidente e ogniqualvolta sembri necessario in una forma e una composizione geografica adeguate alle questioni all'esame. Tali riunioni costituiscono consultazioni ad alto livello su questioni di interesse specifico per le parti, a completamento dei lavori del comitato ministeriale misto per il commercio di cui all'articolo 38 e del comitato ACP-CE di cooperazione per il finanziamento dello sviluppo di cui all'articolo 83, i cui risultati servono da base di discussione per le riunioni ordinarie annuali del Consiglio dei ministri."; b) al paragrafo 3, il secondo comma e' sostituito dal seguente: Il Consiglio puo' prendere decisioni vincolanti per le parti, formulare risoluzioni, raccomandazioni e pareri durante le riunioni ordinarie annuali o mediante procedura scritta. Con scadenza annuale il Consiglio riferisce all'Assemblea parlamentare paritetica circa l'attuazione del presente accordo. Esso esamina e tiene conto delle risoluzioni e delle raccomandazioni dell'Assemblea parlamentare paritetica.". 13. L'articolo 17 e' cosi' modificato: a) il paragrafo 2 e' cosi' modificato: i) il terzo e il quarto trattino sono sostituiti dai seguenti: "- discutere le questioni pertinenti allo sviluppo e al partenariato ACP-UE, compresi gli accordi di partenariato economico, altri accordi commerciali, il fondo europeo di sviluppo e i documenti di strategia nazionale e regionale. A tal fine, la Commissione trasmette per conoscenza tali documenti di strategia all'Assemblea parlamentare paritetica; - discutere la relazione annuale del Consiglio dei ministri relativa all'attuazione del presente accordo e adottare risoluzioni e presentare raccomandazioni al Consiglio dei ministri per il conseguimento degli obiettivi del presente accordo;"; ii) e' aggiunto il seguente trattino: "- sostenere lo sviluppo delle istituzioni e il potenziamento delle capacita' dei parlamenti nazionali, conformemente all'articolo 33, paragrafo 1, del presente accordo."; b) il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente: "3. L'Assemblea parlamentare paritetica si riunisce due volte l'anno in sessione plenaria, alternativamente nell'Unione europea e in uno Stato ACP. Al fine di rafforzare l'integrazione regionale e promuovere la cooperazione tra i parlamenti nazionali, sono organizzate riunioni tra parlamentari dell'UE e parlamentari degli Stati ACP a livello regionale. Tali riunioni che si tengono a livello regionale sono organizzate per perseguire gli obiettivi di cui all'articolo 14, paragrafo 2, del presente accordo.". 14. All'articolo 19, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. La cooperazione fa riferimento alle conclusioni delle conferenze delle Nazioni Unite e agli obiettivi e ai programmi d'azione concordati a livello internazionale, nonche' alle iniziative prese sulla loro scia, come base dei principi dello sviluppo. La cooperazione fa riferimento anche agli obiettivi internazionali della cooperazione allo sviluppo e rivolge un'attenzione particolare alla messa a punto d'indicatori di progresso qualitativi e quantitativi. Le parti uniscono i propri sforzi per accelerare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio.". 15. L'articolo 20 e' cosi' modificato: a) il paragrafo 1 e' modificato come segue: i) la frase introduttiva e' sostituita dalla seguente: "1. Gli obiettivi della cooperazione allo sviluppo ACP-UE sono perseguiti attraverso strategie integrate che riuniscono le componenti economiche, sociali, culturali, ambientali e istituzionali e che devono essere stabilite a livello locale. La cooperazione offre pertanto un quadro coerente di sostegno alle strategie di sviluppo proprie degli Stati ACP, che garantisce la complementarita' e l'interazione tra le varie componenti, in particolare a livello nazionale e a livello regionale nonche' tra i due livelli. In questo contesto e nell'ambito delle politiche di sviluppo e delle riforme perseguite dagli Stati ACP, le strategie di cooperazione ACP-CE a livello nazionale e, ove opportuno, a livello regionale mirano a:"; ii) la lettera a) e' sostituita dalla seguente: "a) raggiungere una crescita economica rapida, sostenuta e favorevole all'occupazione, sviluppare il settore privato e migliorare l'accesso alle risorse produttive e alle attivita' economiche"; iii) e' inserita la seguente lettera: "aa) promuovere la cooperazione e l'integrazione regionali;"; b) il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. In tutti i settori della cooperazione si tiene conto sistematicamente delle seguenti questioni tematiche o orizzontali: diritti umani, questioni di genere, democrazia, buon governo, sostenibilita' ambientale, cambiamento climatico, malattie trasmissibili e non trasmissibili, sviluppo delle istituzioni e potenziamento delle loro capacita'. Queste problematiche sono inoltre idonee a beneficiare del sostegno comunitario.". 16. L'articolo 21 e' cosi' modificato: a) alla frase introduttiva del paragrafo 1, le parole "investimenti privati" sono sostituite da "investimenti"; b) la modifica indicata in questa lettera non riguarda la versione italiana; c) il paragrafo 5 e' sostituito dal seguente: "5. Il sostegno agli investimenti e allo sviluppo del settore privato prevede azioni e iniziative ai livelli macro, meso e microeconomico e promuove la ricerca di meccanismi di finanziamento innovativi, ad esempio la combinazione e la mobilitazione di fonti private e pubbliche per il finanziamento dello sviluppo."; d) e' aggiunto il seguente paragrafo: "6. La cooperazione sostiene gli investimenti del settore pubblico in infrastrutture di base per favorire lo sviluppo del settore privato, la crescita economica e l'eliminazione della poverta'.". 17. All'articolo 22, paragrafo 1, lettera b), la frase introduttiva e' sostituita dalla seguente: "b) politiche strutturali intese a rafforzare il ruolo dei vari attori, soprattutto del settore privato, e a migliorare il contesto per una maggiore mobilitazione delle risorse interne e per un aumento del volume degli affari, degli investimenti e dell'occupazione, nonche' a:". 18 L'articolo 23 e' sostituito dal seguente: "Articolo 23 Sviluppo dei settori economici La cooperazione sostiene riforme politiche e istituzionali durature e gli investimenti necessari a garantire un accesso equilibrato alle attivita' economiche e alle risorse produttive, e in particolare: a) lo sviluppo di sistemi di formazione che contribuiscano a incrementare la produttivita' dei settori formale e informale; b) il capitale, il credito e la terra, soprattutto per quanto riguarda i diritti di proprieta' e di uso; c) lo sviluppo di strategie rurali volte a creare un quadro per la programmazione decentrata, la ripartizione e la gestione delle risorse secondo un'impostazione partecipativa; d) lo sviluppo di strategie volte a migliorare la produzione e la produttivita' agricole negli Stati ACP prevedendo in particolare i necessari finanziamenti per la ricerca agronomica, per i fattori di produzione e i servizi agricoli, per l'infrastruttura rurale di appoggio e per la riduzione e la gestione del rischio. Il sostegno comprende investimenti agricoli pubblici e privati, incentivi per lo sviluppo di politiche e strategie agricole, il rafforzamento delle organizzazioni di agricoltori e del settore privato, la gestione delle risorse naturali e lo sviluppo e il funzionamento dei mercati agricoli. Le strategie in materia di produzione agricola sono destinate a rafforzare le politiche di sicurezza alimentare nazionali e regionali e l'integrazione regionale. In questo ambito, la cooperazione sostiene l'impegno degli Stati ACP per il miglioramento della competitivita' delle loro esportazioni di prodotti di base e per l'adattamento delle loro strategie di esportazione di questi prodotti alla luce dell'evoluzione delle condizioni commerciali; e) lo sviluppo sostenibile delle risorse idriche, basato sui principi di gestione integrata delle risorse idriche, che garantisca la distribuzione equa e sostenibile delle risorse idriche condivise tra i diversi utilizzatori; f) lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura e della pesca, che interessa tanto la pesca continentale quanto le risorse marine entro le zone economiche esclusive degli Stati ACP; g) le infrastrutture economiche e tecnologiche e i servizi, compresi i trasporti, i sistemi di telecomunicazione, i servizi di comunicazione e lo sviluppo della societa' dell'informazione; h) lo sviluppo di settori industriali, minerari ed energetici competitivi incoraggiando contemporaneamente la partecipazione del settore privato e la sua espansione; i) lo sviluppo degli scambi, compresa la promozione del commercio equo; j) lo sviluppo del settore commerciale, delle attivita' finanziarie e bancarie e di altri servizi; k) lo sviluppo del turismo; l) lo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi scientifici, tecnologici e della ricerca, compresi il miglioramento, il trasferimento e l'assimilazione delle nuove tecnologie; m) il potenziamento delle capacita' dei settori produttivi, sia pubblici che privati; n) la promozione di conoscenze tradizionali; e o) lo sviluppo e l'attuazione di specifiche strategie di adattamento volte ad attenuare le conseguenze dell'erosione delle preferenze, includendo eventualmente le attivita' di cui alle lettere da a) a n).". 19. E' inserito il seguente articolo: "Articolo 23 bis Pesca Riconoscendo il ruolo centrale che la pesca e l'acquacoltura rivestono nei paesi ACP, grazie al loro contributo alla creazione di occupazione, alla generazione di reddito, alla sicurezza alimentare e al sostentamento delle comunita' rurali e costiere e, di conseguenza, alla riduzione della poverta', la cooperazione mira a sviluppare ulteriormente i settori dell'acquacoltura e della pesca nei paesi ACP al fine di incrementare in maniera sostenibile i benefici economici e sociali connessi a tali settori. I programmi e le attivita' di cooperazione sostengono, tra l'altro, lo sviluppo e l'attuazione nei paesi e nelle regioni ACP di strategie sostenibili di sviluppo della pesca e dell'acquacoltura e di piani di gestione; il regolare inserimento dell'acquacoltura e della pesca nelle strategie nazionali e regionali di sviluppo; lo sviluppo delle infrastrutture e delle competenze tecniche che mettano in grado i paesi ACP di ricavare il massimo valore sostenibile dalla pesca e dall'acquacoltura; lo sviluppo nei paesi ACP delle capacita' necessarie a far fronte alle sfide esterne che non consentono loro di trarre il massimo beneficio dalle risorse alieutiche, nonche' la promozione e lo sviluppo di joint venture che portino ad investimenti nei settori della pesca e dell'acquacoltura nei paesi ACP. Ogni eventuale accordo sulla pesca negoziato tra la Comunita' e gli Stati ACP deve essere coerente con le strategie di sviluppo di questo settore. Di comune accordo possono tenersi consultazioni ad alto livello, anche a livello ministeriale, per sviluppare, migliorare e/o rafforzare la cooperazione allo sviluppo ACP-UE nei settori dell'acquacoltura e della pesca sostenibili.". 20. All'articolo 25, paragrafo 1, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti: "a) migliorare l'istruzione e la formazione a tutti i livelli, adoperarsi per il riconoscimento dei titoli di istruzione superiore e la creazione di sistemi di controllo della qualita' nel settore dell'istruzione, compreso per l'istruzione e la formazione impartite on-line o con mezzi non convenzionali, e rafforzare le capacita' e le competenze tecniche; b) migliorare i sistemi sanitari, mirando in particolare ad un equo accesso a servizi sanitari completi e di qualita', e il settore della nutrizione, eliminando la fame e la malnutrizione e assicurando un adeguato approvvigionamento alimentare e garantendo la sicurezza alimentare, anche mediante la creazione di reti di sicurezza;". 21. L'articolo 27 e' cosi' modificato: a) il titolo e' sostituito dal seguente: "Cultura e sviluppo" b) la modifica indicata in questa lettera non riguarda la versione italiana; c) sono aggiunti i seguenti punti: "e) riconoscere e sostenere il ruolo degli attori e delle reti culturali e il loro contributo allo sviluppo sostenibile; e f) promuovere la dimensione culturale dell'istruzione e la partecipazione dei giovani ad attivita' culturali.". 22. Gli articoli 28, 29 e 30 sono sostituiti dai seguenti: "Articolo 28 Impostazione generale 1. La cooperazione ACP-UE contribuisce efficacemente al conseguimento degli obiettivi e delle priorita' stabiliti dagli Stati ACP nel contesto della cooperazione e dell'integrazione regionali. 2. Conformemente agli obiettivi generali di cui agli articoli 1 e 20, la cooperazione ACP-UE mira a: a) promuovere la pace e la stabilita' come anche la prevenzione e risoluzione dei conflitti; b) potenziare lo sviluppo e la cooperazione economica mediante la creazione di mercati piu' vasti, la libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi, dei capitali, della manodopera e delle tecnologie tra i paesi ACP, la piu' rapida diversificazione delle economie degli Stati ACP, la promozione e l'espansione degli scambi tra paesi ACP e con paesi terzi e la graduale integrazione degli Stati ACP nell'economia mondiale; c) promuovere la gestione delle sfide in materia di sviluppo sostenibile con una dimensione transnazionale, anche mediante il coordinamento e l'armonizzazione delle politiche di cooperazione regionali. 3. Alle condizioni previste all'articolo 58, la cooperazione puo' sostenere anche la cooperazione interregionale e la cooperazione intra-ACP, che coinvolgono ad esempio: a) una o piu' organizzazioni regionali ACP, anche a livello continentale; b) paesi e territori europei d'oltremare (PTOM) e regioni europee ultraperiferiche. c) paesi in via di sviluppo non ACP. Articolo 29 Cooperazione ACP-UE a sostegno della cooperazione e dell'integrazione regionali 1. Nel settore della stabilita', della pace e della prevenzione dei conflitti, la cooperazione sostiene: a) la promozione e lo sviluppo di un dialogo politico regionale nei settori della prevenzione e della risoluzione dei conflitti; dei diritti umani e della democratizzazione; degli scambi, dei collegamenti in rete e della promozione della mobilita' tra i vari attori dello sviluppo, in particolare quelli della societa' civile; b) la promozione di iniziative e politiche regionali inerenti alla sicurezza, compresi il controllo degli armamenti e la lotta contro la droga, la criminalita' organizzata, il riciclaggio di proventi di reato, la corruzione attiva e passiva. 2. Nel settore dell'integrazione economica regionale, la cooperazione sostiene: a) la partecipazione dei paesi ACP meno avanzati alla formazione di mercati regionali traendone vantaggio; b) l'attuazione delle politiche di riforma economica settoriale a livello regionale; c) la liberalizzazione degli scambi e dei pagamenti; d) la promozione degli investimenti transfrontalieri, sia esteri che nazionali, e di altre iniziative d'integrazione economica regionale; e) l'attenuazione dell'incidenza dei costi di transizione netti dell'integrazione regionale sulle entrate di bilancio e sulla bilancia dei pagamenti; e f) le infrastrutture, in particolare trasporti e comunicazioni e loro sicurezza, e servizi, compreso lo sviluppo di opportunita' regionali nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). 3. Nel settore delle politiche regionali per lo sviluppo sostenibile, la cooperazione sostiene le priorita' delle regioni ACP e, in particolare: a) l'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, comprese l'acqua e l'energia, insieme alla risposta al cambiamento climatico; b) la sicurezza alimentare e l'agricoltura; c) la sanita', l'istruzione e la formazione; d) la ricerca e lo sviluppo tecnologico; e e) le iniziative regionali di preparazione alle catastrofi e di limitazione dei loro danni e di ricostruzione post-catastrofe. Articolo 30 Sviluppo di capacita' a sostegno della cooperazione e dell'integrazione regionali ACP Ai fini dell'efficacia e dell'efficienza delle politiche regionali, la cooperazione sviluppa e rafforza le capacita': a) delle istituzioni e organizzazioni di integrazione regionale create dagli Stati ACP e di quelle a cui partecipano Stati ACP che promuovono la cooperazione e l'integrazione regionali; b) dei governi e parlamenti nazionali in materia d'integrazione regionale; e c) degli attori non statali, compreso il settore privato.". 23. E' inserito il seguente articolo: "Articolo 31 bis HIV/AIDS La cooperazione sostiene gli sforzi degli Stati ACP di sviluppare e rafforzare in tutti i settori politiche e programmi volti a rispondere alla pandemia di HIV/AIDS e ad evitare che questa ostacoli lo sviluppo. La cooperazione sostiene gli Stati ACP nel loro percorso verso e a favore di un accesso universale alla prevenzione, cura, assistenza e sostegno per quanto riguarda l'HIV/AIDS e, in particolare, mira a: a) sostenere lo sviluppo e l'attuazione di strategie e piani globali e multisettoriali in materia di HIV/AIDS, come priorita' nei piani di sviluppo nazionali e regionali; b) coinvolgere nelle risposte nazionali all'HIV/AIDS tutti i competenti settori dello sviluppo e garantire un'ampia mobilitazione delle parti interessate a tutti i livelli; c) rafforzare i sistemi sanitari nazionali e combattere le carenze di risorse umane nel settore della sanita' quale base per garantire l'effettiva integrazione della prevenzione, cura, assistenza e servizi sanitari per i casi di HIV/AIDS, nonche' un accesso universale ad essi; d) contrastare le disuguaglianze di genere e le violenze e gli abusi basati sul genere, quali fattori di diffusione della pandemia HIV/AIDS, e intensificare gli sforzi per salvaguardare i diritti delle donne e delle bambine, sviluppare in materia di HIV/AIDS efficaci programmi e servizi di sensibilizzazione sulle problematiche di genere destinati a donne e bambine, compresi programmi e servizi riguardanti la salute sessuale e riproduttiva e i diritti ad essa connessi, e sostenere il pieno coinvolgimento delle donne nella pianificazione e nelle decisioni relative alle strategie e ai programmi in materia di HIV/AIDS; e) sviluppare quadri di sostegno giuridici e politici ed eliminare leggi, politiche e pratiche punitive come anche condanne e discriminazioni che minano i diritti umani, acuiscono la vulnerabilita' all'HIV/AIDS e ostacolano un accesso efficace a prevenzione, cura, assistenza e sostegno per quanto riguarda l'HIV/AIDS, compreso ai medicinali, ai prodotti e ai servizi per le persone affette da HIV/AIDS e per le popolazioni piu' a rischio; f) promuovere l'accesso alla prevenzione globale dell'HIV/AIDS basata su prove, che si concentra sui fattori locali di trasmissione dell'epidemia e sulle necessita' specifiche delle donne, dei giovani e della popolazione piu' a rischio; e g) garantire l'accesso universale e affidabile a medicinali sicuri, di buona qualita' e dai costi abbordabili e ai prodotti sanitari, compresi quelli relativi alla salute sessuale e riproduttiva.". 24. E' inserito il seguente articolo: "Articolo 32 bis Cambiamento climatico Le parti riconoscono che il cambiamento climatico e' una sfida ambientale seria e globale nonche' una minaccia per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, che richiede un sostegno finanziario adeguato, prevedibile e tempestivo. Per queste ragioni e conformemente a quanto previsto all'articolo 32, in particolare al paragrafo 2, lettera a), la cooperazione: a) riconosce la vulnerabilita' degli Stati ACP, in particolare dei piccoli Stati ACP insulari e degli Stati ACP a bassa altitudine, a fenomeni legati al clima, quali l'erosione costiera, i cicloni, le inondazioni e gli esodi ambientali e, in particolare, la vulnerabilita' degli Stati ACP meno sviluppati e senza sbocco sul mare a fenomeni sempre piu' frequenti di inondazione, siccita', deforestazione e desertificazione; b) rafforza e sostiene politiche e programmi di mitigazione e adattamento rispetto alle conseguenze del cambiamento climatico e alle minacce che esso pone, anche attraverso lo sviluppo delle istituzioni e il potenziamento delle loro capacita'; c) potenzia la capacita' degli Stati ACP nello sviluppo del mercato globale del carbonio e nella partecipazione ad esso; e d) si concentra sulle seguenti attivita': i) integrazione del cambiamento climatico nelle strategie di sviluppo e nell'impegno nella lotta alla poverta'; ii) innalzamento del profilo politico del cambiamento climatico nella cooperazione allo sviluppo, anche mediante un adeguato dialogo politico; iii) assistenza agli Stati ACP nell'adattamento al cambiamento climatico dei settori interessati, quali l'agricoltura, la gestione dell'acqua e l'infrastruttura, anche mediante il trasferimento e l'adozione di tecnologie pertinenti e non nocive per l'ambiente; iv) promozione della riduzione del rischio catastrofi, tenendo conto del fatto che una percentuale sempre maggiore di catastrofi e' collegata al cambiamento climatico; v) fornitura di sostegno finanziario e tecnico alle azioni di mitigazione condotte dagli Stati ACP, in linea con i loro obiettivi di riduzione della poverta' e di sviluppo sostenibile, anche mediante la riduzione delle emissioni sprigionate dalla deforestazione e dal degrado boschivo e la riduzione delle emissioni nel settore agricolo; vi) miglioramento delle informazioni e delle previsioni meteorologiche e climatiche e dei sistemi di allarme rapido; e vii) promozione delle fonti energetiche rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio che potenziano lo sviluppo sostenibile.". 25. All'articolo 33, paragrafo 3, la lettera c) e' sostituita dalla seguente: "c) il miglioramento e il rafforzamento della gestione fiscale e delle finanze pubbliche finalizzato allo sviluppo di attivita' economiche nei paesi ACP e all'incremento del gettito fiscale di questi paesi, nel pieno rispetto della sovranita' degli Stati ACP in questo settore. Le azioni possibili sono: i) potenziare le capacita' di gestione del gettito fiscale interno, anche creando sistemi fiscali efficaci, efficienti e sostenibili; ii) promuovere la partecipazione a strutture e processi di cooperazione fiscale internazionale al fine di facilitare l'ulteriore sviluppo di un'effettiva conformita' con le norme internazionali; iii) sostenere l'applicazione delle migliori pratiche internazionali in materia fiscale, compresi i principi di trasparenza e dello scambio di informazioni, in quei paesi ACP che si sono impegnati a farlo;". 26. All'articolo 34, i paragrafi da 2 a 4 sono sostituiti dai seguenti: "2. L'obiettivo ultimo della cooperazione economica e commerciale e' di consentire agli Stati ACP di partecipare pienamente agli scambi internazionali. In questa prospettiva e' particolarmente importante che gli Stati ACP prendano parte attiva ai negoziati commerciali multilaterali. In considerazione del loro attuale livello di sviluppo, la cooperazione economica e commerciale e' diretta a consentire a questi Stati di affrontare le sfide della globalizzazione e di adattarsi progressivamente alle nuove condizioni del commercio internazionale, agevolando in tal modo la loro transizione verso un'economia mondiale liberalizzata. In questo ambito, e' indispensabile prestare attenzione alla vulnerabilita' di molti paesi ACP causata dalla loro dipendenza dai prodotti di base o da pochi prodotti chiave, compresi i prodotti agro-industriali a valore aggiunto, e il rischio di erosione delle preferenze. 3. A tal fine, la cooperazione economica e commerciale si propone d'incrementare, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I, le capacita' di produzione, fornitura e scambio dei paesi ACP nonche' la loro capacita' di attrarre gli investimenti. Essa intende inoltre stimolare una nuova dinamica commerciale tra le parti, consolidare le politiche commerciali e d'investimento dei paesi ACP, ridurre la loro dipendenza dai prodotti di base, promuovere economie piu' diversificate e migliorare la capacita' di questi paesi di gestire tutte le questioni relative agli scambi. 4. La cooperazione economica e commerciale e' attuata nel pieno rispetto delle disposizioni dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), compreso per quanto riguarda il trattamento speciale e differenziato, tenendo conto dei reciproci interessi delle parti e dei loro rispettivi livelli di sviluppo. Essa affronta anche le conseguenze dell'erosione delle preferenze, nel pieno rispetto degli impegni multilaterali.". 27. All'articolo 35, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: "1. La cooperazione economica e commerciale si basa anzitutto su un partenariato strategico autentico e rafforzato e, oltre a cio' , su un'impostazione globale che si avvale dei punti forti e dei risultati delle precedenti convenzioni ACP-CE. 2. La cooperazione economica e commerciale si fonda sulle iniziative d'integrazione regionale degli Stati ACP. La cooperazione a sostegno della cooperazione e dell'integrazione regionali, definita al titolo I, e la cooperazione commerciale si rafforzano a vicenda. La cooperazione economica e commerciale mira a rispondere, in particolare, ai vincoli che limitano l'offerta e la domanda, ricorrendo segnatamente a misure in materia di interconnettivita' dell'infrastruttura, di diversificazione economica e di sviluppo commerciale quali mezzi per potenziare la competitivita' degli Stati ACP. Percio', alle corrispondenti misure viene attribuita un'importanza adeguata nelle strategie di sviluppo degli Stati e delle regioni ACP cui la Comunita' fornisce sostegno, in particolare mediante aiuti al commercio.". 28. Gli articoli 36 e 37 sono sostituiti dai seguenti: "Articolo 36 Modalita' 1. Alla luce degli obiettivi e dei principi che precedono, le parti convengono di adottare tutte le misure necessarie per garantire la conclusione di nuovi accordi commerciali compatibili con le disposizioni dell'OMC, che eliminano progressivamente gli ostacoli che intralciano i loro scambi e approfondiscono la cooperazione in tutti i settori connessi al commercio. 2. Gli accordi di partenariato economico sono strumenti di sviluppo che mirano a promuovere una corretta e graduale integrazione degli Stati ACP nell'economia mondiale, in particolare utilizzando al massimo il potenziale dell'integrazione regionale e degli scambi Sud-Sud. 3. Le parti convengono sull'opportunita' che i nuovi dispositivi commerciali siano introdotti gradualmente. Articolo 37 Procedure 1. Durante i negoziati degli accordi di partenariato economico, vengono sviluppate le capacita' dei settori pubblico e privato dei paesi ACP, conformemente alle disposizioni del titolo I e dell'articolo 35, adottando anche misure di miglioramento della competitivita', per rafforzare le organizzazioni regionali e per sostenere le iniziative d'integrazione commerciale regionale, che, all'occorrenza, saranno accompagnate da un sostegno agli adeguamenti di bilancio e alla riforma fiscale nonche' al miglioramento e allo sviluppo delle infrastrutture e alla promozione degli investimenti. 2. Le parti esaminano periodicamente i progressi dei negoziati, come previsto all'articolo 38. 3. I negoziati per gli accordi di partenariato economico sono portati avanti con i paesi ACP che si considerano in posizione di farlo, al livello che essi ritengono adeguato e secondo le procedure concordate dal gruppo ACP e con la finalita' di sostenere i processi d'integrazione regionale in atto tra gli Stati ACP. 4. I negoziati per gli accordi di partenariato economico mirano in particolare a fissare il calendario della progressiva eliminazione degli ostacoli agli scambi tra le parti, conformemente alle pertinenti norme dell'OMC. Per quanto riguarda la Comunita', la liberalizzazione degli scambi si fonda sull'acquis ed e' intesa a migliorare le attuali condizioni di accesso dei paesi ACP al mercato, attraverso, tra l'altro, una revisione delle norme d'origine. I negoziati tengono conto del livello di sviluppo dei paesi ACP e dell'incidenza socioeconomica delle misure commerciali su tali paesi nonche' della loro capacita' di adattarsi e di adeguare le proprie economie al processo di liberalizzazione. I negoziati sono pertanto quanto piu' flessibili possibile nello stabilire un periodo di transizione sufficiente, l'elenco definitivo dei prodotti interessati, tenendo conto dei settori sensibili, e il grado di asimmetria nel calendario di smantellamento delle tariffe, pur assicurando la conformita' con le norme dell'OMC in vigore in quel momento. 5. Le parti cooperano e collaborano strettamente nell'ambito dell'OMC per spiegare e giustificare i dispositivi concordati, specialmente riguardo al grado di flessibilita' disponibile. 6. Le parti discutono ulteriormente su come semplificare e rivedere le norme d'origine, comprese le disposizioni sul cumulo, che si applicano alle loro esportazioni. 7. Una volta che un accordo di partenariato economico e' stato concluso tra Stati ACP, gli Stati ACP che non sono parti di tale accordo possono chiedere l'adesione in qualunque momento. 8. Nel quadro della cooperazione ACP-UE a sostegno della cooperazione e integrazione regionali ACP descritta al titolo I e conformemente all'articolo 35, le parti rivolgono una particolare attenzione alle necessita' determinate dall'attuazione degli accordi di partenariato economico. Si applicano i principi enunciati all'articolo 1 dell'allegato IV del presente accordo. A tal fine, le parti concordano sull'utilizzo di meccanismi finanziari regionali nuovi o gia' esistenti attraverso i quali potrebbero essere erogate le risorse provenienti dal quadro finanziario pluriennale di cooperazione e altre risorse supplementari.". 29. E' inserito il seguente articolo: "Articolo 37 bis Altri accordi commerciali 1. Nel quadro delle attuali tendenze della politica commerciale che mirano ad una maggiore liberalizzazione degli scambi, l'UE e gli Stati ACP hanno la possibilita' di prendere parte ai negoziati e all'attuazione di accordi volti ad una maggiore liberalizzazione degli scambi multilaterali e bilaterali. Tale liberalizzazione potrebbe portare all'erosione delle preferenze concesse agli Stati ACP e incidere sulla loro posizione concorrenziale sul mercato UE e sui loro sforzi di sviluppo che l'UE tiene a sostenere. 2. Conformemente agli obiettivi della cooperazione economica e commerciale, l'UE si adopera per mantenere misure intese a superare i possibili effetti negativi della liberalizzazione nell'intento di mantenere il piu' a lungo possibile un importante accesso preferenziale per gli Stati ACP nel quadro del sistema commerciale multilaterale e garantire che qualunque inevitabile riduzione delle preferenze avvenga gradualmente su un arco di tempo piu' lungo possibile.". 30. All'articolo 38, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. Il comitato ministeriale per il commercio discute qualunque questione inerente al commercio che sia motivo di preoccupazione per tutti gli Stati ACP e, in particolare, controlla l'andamento dei negoziati e dell'attuazione degli accordi di partenariato economico. Esso segue con particolare attenzione i negoziati commerciali multilaterali in corso ed esamina l'incidenza delle iniziative di liberalizzazione di livello piu' ampio sugli scambi ACP-CE e sullo sviluppo delle economie dei paesi ACP. Il comitato ministeriale per il commercio riferisce al Consiglio dei ministri e formula raccomandazioni appropriate, anche su eventuali misure di sostegno, al fine di potenziare i vantaggi degli accordi commerciali ACP-CE.". 31. E' inserito il seguente articolo: "Articolo 38 bis Consultazioni 1. Qualora misure nuove o misure previste nell'ambito di programmi di ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari adottati dalla Comunita' per migliorare il commercio possano ledere gli interessi di uno o piu' Stati ACP, la Comunita', prima di adottare tali misure, ne informa il segretariato del gruppo ACP e gli Stati ACP interessati. 2. Per consentire alla Comunita' di prendere in considerazione gli interessi del gruppo ACP, su richiesta di quest'ultimo si tengono consultazioni conformemente all'articolo 12 del presente accordo, al fine di trovare una soluzione soddisfacente. 3. Qualora gli interessi di uno o piu' Stati ACP siano lesi da disposizioni legislative o regolamentari comunitarie esistenti, volte ad agevolare il commercio, o dall'interpretazione, applicazione o attuazione delle modalita' di dette disposizioni legislative o regolamentari, su richiesta degli Stati ACP interessati si tengono consultazioni, conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, al fine di trovare una soluzione soddisfacente. 4. Allo scopo di trovare una soluzione soddisfacente, le parti possono anche evocare in sede di comitato ministeriale misto per il commercio qualunque altro problema relativo al commercio che possa derivare da misure prese o previste dagli Stati membri. 5. Le parti si informano reciprocamente di tali misure allo scopo di assicurare consultazioni efficaci. 6. Le parti concordano sul fatto che lo svolgimento di consultazioni e la trasmissione di informazioni nel quadro delle istituzioni di un accordo di partenariato economico su questioni che rientrano nel campo di applicazione di tale accordo possa soddisfare anche le disposizioni del presente articolo e dell'articolo 12 del presente accordo, a condizione che gli Stati ACP verosimilmente interessati siano tutti firmatari dell'accordo di partenariato economico nell'ambito del quale sono tenute le consultazioni o sono trasmesse le informazioni.". 32. All'articolo 41, il paragrafo 5 e' sostituito dal seguente: "5. La Comunita' sostiene, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, gli sforzi compiuti dagli Stati ACP per accrescere le loro capacita' di prestazione di servizi. Un'attenzione particolare e' rivolta ai servizi connessi alla manodopera, alle imprese, alla distribuzione, ai finanziamenti, al turismo, alla cultura, alle costruzioni e ai relativi servizi d'ingegneria, al fine di migliorarne la competitivita' incrementando il valore e il volume degli scambi di beni e servizi degli Stati ACP.". 33. All'articolo 42, il paragrafo 4 e' sostituito dal seguente: "4. La Comunita' sostiene, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, gli sforzi compiuti dagli Stati ACP per sviluppare e promuovere servizi di trasporto marittimo redditizi e efficienti sui loro territori, in vista di incrementare la partecipazione degli operatori dei paesi ACP ai servizi di trasporto marittimo internazionali.". 34) All'articolo 43, il paragrafo 5 e' sostituito dal seguente: "5. Le parti convengono inoltre d'intensificare la cooperazione reciproca nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nonche' della societa' dell'informazione. La cooperazione e' orientata in particolare, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, ad assicurare una complementarita' e un'armonizzazione maggiori dei sistemi di comunicazione a livello nazionale, regionale e internazionale e il loro adeguamento alle nuove tecnologie.". 35. All'articolo 44, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. La Comunita' sostiene, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, gli sforzi degli Stati ACP volti a rafforzare la propria capacita' di gestire tutti i settori connessi agli scambi, anche migliorando e sostenendo, ove necessario, il quadro istituzionale.". 36. All'articolo 45, il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente: "3. Le parti decidono inoltre di rafforzare la cooperazione in questo settore al fine di formulare e sostenere, in collaborazione con le competenti autorita' nazionali, efficaci politiche di concorrenza che assicurino progressivamente la corretta applicazione delle regole di concorrenza da parte delle imprese pubbliche e private. La cooperazione in questo campo comprende in particolare, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, l'assistenza all'istituzione di un adeguato quadro giuridico e alla sua applicazione amministrativa, con particolare riferimento alla situazione speciale dei paesi meno avanzati.". 37. All'articolo 46, il paragrafo 6 e' sostituito dal seguente: "6. Le parti convengono di rafforzare la cooperazione reciproca in questo campo. Su richiesta, secondo termini e condizioni approvati da entrambe e attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, la cooperazione e' estesa, tra l'altro, ai seguenti settori: l'elaborazione di disposizioni legislative e regolamentari volte a tutelare e a far rispettare i diritti di proprieta' intellettuale, ad impedire gli abusi da parte dei titolari di questi diritti e le violazioni di tali diritti ad opera dei concorrenti, la creazione e il potenziamento di uffici nazionali e regionali e di altri organismi, anche attraverso il sostegno alle associazioni regionali di proprieta' intellettuali attive nell'applicazione e nella tutela dei diritti, che comprende la formazione del personale.". 38. All'articolo 47, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. La cooperazione nel campo della standardizzazione e della certificazione, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, e' intesa ad assicurare che le parti adottino sistemi compatibili tra loro e comprende in particolare:". 39. All'articolo 48, il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente : "3. Le parti decidono di rafforzare la loro cooperazione, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, in vista di potenziare le capacita' dei settori pubblico e privato dei paesi ACP in questo campo.". 40. L'articolo 49 e' modificato come segue: a) il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: "1. Le parti riaffermano la propria volonta' di promuovere lo sviluppo degli scambi internazionali in un modo che consenta una gestione sostenibile e sana dell'ambiente, in conformita' delle convenzioni e degli impegni sottoscritti in questo campo a livello internazionale e tenendo conto dei rispettivi livelli di sviluppo. Le parti convengono che nell'elaborazione e nell'applicazione delle misure ambientali si dovra' tener conto dei bisogni e delle esigenze particolari degli Stati ACP, compreso relativamente alle disposizioni dell'articolo 32 bis."; b) e' aggiunto il seguente paragrafo: "3. Le parti convengono che le misure ambientali non devono essere utilizzate a scopi di protezionismo.". 41. All'articolo 50, il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente: "3. Le parti convengono che le norme del lavoro non devono essere utilizzate a scopi di protezionismo.". 42. All'articolo 51, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. La cooperazione mira in particolare, attraverso strategie di sviluppo nazionali e regionali definite al titolo I e conformemente all'articolo 35, a rafforzare le capacita' istituzionali e tecniche disponibili in questo settore, istituire sistemi di allarme rapido e d'informazione reciproca sui prodotti pericolosi, scambiare informazioni ed esperienze sull'istituzione e sul funzionamento di sistemi di sorveglianza dei prodotti immessi sul mercato e sulla sicurezza dei prodotti, migliorare le informazioni fornite ai consumatori sui prezzi e sulle caratteristiche dei prodotti e dei servizi offerti, incoraggiare la formazione di associazioni di consumatori indipendenti e i contatti tra rappresentanti degli interessi dei consumatori, migliorare la compatibilita' tra le politiche e i sistemi di protezione dei consumatori, notificare i casi di applicazione della legislazione e promuovere la cooperazione nelle indagini relative a pratiche commerciali pericolose o sleali e applicare negli scambi tra le parti, i divieti di esportazione dei beni e dei servizi la cui commercializzazione e' stata vietata nel paese di produzione.". 43. All'articolo 56, il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: "1. La cooperazione per il finanziamento dello sviluppo e' attuata conformemente a e coerentemente con gli obiettivi, le strategie e le priorita' di sviluppo stabiliti dagli Stati ACP, a livello nazionale, regionale e intra-ACP, e tenendo conto delle rispettive caratteristiche geografiche, sociali e culturali nonche' dello specifico potenziale degli Stati ACP. Conformandosi al programma sull'efficacia degli aiuti concordato a livello internazionale, la cooperazione si basa sulla titolarita', l'allineamento, il coordinamento e l'armonizzazione dei donatori, la gestione mirata ai risultati in materia di sviluppo e sulla mutua responsabilita'. In particolare, la cooperazione: a) promuove l'assunzione di responsabilita' da parte degli attori locali a tutti i livelli del processo di sviluppo; b) rispecchia un partenariato basato su diritti e obblighi reciproci; c) accentua l'importanza della prevedibilita' e della sicurezza degli apporti di risorse, effettuati a condizioni molto liberali e su base regolare; d) e' flessibile e adeguata alla situazione di ciascuno Stato ACP, nonche' alla natura specifica del progetto o del programma interessato; e e) assicura l'efficacia, il coordinamento e la coerenza degli interventi.". 44. L'articolo 58 e' cosi' modificato: a) Al paragrafo 1, la lettera b) e' sostituita dalla seguente: "b) gli organismi regionali o interstatali di cui fanno parte uno o piu' Stati ACP, compresi l'Unione africana o altri organismi di cui fanno parte anche Stati membri non ACP, e che sono autorizzati da questi Stati ACP; e"; b) il paragrafo 2 e' modificato come segue: i) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: "d) gli intermediari finanziari degli Stati ACP o della Comunita' che concedono mezzi di finanziamento, promuovono e finanziano gli investimenti pubblici o privati negli Stati ACP;"; ii) la lettera f) e' sostituita dalla seguente: "f) i paesi in via di sviluppo che non fanno parte del gruppo ACP ma che partecipano a un'iniziativa comune o a un'organizzazione regionale con gli Stati ACP conformemente all'articolo 6 dell'allegato IV del presente accordo.". 45. L'articolo 60 e' modificato come segue: a) la lettera c) e' sostituita dalle seguente: "c) attenuazione degli effetti negativi a breve termine di shock esogeni, compresa l'instabilita' dei proventi da esportazione, sulle riforme e sulle politiche socioeconomiche;" b) la lettera g) e' sostituita dalla seguente: "g) aiuti umanitari e d'emergenza, compresi l'assistenza ai profughi e agli sfollati, gli interventi di collegamento tra il soccorso e la riabilitazione a breve termine e lo sviluppo a lungo termine in situazioni di crisi o di post crisi e la preparazione alle catastrofi.". 46. L'articolo 61 e' modificato come segue: a) il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. L'aiuto diretto al bilancio per sostenere riforme macroeconomiche o settoriali e' concesso quando: a) sono in atto o in via di attuazione strategie di sviluppo nazionali o settoriali ben definite incentrate sulla poverta'; b) sono in atto o in via di attuazione politiche macroeconomiche o settoriali ben definite e orientate alla stabilita', istituite dal paese in questione e valutate positivamente dai suoi finanziatori principali, compreso, se pertinente, dalle istituzioni finanziarie internazionali; e c) la gestione delle finanze pubbliche e' sufficientemente trasparente, responsabile ed efficace. La Comunita' si allinea ai sistemi e alle procedure specifiche per ciascun paese ACP, controlla il sostegno al bilancio con il paese partner e sostiene gli sforzi dei paesi partner volti a rafforzare la responsabilita' nazionale, la vigilanza parlamentare, le capacita' di audit e l'accesso del pubblico all'informazione."; b) il paragrafo 5 e' sostituito dal seguente: "5. Nel quadro del presente accordo sono utilizzati, per finanziare progetti, programmi e altre forme d'intervento che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi dell'accordo stesso, i fondi stanziati nell'ambito del quadro finanziario pluriennale di cooperazione a titolo del presente accordo, le risorse proprie della Banca europea per gli investimenti ("la Banca") e, all'occorrenza, altre risorse attinte dal bilancio della Comunita' europea.". 47. All'articolo 66, il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: "1. Per alleviare l'onere del debito degli Stati ACP e attenuare i loro problemi relativi alla bilancia dei pagamenti, le parti concordano di utilizzare le risorse rese disponibili nell'ambito del quadro finanziario pluriennale di cooperazione a titolo del presente accordo per contribuire alle iniziative di ammortamento del debito approvate a livello internazionale a favore dei paesi ACP. La Comunita' s'impegna peraltro ad esaminare in che modo a lungo termine altre risorse comunitarie possano essere mobilitate per finanziare iniziative di alleggerimento del debito approvate a livello internazionale.". 48. All'articolo 67, il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: "1. Il quadro finanziario pluriennale di cooperazione a titolo del presente accordo prevede un sostegno alle riforme macroeconomiche e settoriali condotte dagli Stati ACP. In questo quadro le parti assicurano che l'aggiustamento sia economicamente valido e socialmente e politicamente sostenibile. Il sostegno viene fornito nel contesto di una valutazione congiunta, da parte della Comunita' e dello Stato ACP interessato, delle riforme in atto o previste a livello macroeconomico o settoriale, che consente un apprezzamento generale degli sforzi di riforma compiuti. Nella misura del possibile, la valutazione congiunta e' allineata alle modalita' specifiche del paese e il sostegno viene controllato sulla base dei risultati raggiunti. Il tempestivo versamento dei fondi e' una delle caratteristiche principali dei programmi di sostegno.". 49. Il titolo del capitolo 3 del titolo II della parte 4 e' sostituito dal seguente: "CAPITOLO 3 Sostegno in caso di shock esogeni". 50. L'articolo 68 e' sostituito dal seguente: "Articolo 68 1. Le parti riconoscono che l'instabilita' macroeconomica derivante dagli shock esogeni puo' incidere negativamente sullo sviluppo degli Stati ACP pregiudicando il conseguimento degli obiettivi di sviluppo che essi si sono prefissi. E' istituito pertanto un sistema di sostegno supplementare nell'ambito del quadro finanziario pluriennale di cooperazione a titolo del presente accordo per attenuare gli effetti negativi a breve termine degli shock esogeni, compresi gli effetti sui proventi da esportazione. 2. Tale sostegno mira a salvaguardare le riforme e le politiche socioeconomiche che potrebbero essere messe in pericolo dalla brusca riduzione delle entrate e a riassorbire gli effetti negativi a breve termine di tali shock. 3. Nell'allocazione delle risorse si tiene conto dell'estrema dipendenza delle economie degli Stati ACP dalle esportazioni, in particolare da quelle agricole e minerarie. In questo contesto, gli Stati meno avanzati, senza sbocco sul mare e insulari, nonche' quelli che escono da un conflitto o che sono stati colpiti da calamita' naturali, ricevono un trattamento piu' favorevole. 4. Le risorse supplementari sono fornite secondo le particolari modalita' del meccanismo di sostegno illustrate nell'allegato II su modalita' e condizioni di finanziamento. 5. La Comunita' sostiene anche i regimi di assicurazione basati sul mercato destinati agli Stati ACP che vogliono proteggersi dagli effetti a breve termine degli shock esogeni.". 51. Il titolo del capitolo 6 del titolo II della parte 4 e' sostituito dal seguente: "CAPITOLO 6 Aiuto umanitario, d'emergenza e post-emergenza". 52. L'articolo 72 e' sostituito dal seguente: "Articolo 72 Principio generale 1. L'aiuto umanitario, l'aiuto d'emergenza e l'aiuto post-emergenza sono concessi in situazioni di crisi. L'aiuto umanitario e l'aiuto d'emergenza mirano a salvare e tutelare la vita e a prevenire e alleviare la sofferenza umana ovunque occorra. L'aiuto post-emergenza mira alla riabilitazione e a creare un collegamento tra il soccorso a breve termine e i programmi di sviluppo a piu' lungo termine. 2. Le situazioni di crisi, tra le quali figurano anche l'instabilita' o la fragilita' strutturale a lungo termine, sono situazioni che costituiscono una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza e l'incolumita' delle persone e che rischiano di degenerare in conflitto armato o di destabilizzare il paese. Le situazioni di crisi possono anche essere la conseguenza di calamita' naturali, crisi provocate dagli esseri umani, come le guerre e altri conflitti, o da circostanze straordinarie aventi effetti comparabili riconducibili, tra l'altro, al cambiamento climatico, al degrado ambientale, all'accesso all'energia e alle risorse naturali o all'estrema poverta'. 3. L'aiuto umanitario, l'aiuto d'emergenza e l'aiuto post-emergenza sono mantenuti per il tempo necessario a coprire i bisogni urgenti delle vittime dovuti a tali situazioni e costituiscono pertanto un collegamento tra soccorso, riabilitazione e sviluppo. 4. L'aiuto umanitario e' concesso esclusivamente in base ai bisogni e agli interessi delle vittime delle situazioni di crisi, conformemente ai principi del diritto umanitario internazionale e rispettando umanita', neutralita', imparzialita' e indipendenza. In particolare, non si operano discriminazioni tra le vittime in base alla razza, all'origine etnica, alla religione, al sesso, all'eta', alla nazionalita' o alla tendenza politica e sono garantiti il libero accesso alle vittime e la loro protezione nonche' la sicurezza del personale e delle attrezzature umanitarie. 5. L'aiuto umanitario, l'aiuto d'emergenza e l'aiuto post-emergenza sono finanziati nell'ambito del quadro finanziario pluriennale di cooperazione a titolo del presente accordo, laddove tale aiuto non possa essere finanziato dal bilancio dell'Unione. L'aiuto umanitario, l'aiuto d'emergenza e l'aiuto post-emergenza sono attuati in modo complementare e coordinato con l'azione degli Stati membri e conformemente alle migliori pratiche in materia di efficacia degli aiuti.". 53. E' inserito il seguente articolo: "Articolo 72 bis Obiettivo 1. L'aiuto umanitario e l'aiuto d'emergenza sono intesi a: a) salvaguardare le vite umane in situazioni di crisi e immediatamente successive a crisi; b) contribuire al finanziamento e alla fornitura dell'aiuto umanitario nonche' a garantire che i beneficiari vi possano accedere direttamente utilizzando tutti i mezzi logistici disponibili; c) eseguire opere di riabilitazione e ricostruzione a breve termine per consentire alle vittime di beneficiare di un minimo d'integrazione socioeconomica e ristabilire quanto prima le condizioni per la ripresa dello sviluppo in base agli obiettivi a lungo termine definiti dai paesi e dalle regioni ACP interessati; d) rispondere alle esigenze determinate dagli spostamenti di popolazioni (profughi, sfollati e rimpatriati) in seguito a calamita' naturali o provocate dall'uomo, in modo da coprire, per il tempo necessario, tutti i bisogni dei profughi e degli sfollati (ovunque si trovino) e agevolarne il rimpatrio volontario e il reinserimento nel paese d'origine; e e) aiutare gli Stati o le regioni ACP a mettere a punto meccanismi di prevenzione e preparazione alle catastrofi a breve termine, compresi i sistemi di previsione e di allarme rapido, allo scopo di attenuare le conseguenze delle catastrofi. 2. L'aiuto puo' essere concesso agli Stati o alle regioni ACP che accolgono profughi o rimpatriati per rispondere alle necessita' impellenti non soddisfatte dagli aiuti d'urgenza. 3. Le azioni successive alla fase d'emergenza mirano al ripristino delle condizioni materiali e sociali reso necessario dagli effetti della crisi in questione e possono essere messe in atto per creare un collegamento tra il soccorso e la riabilitazione a breve termine e i programmi di sviluppo a piu' lungo termine finanziati dai programmi indicativi nazionali o regionali o dal programma intra-ACP. Tali azioni sono necessarie alla transizione dalla fase d'emergenza alla fase di sviluppo, poiche' mirano a promuovere il reinserimento socioeconomico dei settori della popolazione colpiti, ad eliminare per quanto possibile le cause della crisi, nonche' a rafforzare le istituzioni e la titolarita' da parte degli attori locali e nazionali sul proprio ruolo nell'elaborazione di una politica di sviluppo sostenibile per lo Stato ACP interessato. 4. Ove opportuno, i meccanismi di prevenzione e preparazione alle catastrofi a breve termine di cui al paragrafo 1, lettera e), sono coordinati con altri meccanismi di prevenzione e preparazione alle catastrofi gia' esistenti. Lo sviluppo e il rafforzamento di meccanismi di riduzione e gestione del rischio catastrofi a livello nazionale, regionale e di tutti gli Stati ACP contribuiscono a far si' che gli Stati ACP sviluppino una propria resistenza all'impatto delle catastrofi. Tutte le attivita' correlate possono essere condotte in cooperazione con le organizzazioni e i programmi regionali e internazionali che hanno maturato una comprovata esperienza in materia di riduzione del rischio catastrofi.". 54. L'articolo 73 e' sostituito dal seguente: "Articolo 73 Attuazione 1. Le azioni di aiuto sono intraprese a richiesta dello Stato o della regione ACP interessati dalla crisi, su iniziativa della Commissione o dietro suggerimento di organizzazioni internazionali o di organizzazioni non governative locali o internazionali. 2. La Comunita' adotta i provvedimenti necessari ad agevolare la celerita' degli interventi richiesti per far fronte ai bisogni immediati oggetto dell'aiuto. Gli aiuti sono gestiti e attuati secondo procedure che permettono interventi rapidi, elastici ed efficaci. 3. Dato l'obiettivo di sviluppo degli aiuti concessi in conformita' del presente capitolo, gli aiuti in questione possono, in via eccezionale, essere utilizzati congiuntamente al programma indicativo su richiesta dello Stato o della regione interessati.". 55. All'articolo 76, paragrafo 1, la lettera d) e' sostituita dalla seguente: "d) prestiti della Banca concessi dalle sue risorse proprie e dal Fondo investimenti, le cui modalita' e condizioni sono stabilite all'allegato II del presente accordo. Tali prestiti possono essere usati anche per finanziare l'investimento pubblico in infrastrutture di base.". 56. All'articolo 95, paragrafo 3, il primo comma e' sostituito dal seguente: "3. Al piu' tardi dodici mesi prima della scadenza di ciascun periodo di cinque anni, la Comunita' e gli Stati membri, da un lato, e gli Stati ACP, dall'altro, notificano all'altra parte le disposizioni del presente accordo di cui chiedono la revisione ai fini di un'eventuale modifica dell'accordo stesso. A prescindere da detta scadenza, qualora una parte chieda la revisione di una qualsiasi delle disposizioni dell'accordo, l'altra parte dispone di un periodo di due mesi per chiedere che detta revisione sia estesa ad altre disposizioni connesse con quelle che hanno formato oggetto della richiesta iniziale.". 57. All'articolo 100 il secondo comma e' sostituito dal seguente: "Il presente accordo, redatto in duplice copia in lingua ceca, danese, estone, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese, ciascun testo facente ugualmente fede, e' depositato negli archivi del segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea e presso il segretariato degli Stati ACP, che ne rimettono copia certificata conforme al governo di ogni Stato firmatario." C. ALLEGATI 1. L'allegato II, modificato dalla decisione n. 1/2009 del Consiglio dei ministri ACP-CE del 29 maggio 2009 1 , e' modificato come segue: -------- 1 GU UE L 168 del 30.6.2009, pag. 48. a) L'articolo 1 e' sostituito dal seguente: "Articolo 1 1. Le modalita' e le condizioni di finanziamento per quanto riguarda gli interventi del Fondo investimenti ("il fondo"), i prestiti sulle risorse proprie della Banca europea per gli investimenti ("la Banca") e altre speciali operazioni sono stabilite nel presente capitolo. Le risorse possono essere erogate a imprese aventi i necessari requisiti direttamente o indirettamente, tramite adeguati fondi d'investimento e/o intermediari finanziari. 2. I fondi per le sovvenzioni in conto interessi di cui al presente allegato sono imputati all'importo destinato alle sovvenzioni in conto interessi previsto all'allegato I ter, paragrafo 2, lettera c), del presente accordo. 3. Gli abbuoni di interessi possono essere capitalizzati o utilizzati in forma di sovvenzioni. L'importo della sovvenzione in conto interessi, attualizzato al valore del momento dell'esborso del prestito, e' imputato all'importo destinato alle sovvenzioni in conto interessi di cui all'allegato I ter, paragrafo 2, lettera c), ed e' versato direttamente alla Banca. Si puo' utilizzare fino al 10 % dell'importo destinato alle sovvenzioni in conto interessi per finanziare l'assistenza tecnica necessaria ai progetti nei paesi ACP. 4. Le presenti modalita' e condizioni non pregiudicano quelle eventualmente imposte ai paesi ACP soggetti a condizioni restrittive per l'ottenimento di prestiti nell'ambito dell'iniziativa per i paesi poveri fortemente indebitati (HIPC) o di altre misure connesse alla sostenibilita' del debito concordate a livello internazionale. Di conseguenza, laddove tali misure impongano una riduzione del tasso d'interesse di un prestito superiore al 3%, come previsto dagli articoli 2 e 4 del presente capitolo, la Banca cerchera' di ridurre il costo medio dei fondi attraverso opportuni cofinanziamenti con altri donatori. Qualora cio' non sia possibile, si puo' abbassare il tasso d'interesse del prestito della Banca nella misura necessaria per renderlo conforme al livello risultante dall'iniziativa HIPC o da altre misure connesse alla sostenibilita' del debito concordate a livello internazionale."; b) all'articolo 2, i paragrafi 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti: "7. I prestiti ordinari nei paesi non soggetti alle condizioni restrittive per l'ottenimento di prestiti nell'ambito dell'iniziativa HIPC o di altre misure connesse alla sostenibilita' del debito concordate a livello internazionale possono essere concessi a condizioni privilegiate nei seguenti casi: a) per progetti d'infrastruttura nei paesi meno avanzati o in paesi che escono da un conflitto o che sono stati colpiti da calamita' naturali, come presupposto per lo sviluppo del settore privato. In tali casi il tasso d'interesse del prestito viene ridotto di un massimo del 3%; b) per progetti che comportano attivita' di ristrutturazione nel quadro della privatizzazione oppure per progetti che presentano vantaggi sociali o ambientali sostanziali e chiaramente dimostrabili. In tali casi i prestiti possono essere concessi con un abbuono d'interesse, il cui importo e la cui forma vengono decisi in funzione delle caratteristiche specifiche del progetto. Il tasso di abbuono non deve tuttavia essere superiore al 3%. In ogni caso il tasso d'interesse finale per i prestiti di cui alle lettere a) o b) non e' mai inferiore al 50% del tasso di riferimento. 8. Le risorse necessarie per queste agevolazioni vengono prelevate dall'importo destinato alle sovvenzioni in conto interessi previsto all'allegato I ter, paragrafo 2, lettera c), del presente accordo."; c) all'articolo 4, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: "2. I prestiti concessi dalla Banca sulle sue risorse proprie vengono erogati secondo le modalita' e le condizioni seguenti: a) il tasso d'interesse di riferimento e' il tasso applicato dalla Banca per un prestito concesso alle stesse condizioni per quanto concerne la valuta e il periodo di rimborso alla data della firma del contratto oppure alla data dell'esborso; b) tuttavia, per i paesi non soggetti alle condizioni restrittive per l'ottenimento di prestiti nell'ambito dell'iniziativa HIPC o di altre misure connesse alla sostenibilita' del debito concordate a livello internazionale: i) in linea di massima i progetti del settore pubblico possono fruire di un abbuono d'interesse di un massimo del 3 %; ii) i progetti del settore privato che rientrano nelle categorie specificate all'articolo 2, paragrafo 7, lettera b) possono fruire di abbuoni d'interesse alle stesse condizioni specificate in detta disposizione. In ogni caso il tasso d'interesse definitivo non e' mai inferiore al 50% del tasso di riferimento; c) il periodo di rimborso dei prestiti concessi dalla Banca sulle sue risorse proprie e' stabilito in base al profilo economico e finanziario del progetto. Di norma questi prestiti prevedono un periodo di tolleranza fissato in riferimento al periodo di costruzione del progetto.". 2. L'allegato III e' modificato come segue: a) All'articolo 1, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti: "a) migliora e rafforza il ruolo del centro per lo sviluppo delle imprese (CSI) al fine di offrire al settore privato il supporto necessario alla promozione e allo sviluppo delle attivita' in paesi e regioni ACP; e b) rafforza il ruolo del Centro tecnico di cooperazione agricola e rurale (CTA) nel potenziamento delle capacita' istituzionali degli ACP, in particolare per quanto riguarda la gestione dell'informazione, al fine di migliorare l'accesso alle tecnologie e pertanto incentivare la produttivita' agricola, la commercializzazione, la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale."; b) l'articolo 2 e' sostituito dal seguente: "Articolo 2 CSI 1. Il CSI promuove un clima imprenditoriale favorevole allo sviluppo del settore privato e sostiene l'attuazione di strategie di sviluppo del settore privato nei paesi ACP, mettendo a disposizione delle societa' e delle imprese ACP servizi non finanziari, compresi servizi di consulenza, e appoggiando iniziative comuni promosse da operatori economici della Comunita' e degli Stati ACP. In tale contesto, si tiene debitamente conto delle esigenze determinate dall'attuazione degli accordi di partenariato economico. 2. Il CSI si propone di aiutare le imprese private ACP a diventare piu' competitive in tutti i settori economici. In particolare esso: a) agevola e promuove la cooperazione commerciale e i partenariati tra imprese ACP e UE; b) contribuisce allo sviluppo di servizi di sostegno alle imprese favorendo lo sviluppo di capacita' nelle organizzazioni private o la fornitura di servizi tecnici, professionali, amministrativi, commerciali, nonche' di formazione; c) fornisce assistenza alle attivita' di promozione degli investimenti, ad esempio agli organismi di promozione degli investimenti, all'organizzazione di conferenze sugli investimenti, ai programmi di formazione, ai seminari sulla strategia e alle missioni che danno seguito a iniziative di promozione degli investimenti; d) sostiene iniziative che contribuiscono a promuovere l'innovazione e il trasferimento di tecnologie, know-how e migliori pratiche su tutti gli aspetti della gestione aziendale; e) informa il settore privato ACP in merito alle disposizioni del presente accordo; e f) informa le societa' e le organizzazioni europee del settore privato riguardo alle modalita' e alle opportunita' commerciali nei paesi ACP. 3. Il CSI contribuisce altresi' a migliorare il clima imprenditoriale a livello nazionale e regionale, in modo da aiutare le imprese a beneficiare dei progressi compiuti nei processi di integrazione regionale e nell'apertura degli scambi. Cio' significa tra l'altro: a) assistere le imprese affinche' queste raggiungano standard di qualita' esistenti e nuovi e altri standard introdotti dai progressi compiuti in termini di integrazione regionale e dall'attuazione degli accordi di partenariato economico; b) diffondere le informazioni nell'ambito del settore privato ACP in merito alla qualita' dei prodotti e agli standard richiesti sui mercati esterni; c) promuovere le riforme del clima imprenditoriale a livello regionale e nazionale, anche facilitando il dialogo tra settore privato ed istituzioni pubbliche; e d) potenziare il ruolo e la funzione di intermediari nazionali e/o regionali in grado di prestare i propri servizi. 4. Le attivita' del CSI si basano sul principio del coordinamento, della complementarita' e del valore aggiunto rispetto alle iniziative adottate da enti pubblici o privati per lo sviluppo del settore privato. In particolare le sue attivita' sono coerenti con le strategie di sviluppo nazionali e regionali definite alla parte 3 del presente accordo. Nell'intraprendere le sue attivita', il CSI segue un'impostazione selettiva e garantisce la sostenibilita' finanziaria. Esso garantisce un'adeguata suddivisione dei compiti tra la propria sede centrale e gli uffici regionali. 5. Le attivita' intraprese dal CSI sono oggetto di valutazioni periodiche. 6. Il comitato degli ambasciatori e' responsabile della supervisione del centro. Dopo la firma del presente accordo, esso: a) stabilisce gli statuti del centro; b) nomina i membri del consiglio d'amministrazione; c) nomina i dirigenti del centro su proposta del consiglio di amministrazione; e d) controlla la strategia generale del centro e sorveglia l'operato del consiglio di amministrazione. 7. Il consiglio di amministrazione, conformemente agli statuti del centro: a) stabilisce il regolamento finanziario, il regolamento relativo al personale e le modalita' di funzionamento; b) sorveglia le attivita' del centro; c) adotta il programma e il bilancio del centro; d) presenta periodicamente all'autorita' responsabile della supervisione del centro relazioni e valutazioni; e) svolge qualunque altro compito assegnatogli dagli statuti del centro. 8. Il bilancio del centro viene finanziato conformemente alle norme stabilite nel presente accordo, relativamente alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo."; c) l'articolo 3 e' sostituito dal seguente: "Articolo 3 CTA 1. Il compito del CTA e' di rafforzare le capacita' istituzionali, programmatiche e di gestione dell'informazione e comunicazione delle organizzazioni ACP responsabili per lo sviluppo agricolo e rurale. Esso assiste tali organizzazioni nel formulare e attuare politiche e programmi volti a ridurre la poverta', promuovere la sicurezza alimentare sostenibile, preservare il patrimonio naturale; in tal modo esso contribuisce al raggiungimento dell'autosufficienza dei paesi ACP relativamente allo sviluppo agricolo e rurale. 2. Il CTA: (a) predispone e fornisce servizi d'informazione e garantisce un migliore accesso alla ricerca, alla formazione e alle innovazioni nel settore agricolo e rurale al fine di promuovere lo sviluppo e la divulgazione; e (b) sviluppa e rafforza le capacita' dei paesi ACP al fine di: (i) migliorare la formulazione e la gestione delle politiche e delle strategie di sviluppo agricolo e rurale a livello nazionale e regionale, inclusa la capacita' di raccogliere dati e la capacita' di ricerca, analisi ed elaborazione di programmi; (ii) migliorare la gestione dell'informazione e della comunicazione, soprattutto nell'ambito della strategia agricola nazionale; (iii) promuovere un'effettiva gestione dell'informazione e della comunicazione intraistituzionale (GIC) per il controllo delle realizzazioni, nonche' consorzi con partner regionali e internazionali; (iv) promuovere la GIC decentrata a livello locale e nazionale; (v) potenziare le iniziative attraverso la cooperazione regionale; (vi) elaborare criteri di valutazione riguardo all'impatto delle strategie sullo sviluppo agricolo e rurale. 3. Il centro sostiene iniziative e reti regionali e attuera' sempre piu' programmi di sviluppo delle capacita' in collaborazione con adeguate organizzazioni ACP. A tal fine esso sosterra' le reti d'informazione regionali decentrate che verranno costituite per gradi e in modo efficace. 4. Le attivita' intraprese dal CTA sono oggetto di valutazioni periodiche. 5. Il comitato degli ambasciatori e' responsabile della supervisione del centro. Dopo la firma del presente accordo, esso: a) stabilisce gli statuti del centro; b) nomina i membri del consiglio d'amministrazione; c) nomina i dirigenti del centro su una proposta del consiglio di amministrazione; e d) controlla la strategia generale del centro e sorveglia l'operato del consiglio di amministrazione. 6. Il consiglio di amministrazione, conformemente agli statuti del centro: a) stabilisce il regolamento finanziario, il regolamento relativo al personale e le modalita' di funzionamento; b) sorveglia le attivita' del centro; c) adotta il programma e il bilancio del centro; d) presenta periodicamente all'autorita' di supervisione del centro relazioni e valutazioni; e e) svolge qualunque altro compito assegnatogli dagli statuti del centro. 7. Il bilancio del centro viene finanziato conformemente alle norme stabilite nel presente accordo, relativamente alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo.". 3. L'allegato IV, modificato dalla decisione n. 3/2008 del Consiglio dei ministri ACP-CE del 15 dicembre 20081 , e' modificato come segue: -------- 1 GU UE L 352 del 31.12.2008, pag. 59. a) gli articoli 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: "Articolo 1 Le operazioni finanziate mediante sovvenzioni nell'ambito del presente accordo sono programmate all'inizio del periodo interessato dal quadro finanziario pluriennale di cooperazione. La programmazione si basa sui principi di titolarita', allineamento, coordinamento e armonizzazione dei donatori, gestione mirata ai risultati in materia di sviluppo e di mutua responsabilita'. Nella fattispecie, per programmazione si intende: a) la preparazione e lo sviluppo di documenti di strategia nazionale, regionale o intra-ACP basata sugli obiettivi e sulle strategie di sviluppo a medio termine della stessa area interessata, che tenga conto dei principi di programmazione congiunta e di divisione dei compiti tra donatori, e che sia, per quanto possibile, un processo guidato da un paese o da una regione partner;

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