DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 settembre 1961, n. 1222

Type DPR
Publication 1961-09-30
Ultimo aggiornamento 1996-03-30
State In force
Source Normattiva
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ORARI E PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO PER GLI ISTITUTI TECNICI AGRARI PREMESSA Il perito agrario e' chiamato ad esercitare le funzioni di tecnica per la direzione di medie aziende e di cooperative agricole, per la progettazione di piccole costruzioni rurali, per la stima e la divisione di fondi rustici, per l'assistenza e la vigilanza di lavori di trasformazione fondiaria, per la valutazione dei danni alle colture, per la stima delle scorte, per le operazioni di consegna e riconsegna dei beni rurali e relativi bitanci e liquidazioni, per le funzioni contabili e amministrative nelle aziende, per la curatela di aziende agrarie, per le funzioni di consulente tecnico giudiziario privato e arbitramentale. Il perito agrario e', inoltre, in grado di esercitare l'assistenza tecnica agli agricoltori, sia in funzioni pubbliche, quale esperlo negli Ispettorati dell'agricoltura, nelle aziende per la tabacchicoltura, negli Enti di bonifica e di trasformazione fondiaria; sia privatamente - come libero professionista o come impiegato - nelle Cooperative e nei Consorzi diversi, negli stabilimenti tecnologici agrari, negli impianti industriali e nelle attivita' commerciali relative ai prodotti e alle macchine per l'agricoltura. Egli puo', infine, espletore la funzione di insegnante tecnico-pratico nella scuole e negli istituti di istruzione tecnica e professionale e nei corsi di qualificazione e specializzazione per le maestranze agricole, che sono istituiti dallo Stato e da enti diversi. Per l'esercizio delle attivita' sopra indicate, il perito agrario deve, quindi, possedere, insieme con le doti attitudinali, una preparazione, di base tecnico-scientifica ed economica, che gli consenta di operare razionalmente nell'ambiente rurale. In particolare egli deve conoscere, sotto il profilo teorico e pratico, principi e metodi per le coltivazioni, per l'allevamento del bestiame, per le industrie agrarie, al fine di ottenerne il massimo rendimento. Deve sapere come sia possibile prevenire e combattere le principali cause di danno alle colture. Deve, inoltre, possedere sufficienti nozioni di diritto agrario, di organizzazione tecnica ed economica dell'agricoltura, di igiene nel lavoro e di antinfortunistica. I nuovi programmi degli Istituti tecnici agrari - nei quali adeguato posto e' stato fatto alle esercitazioni pratiche - sono stati formulati tenendo conto delle esigenze connesse con una formazione professionale corrispondente al profilo sopra delineato, e sono stati ispirati al duplice criterio di far aderire la preparazione dei giovani alle moderne necessita' poste da progresso scientifico e tecnico dell'agricoltura ed insieme di anticipare sul piano didattico il previsto riordinamento strutturale dell'Istituto tecnico. I programmi, e le stesse avvertenze premesse a ciascuna materia, sono contenuti in limiti molto sobri. Essi hanno, infatti di massima carattere prevalentemente indicativo ed orientativo, allo scopo di permetterne ai docenti l'adattamento al particolare ambiente rurale nel quale ciascun istituto svolge la sua attivita'. In base a tali criteri sono stati modificati la distribuzione degli insegnamenti nei cinque anni di corso, e gli orari relativi. Orario settimanale delle lezioni Parte di provvedimento in formato grafico AVVERTENZE SUI PROGRAMMI DI LINGUA E LETTERE ITALIANE E STORIA I. L'Istituto tecnico, il cui fine primario e' la formazione del professionista tecnico, ha una fisionomia particolare, in quanto e' responsabile della formazione umana e della capacita' tecnica degli alunni che esso abilita direttamente alla professione, e quindi del contributo che questi saranno in grado di dare alla vita economica e produttiva della societa'. Questo compito di formazione "definitiva" del professionista tecnico non puo', ovviamente, esaurirsi nell'impartire l'istruzione teorica e pratica necessaria all'esercizio della professione, sia perche' la scuola deve preparare anche al consapevole assolvimento delle altre importanti funzioni che il cittadino svolge nell'ambito sociale, politico e familiare; sia perche' la stessa preparazione alla professione non si puo' ritenere limitata al possesso delle conoscenze e delle esperienze scientifiche e tecniche a questa indispensabili, non essendo l'uomo riducibile alla pura economicita' se non a condizione di essere depresso a un tecnicismo privo d'ogni illuminazione spirituale. Pertanto negli Istituti tecnici, che per molti giovani costituiscono l'unica e definitiva esperienza di studi sistematici e guidati nel settore della cultura generale, appare di particolare importanza il conseguimento di una formazione culturale idonea a dare una complessiva maturita' umana e a rendere illuminata e consapevole la stessa preparazione professionale. Queste considerazioni impongono di rafforzare notevolmente la educazione umanistica oggi impartita negli istituti tecnici, riformando negli orari e nei programmi - e quindi in tutta l'impostazione didattica - l'insegnamento delle due materie alle quali essa e' principalmente affidata: l'italiano e la storia. A tale scopo si sono apportate le seguenti modificazioni al piano vigente degli studi e alla distribuzione dei programmi di italiano e storia: 1) gravitazione dell'insegnamento dell'italiano, nel biennio, su due compiti essenziali: a) formazione della capacita' espressiva, mediante un rinnovato studio sistematico della struttura morfologica e sintattica della lingua italiana e del suo patrimonio lessicale e mediante l'avviamento e la preparazione allo studio delle opere letterarie; b) formazione di una buona cultura generale, attraverso ampie letture di autori del mondo classico (in traduzioni e riduzioni) e del mondo contemporaneo; 2) inizio dell'insegnamento storico-letterario propriamente detto solo al terzo anno di corso, quando gli alunni hanno conseguito maggiore maturita' mentale e culturale e la necessaria preparazione propedeutica; 3) estensione dell'insegnamento della storia fino alla V classe; 4) sincronismo, in via di massima, della trattazione della storia letteraria e della storia politica e civile, e reciproca integrazione dei due insegnamenti, allo scopo di ottenere una maggiore organicita' di cultura e una visione piu' unitaria e piu' vasta dello svolgimento della civilta'; 5) nuova formazione e distribuzione del programma di storia, al fine di assicurare, nei limiti del possibile, l'auspicato parallelismo di trattazione col programma di letteratura, e di dare agli alunni degli istituiti tecnici maggiore conoscenza dei vari periodi della civilta', almeno nella misura indispensabile alla formazione di una cultura media e alla comprensione della nostra letteratura. I punti essenziali della nuova distribuzione del programma consistono: per la prima classe, nell'avere aggiunto allo studio della storia orientale e greca quello della storia romana sino alla costituzione dell'Impero, il che consente di prospettare i profondi rapporti esistenti tra storia greca e storia romana, che non potrebbero rilevarsi se lo studio ne fosse disgiunto; per la seconda classe nell'avere esteso lo studio della storia, dall'eta' imperiale di Roma a tutto il Medioevo sino al secolo XI; il che permette da una parte di valutare meglio la sopravvivenza di forme romane di civilta' e dall'altra di trattare in terza classe lo stesso periodo che e' oggetto dell'insegnamento letterario, conseguendo anche il vantaggio di ridurre notevolmente l'ampiezza del programma tradizionale. II. Nell'insegnamento dell'italiano, mancando negli istituti tecnici il valido aiuto dello studio delle lingue classiche, i docenti dovranno rivolgere particolari cure, con metodo vivo e non sterilmente precettistico, a far comprendere la struttura morfologica e sintattica della nostra lingua, ad ampliarne la conoscenza lessicale, solitamente molto povera negli alunni, e ad insegnarne la proprieta' e correttezza dell'uso. E' da tener presente che la conoscenza della lingua, identificandosi con l'acquisizione della cultura e delle capacita' ragionative, si consegue attraverso lo studio di ogni disciplina, non soltanto dell'italiano e della storia, e dipende pertanto dall'azione di tutti i docenti. Particolare efficacia puo' anzi avere al riguardo l'opera degli insegnanti di materie tecniche e scientifiche sia per il costante arricchimento della lingua pertinente alle rispettive discipline, sia per la rigorosa esattezza e proprieta' dell'espressione. Da parte del docente d'italiano e storia, che ne ha cura particolare, l'insegnamento della lingua, oltre che mediante lo studio grammaticale e lessicale, opportunamente ravvivato con metodi efficacemente persuasivi, dovra' essere curato in tutti gli anni di corso attraverso l'esercizio continuo del leggere, dell'esporre oralmente e per iscritto e del comporre, ed esser volto al fine di educare, oltre che alla correttezza ed alla proprieta' della espressione, alla ricchezza dell'ideazione, all'ordine del pensiero, alla organizzazione logica del discorso, alla economia del ragionamento. III. L'insegnamento della letteratura dovra' fondarsi sullo studio diretto e il piu' possibile ampio delle opere di poesia e di prosa dei nostri massimi scrittori. Dalla conoscenza delle opere si salira' alla comprensione della personalita' degli autori, e da questa allo studio delle correnti e dei movimenti dei quali essi sono promotori e rappresentanti, delineando cosi' dall'interno lo svolgimento della letteratura. Questo, pertanto, non sara' astrattamente prospettato come uno schema esterno, nel quale si vadano successivamente inquadrando gli autori, ma visto nella concretezza delle opere e degli autori che lo costituiscono e, snellito dei troppi dati e nomi che ordinariamente ne appesantiscono la delineazione, dovrebbe rappresentare alla mente degli alunni lo svolgimento spirituale della nazione, sia pure nelle linee essenziali e sotto l'aspetto della civilta' letteraria. Gli insegnanti daranno adeguata importanza alle letture domestiche degli alunni, che converra' stimolare vivamente, mediante l'uso delle biblioteche di scuola e di altre eventualmente a disposizione. IV. L'insegnamento della storia dovra' proporsi di guidare gli alunni ad una conoscenza il piu' possibile chiara ed organica delle essenziali vicende storiche delle nazioni e dello svolgimento della civilta'. Tralasciando percio' la narrazione di minute vicende dinastiche, le informazioni troppo particolareggiate di carattere strettamente politico-militare, e sovrabbondanti indicazioni cronologiche, si mirera' soprattutto a far conoscere, dei vari periodi storici delle nazioni, le piu' caratteristiche istituzioni politiche, strutture sociali e condizioni economiche, e lo stato del pensiero, delle scienze, della tecnica, della cultura, dell'arte e della religione, in guisa da avviare gli alunni a meglio intendere i problemi del tempo in cui vivono. A tale scopo saranno continuamente prospettati opportuni riferimenti a quei settori della cultura (storia dell'arte, della filosofia, del pensiero economico, delle scienze, ecc.) il cui insegnamento non e' compreso nei piani di studio degli istituti tecnici, sia per farne almeno intravedere l'esistenza e stimolare l'interesse, sia per darne conoscenza indispensabile alla stessa intelligenza delle opere letterarie. Gli insegnanti di italiano e storia governino con attenta economia lo svolgimento del programma, in modo da condurre la trattazione fino al nostri giorni, essendo proprio lo studio della cultura odierna quello che desta maggior interesse negli alunni e piu' giova al loro orientamento nei complessi problemi della vita attuale. L'inconveniente, largamente diffuso, di tralasciare tutti o quasi i decenni trascorsi del nostro secolo, particolarmente grave per gli alunni dell'istituto tecnico che meno degli altri avranno possibilita' di aggiornamento culturale, e' una delle cause dell'indifferenza e del disinteresse che molti sentono verso la scuola, e percio' e' da evitarsi risolutamente. Lingua e lettere italiane BIENNIO Nelle prime due classi l'insegnamento deve essere volto a rafforzare negli alunni la conoscenza e il corretto uso parlato e scritto della lingua, a far conoscere aspetti notevoli della civilta' del mondo classico e contemporaneo attraverso ampie letture antologiche, a dare gli strumenti necessari per svolgere lo studio letterario del triennio successivo. La proprieta' del linguaggio sara' curata come mezzo per una piu' intensa e viva comunicazione spirituale, e la lettura dovra' farsi piu' consapevole e matura, elevando l'attenzione degli alunni dal mero interesse narrativo o descrittivo a una piu' profonda intelligenza e penetrazione del valore stilistico ed estetico, come del mondo spirituale, presenti nelle opere e nelle pagine che si vanno leggendo. Sara' opportuno, altresi', che nel corso delle letture l'insegnante non trascuri di accennare, via via che se ne presenti l'occasione, alle peculiarita' stilistiche e retoriche della lingua italiana e alle nozioni fondamentali sulla metrica, sui generi letterari, ecc., che si dimostrino utili per una migliore comprensione del testi. I CLASSE (ore 5). 1. Studio della struttura morfologica e sintattica della lingua italiana. Studio ed esercizi lessicali. 2. Esposizione orale e scritta, composizioni e conversazioni su argomenti che rientrino nell'esperienza diretta e indiretta degli alunni. 3. Lettura - in correlazione col programma di storia - di pagine di autori classici e moderni, atte a rappresentare gli aspetti fondamentali della civilta' e della vita della Grecia e di Roma e tuttavia accessibili al livello culturale e spirituale degli alunni. 4. Lettura, esposizione e commento di pagine, prevalentemente di prosa, di autori moderni e contemporanei italiani e stranieri. 5. Studio iniziale dei Promessi Sposi. 6. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di viaggi, di divulgazione scientifica e simili, alte a destare interesse e diletto negli alunni. II CLASSE (ore 5). 1. Come al numero 1 della prima classe. 2. Come al numero 2 della prima classe. 3. Lettura di pagine di autori classici e moderni, atte a rappresentare gli aspetti della civilta' e della vita dell'eta' imperiale e medievale, accessibili al livello culturale e spirituale degli alunni. 4. Come al numero 4 della prima classe. 5. Continuazione e compimento dello studio dei Promessi Sposi. 6. Come al numero 6 della prima classe. TRIENNIO Nelle ultime tra classi degli istituti tecnici l'insegnamento delle lettere, continuando a curare l'apprendimento della nostra lingua e l'acquisto delle capacita' espressive attraverso letture e esercitazioni di esposizione e composizione, scritte e orali, deve soprattutto mirare alla costituzione della cultura, e allo sviluppo del gusto e del senso critico, accostando direttamente gli alunni agli autori, convenientemente inquadrati nello svolgimento della letteratura. Parte e mezzo fondamentale dell'insegnamento letterario sara' dunque le studio dei testi e la conoscenza diretta degli autori piu' rappresentativi, attraverso i quali l'insegnante curera' di tracciare, con concretezza di riferimenti, un chiaro ed essenziale disegno storico della letteratura. III CLASSE (ore 3). 1. Lettura e commento: a) di alcuni canti dell'Inferno di Dante, inquadrati nel disegno generale della cantica; b) di opere e passi di opere scelte tra le piu' rappresentative dei maggiori poeti e scrittori dei secoli XIII, XIV E XV, con particolare riguardo a Dante, Petrarca e Boccaccio. 2. Composizioni scritte su argomenti che rientrino nella esperienza di vita e di cultura degli alunni. 3. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di divulgazione e simili. IV CLASSE (ore 3). 1. Lettura e commento: a) di alcuni canti del Purgatorio di Dante, inquadrati nel disegno generale della cantica; b) di opere e passi di opere scelte tra le piu' rappresentative dei maggiori poeti e scrittori dei secoli XVI, XVII, e XVIII, con particolare riguardo all'Ariosto, al Machiavelli, al Tasso, al Parini, al Goldoni, all'Alfieri. 2. Composizioni scritte su argomenti che rientrino nella esperienza di vita e di cultura degli alunni. 3. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di divulgazione e simili. V CLASSE (ore 3). 1. Lettura e commento: a) di alcuni canti del Paradiso di Dante, inquadrati nel disegno generale della cantica; b) di opere e passi di opere scelte tra le piu' rappresentative dei maggiori poeti e scrittori dei secoli XIX e XX, con particolare riguardo al Foscolo, al Leopardi, al Manzoni, al Carducci, al Pascoli, al D'Annunzio, al Verga e ai Contemporanei. 2. Composizioni scritte su argomenti che rientrino nella esperienza di vita e di cultura degli alunni. 3. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di divulgazione e simili. Storia BIENNIO I CLASSE (ore 2). Cenni sulle civilta' dell'Oriente antico. Principali vicende della narrazione biblica. Antichi popoli mediterranei. Origini e sviluppo della rivilta greca. Ordinamenti sociali e politici delle piu' importanti citta' greche. Colonizzazione mediterranea con speciale riguardo all'Italia. Eta' di Pericle. Massimo splendore dell'arte e della cultura greche. Guerre peloponnesiache. Egemonia spartana, tebana e macedone. Impero di Alessandro Magno. Il pensiero politico economico dei massimi pensatori della Grecia. Antichi abitatori dell'Italia e origini di Roma. Periodo regio. Espansione romana nella penisola e nel Mediterraneo. Istituzioni repubblicane. Guerre civili e crisi della Repubblica. II CLASSE (ore 2). Costituzione dell'Impero romano. Vita economica e sociale. Il diritto, la cultura e l'arte. Impero e Cristianesimo fino al secolo IV. La Chiesa in Occidente e il Papato. La crisi dell'Impero e i barbari. Medio evo barbarico: societa' e istituzioni. Il feudalismo: aspetti economico-sociali. Gli arabi: religione e conquiste. Impero Carolingio. Papato e Impero: lotte di supremazia. I normanni. I Comuni, le Crociate e la rinascita dell'economia. Cultura medioevale. TRIENNIO III CLASSE (ore 2). Formazione delle monarchie occidentali. Dominio svevo in Italia. Signorie e principati. Guerre di equilibrio. Civilta' del Rinascimento. Viaggi, scoperte geografiche e loro effetti economici. Europa e Italia nel '500. Riforma e Controriforma. L'Europa e l'Italia nel Seicento. IV CLASSE (ore 2). Guerre di successione in Europa. Vita economica e sociale, civilta' e cultura europea nel Settecento. Illuminismo e riforme. Colonie latine e inglesi in America. Rivoluzione americana e costituzioni degli Stati Uniti di America. Rivoluzione francese e sue ripercussioni in Italia e in Europa. Periodo napoleonico. Restaurazione. Inizio del Risorgimento italiano. Rivoluzioni europee. V CLASSE (ore 2). Il 1848, il decennio di preparazione e le guerre del '59. Costituzione del Regno d'Italia e compimento dell'unita'. Origini della questione sociale e sviluppo del capitalismo. L'Italia dal 1901 al 1915; problemi interni e rapporti internazionali. La espansione coloniale degli Stati europei e l'Italia Progresso delle scienze e sviluppo delle industrie nei secoli XIX e XX. Estremo oriente. Le guerre mondiali. La resistenza, la lotta di liberazione, la costituzione della Repubblica italiana; ideali e realizzazioni della democrazia. Tramonto del colonialismo e nuovi Stati nel mondo. Istituti ed organizzazioni per la cooperazione fra i popoli. Comunita' europea. Geografia Lo svolgimento dei programmi nelle due classi sara' completato con esercizi relativi alla costruzione ed all'uso di carte geografiche. I CLASSE (ore 2). Descrizione fisica e antropica dell'Italia e dell'Europa. Divisione politico-territoriale. Stati e loro governi. Associazioni di Stati e zone di influenza. II CLASSE (ore 2). Descrizione fisica ed antropica delle altre parti del mondo. Divisione politico-territoriale. Stati e loro governi: Associazioni di Stati e zone di influenza. Geografica generale: matematica, fisica e biologica. Scienze naturali, patologia vegetale, entomologia agraria Scienze naturali: L'insegnamento delle scienze naturali si propone di dare ai giovani una adeguata e razionale conoscenza, acquisita anche attraverso l'esperimento e l'osservazione diretta, dei fenomeni biologici, senza peraltro che tale conoscenza acquisti carattere esclusivamente informativo o si traduca in schematismi mnemonici. Nello svolgimento dei corso si avra', cura di porre in particolare rilievo quanto ha riferimento ai successivi sviluppi degli insegnamenti professionali e all'indirizzo dell'istituto. I CLASSE (ore 2). Biologia generale: Generalita' sugli esseri viventi: morfologia degli organismi; animali e piante. Strutture fondamentali; cenni sui tessuti; organi; apparati; sistemi; organismi. I grandi gruppi animali e vegetali e i loro rapporti con la vita degli animali e dell'uomo. II CLASSE (ore 3). Zoologia e mineralogia: Funzioni della vita animale ed apparati destinati a compierle. Nozioni di anatomia e fisiologia dell'uomo; con riferimento agli animali domestici. Nozioni di igiene: igiene del corpo; igiene alimentare; igiene dell'abitazione e dell'ambiente di vita di lavoro. Malattie infettive: contagiose e parassitarie, malattie professionali e soccorsi d'urgenza. Il mondo inorganico. Nozioni di geopedologia. III CLASSE (ore 3). Botanica: Cellule e tessuti vegetali. Funzioni della vita vegetale ed organi destinati a compierle. Elementi di fisiologia vegetale. Nutrizione ed eccrescimento delle piante. Movimenti, tropismi. Nozioni di genetica vegetale; la varieta': modo di conservarla. Ibridazione artificiale. Selezione. Propagazione dei vegetali: moltiplicazione per seme e per gemma. Botanica sistematica. Patologia vegetale ed entomologia: Nello studio delle malattie e dei nemici delle piante, si insista su quelle che arrecano i maggiori danni alle colture. Di ogni malattia saranno opportunamente indicati i caratteri esterni, le alterazioni interne, i danni ed i rimedi; se trattasi di parassiti, sara' illustrato il relativo ciclo biologico. IV CLASSE (ore 2). Malattie delle piante agrarie. Predisposizione, recettivita', resistenza, immunita'. Cenni sui danni prodotti da cause avverse (fisiche, meccaniche, chimiche, meteorologiche). Piante autotrofe e piante eterotrofe: simbiosi, parassitismo e saprofitismo. Diffusione delle malattie parassitarie. Malattie prodotte da parassiti vegetali. Principali malattie da virus. Mezzi di lotta contro le malattie parassitarie. V CLASSE (ore 2). Entomologia: Richiami di anatomia e fisiologia dell'insetto. Insetti nocivi. Caratteri principali degli ordini e delle famiglie cui appartengono i nemici animali delle piante. Mezzi di lotta. Difesa degli altri parassiti animali. I nemici naturali dei parassiti. Matematica Nel programma gli argomenti sono fissati nelle linee generali; e' quindi lasciata all'insegnante ampia liberta' didattica. Egli, pero', avra' cura di promuovere lo sviluppo armonico delle facolta' logiche e pratiche dei discenti. Sara' poi opportuno che gli alunni siano abituati ad avvalersi delle formule riportate nei inanuali di corrente uso professionale, anziche' fare sempre ricorso alla memoria. I CLASSE (ore 5). Aritmetica e algebra: Richiami sul calcolo frazionario, sul sistema metrico decimale e sui sistemi non decimali. Numeri periodici e loro generatrici. Cenno sul calcolo approssimato. Proporzione numeriche e loro proprieta'. Classi di numeri direttamente ed inversamente proporzionali. Applicazioni il piu' possibile aderenti alla natura dell'istituto. Numeri relativi; pratica delle operazioni con numeri relativi. Calcolo letterale; scomposizione in fattori dei polinomi ed operazioni sulle frazioni algebriche. Equazioni e sistemi di primo grado e problemi relativi. Concetto di numero reale. Geometria: Preliminari. Rette perpendicolari e rette parallele. Triangoli e loro proprieta'. Uguaglianza tra figure piane con particolare riguardo ai poligoni. Proprieta' angolari e perimetrali dei poligoni. Parallelogrammi: proprieta' e casi particolari. Luoghi geometrici. Circonferenza e cerchio. Mutuo comportamento di rette e circonferenze complanari. Angoli ai centro e angoli alla circonferenza. Poligoni regolari. Costruzioni con riga e compasso (problemi fondamentali). Equivalenza delle figure poligonali. II CLASSE (ore 4). Aritmetica e algebra: Numeri reali e cenno sulle operazioni con essi. Calcolo dei radicali e cenno sulle potenze ad esponenti razionali. Equazioni e problemi di II grado ad una incognita o facilmente riducibili al 2° grado. Facili sistemi di equazioni a piu' incognite. Coordinate cartesiane ortogonali. Concetto di funzione. Rappresentazione grafica di una funzione di una variabile. Studio della funzioni a x + b; a/x ecc. Risoluzione grafica delle equazioni e dei sistemi di equazioni. Geometria: Misura delle grandezze. Grandezze proporzionali. Poligoni simili e cenni sulla similitudine fra figure piane. Concetto intuitivo di equivalenza fra figure paine. Area delle figure poligonali. Area del cerchio e lunghezza della circonferenza. Rette e piani nello spazio, ortogonalita' e parallelismo. Uguaglianza delle figure spaziali desunta e trattata col movimento. Simmetria. Distanze e angoli. Diedri e angoloidi. Prismi, piramidi e poliedri regolari e solidi di rotazione, in particolare cilindro, cono e sfera. Regole pratiche per il calcolo delle aree e dei volumi dei solidi studiati. III CLASSE (ore 3). Algebra e nozioni di geometria analitica: Rappresentazione della retta e della circonferenza. Calcolo logaritmico. Uso delle tavole dei logaritmi decimali. Regolo calcolatore. Media aritmetica, ponderata, geometrica. Progressioni aritmetiche e geometriche. Elementi di matematica finanziaria: Interessi, annualita', periodicita', capitalizzazione. Prontuari e loro uso. Trigonometria: Funzioni circolari: seno, coseno, tangente. Loro relazioni. Formule trigonometriche applicate nei problemi di agrimensura. Equazioni trigonometriche. Risoluzione dei triangoli con uso delle tavole logaritmo - trigonometriche e del regolo calcolatore. Fisica L'insegnamento della fisica avra' carattere tecnico-professionale. E' pertanto necessario che l'insegnante abbia sempre presenti le relazioni che intercorrono tra la fisica e le altre materie e dia ai vari argomenti uno sviluppo proporzionato alla loro importanza per i fini della preparazione professionale dei discenti. II CLASSE (ore 2). Meccanica. - Moto uniforme, vario ed uniformemente vario; moto circolare e moto armonico; moto rotatorio. Composizione dei movimenti. Composizione delle forze applicate ai corpi liberi e ai corpi girevoli attorno ad un asse. Coppie. Gravita'. Baricentro. Meccanismi semplici. Leggi della dinamica. Forza centrifuga. Pendolo. Lavoro, energia e potenza. Conservazione dell'energia. Nozioni elementari sulle resistenze passive. Principali proprieta' dei liquidi e dei gas. Principi di Pascal e di Archimede. Pressione idrostatica e pressione atmosferica. Legge di Boyle. Termologia. - Termometria, dilatazioni termiche. Calorimetria. Propagazione del calore. Mutamenti di stato. Il calore come energia. Cenni sui principi della termodinamica e sul funzionamento dei piu' comuni motori termici. III CLASSE (ore 3). Acustica. - Moto vibratorio e suono. Caratteri del suono e sua propagazione. Interferenze sonore e risonanze. Ottica. - Propagazione della luce, riflessione e rifrazione. Specchi, prismi e lenti. Strumenti ottici principali. Dispersione della luce; spettri. Nozioni di fotometria. Cenni sui fenomeni di interferenza, diffrazione e polarizzazione. Elettrologia. - I fenomeni principali di elettrostatica; condensatori. La corrente elettrica continua e suoi effetti; leggi del circuito a corrente continua. La corrente nei liquidi e nei gas. Magnetismo ed elettromagnetismo. Induzione elettro magnetica. La corrente alternata. Cenni sulle macchine generatrici di corrente, sui motori elettrici e sui trasformatori. Correnti ad alta frequenza e loro impiego. Cenni sulla costituzione della materia e sulla radioattivita'. Lingua straniera Allo scopo di ottenere un livello comune di preparazione possibilmente omogenea, sara' opportuno che l'insegnante sia guidato non tanto dalla preoccupazione di un riepilogo sistematico della grammatica, quanto dall'intento di iniziare il colloquio nella lingua straniera su argomenti familiari e di accertare nello stesso tempo, il grado di conoscenza della lingua nei singoli allievi. Egli adeguera' a questo criterio lo svolgimento del programma, che dovra' consentire al discente di esprimersi sia oralmente, sia per iscritto, nella lingua straniera quale oggi si parla: lingua viva, semplice, come quella che si coglie nella conversazione, nelle cronache dei giornali, nella corrispondenza epistolare. E' un lavoro lento che certamente richiede pazienza; ma non piu' di quella richiesta dal metodo grammaticale, da cui non esce che una sorta di lingua straniera modellata sullo stampo della lingua madre. Tutto cio' non esclude la necessita' dello studio della grammatica che dovra' pero' essere limitato all'indispensabile, ogni qualvolta lo richiedano le forme, i modi e il lessico del colloquio fra l'insegnante e la scolaresca, iniziato su argomenti giornalieri, che seguiranno una certa linea di svolgimento dettata dall'interesse immediato dall'allievo. La conversazione sara' anche svolta per iscritto: l'insegnante dettera' delle frasi che implichino una breve risposta. Questo lavoro, che dipende tutto dall'abilita' dell'insegnante e che non puo' non suscitare interesse nei discenti, che se ne sentono parte attiva, sara' affiancato da frequenti letture opportunamente scelte su argomenti familiari e professionali, che contribuiranno ad arricchire il vocabolario della conversazione. In questo modo saranno poste le basi per brevissime composizioni sia su argomenti della conversazione, sia sotto forma di riassunti di letture. Si ricorrera' alla traduzione nella lingua straniera solo come esercizio sussidiario, che non dovra' mai essere fine a se stesso o mero controllo della conoscenza della grammatica. In ogni modo dovra' essere preparata con vocaboli o costrutti gia appresi nell'esercizio orale precedentemente svolto ad evitare, particolarmente nei primi anni di insegnamento, l'impiego del dizionario o di mettere l'allievo alla dura prova di dar forma straniera al pensiero italiano, compito in cui puo' riuscire solo chi ha gia' una conoscenza intima della lingua straniera. Si dovra' altresi' evitare lo studio della fraseologia e degli aggruppamenti di vocaboli e di costrutti che, soltanto se appresi attraverso ripetute, pazienti conversazioni e letture, entrano in circolo: se affidati ad un arido esercizio mnemonico, sono destinati a rimanere labilmente impressi al solo fine di contingenti necessita' scolastiche. I CLASSE (ore 3). Lettura e conversazione, con richiami grammaticali, di brani narrativi e di brani relativi alla civilta' del popolo di cui si studia la lingua, con particolare riferimento all'indirizzo tecnico-professionale del corso di studi. Dettati, composizioni nella lingua straniera. Traduzioni dalla lingua straniera in italiano e dall'italiano nella lingua straniera. II CLASSE (ore 3). In questa classe si proseguira' e si approfondira' il lavoro indicato per la prima classe, estendendo la lettura, la conversazione e la composizione e altre esercitazioni scritte indicate per la prima classe. Si fara' in modo che gli alunni si servano sempre piu' parlando e scrivendo, della lingua straniera, in modo da acquistarne un possesso piu' sicuro. Traduzioni in italiano e dall'italiano. Agronomia e coltivazioni L'insegnamento della materia dovra' essere svolto con rigore scientifico non disgiunto dal costante e preciso riferimento alle applicazioni pratiche. Opportuno rilievo e sviluppo saranno dati allo studio delle colture della zona in cui ha sede l'Istituto. III CLASSE (ore 4). Nozioni di ecologia; regioni agrarie. Il terreno agrario. Proprieta' fisiche, chimiche e biochimiche del terreno. Classificazione dei terreni. Messa a coltura del terreno agrario. Prosciugamento dei terreni sommersi; risanamento dei terreni umidi. Ammendamenti e correttivi. Ricerca, captazione e distribuzione delle acque per irrigazione. Lavorazione del terreno. Lavori annuali e periodici. Scopi, leggi, effetti della concimazione. Uso dei concimi organici, chimici, complessi. Concimi catalitici. Norme e procedimenti per la propagazione ed il miglioramento delle piante agrarie. Consociazione. Avvicendamento delle piante. Rotazioni. IV CLASSE (ore 3). Classifica agraria delle piante coltivate. Cereali. Leguminose da granella. Colture prative. Piante da radici: patate, barbabietola, topinambour, ecc. Piante tessili: canapa, lino, ecc. Piante aromatiche: tabacco, zafferano, ecc. Piante industriali: cotone, sesamo, colza, ravizzone, ricino, ecc. Piante ortive. V CLASSE (ore 3). Arboricoltura generale. Viticoltura. Frutticoltura. Olivicoltura. Cenni di giardinaggio e floricoltura. Silvicoltura. (Le singole coltivazioni saranno studiate tenendo presenti l'importanza economico-agraria, la morfologia, l'ambiente piu' propizio per la vegetazione, la tecnica culturale, la riproduzione). Economia ed estimo rurale, elementi di diritto agrario, contabilita' rurale Il docente illustrera' con chiarezza il bilancio dell'impresa agraria, la consistenza e l'economia dei capitali rurali, e le stime relative, e dara' il massimo sviluppo alla contabilita' agraria, cercando di ottenere una adeguata conoscenza della tenuta dei libri, dei rendiconti, ecc. A sussidio dell'insegnamento si svolgeranno numerose applicazioni pratiche. Economia rurale: IV CLASSE (ore 3). Nozioni di economia politica. - Concetto di bene economico; reddito, risparmio. Nozioni del valore; il prezzo e la sua formazione. I fattori della produzione. Richiami del programma di matematica, riguardanti gli elementi di calcolo finanziario. Economia rurale: definizione, importanza e rapporti con le altre materie. I capitali dell'azienda agraria: l'impresa agraria e le personalita' economiche; il bilancio dell'impresa agraria. La azienda agraria nel suo ordinamento economico. Economia dei capitali fondiari; miglioramenti fondiari: la riforma fondiaria. Consorzi di bonifica. Enti economici Economia delle scorte dell'azienda agraria. Il lavoro dell'uomo, del bestiame e delle macchine. Organizzazione del lavoro. Combinazioni colturali; industrie rurali di trasformazione. Sistemi di condizione; rapporti tra imprenditori e manodopera. Sistemi di colture. Forme patologiche della proprieta'. Ricomposizioni fondiarie. La cooperazione in agricoltura. Classificazione delle aziende e impostazione dei rilevamenti aziendali. Credito fondiario ed agrario. Regime fondiario in Italia. Tributi gravanti sull'agricoltura. Estimo rurale ed Elementi di diritto agrario: V CLASSE (ore 5). Estimo rurale. - Definizione, finalita'. Il metodo di stima. Aspetti economici di un bene. La stima sintetica. La stima analitica. I beni rustici come investimento di capitali. Stima delle colture legnose: da frutto e da foglia. Stima dei boschi. Stima dei frutti pendenti. Stima dei miglioramenti fondiari. Ripartizione dei contributi di bonifica. Stima dei danni. Stima delle acque. Stima dei fabbricati. Stima delle cave. Problemi relativi alle espropriazioni e alle assicurazioni. Stima delle servitu' prediali. Stime relative ai diritti di enfiteusi, di usufrutto, uso e abitazione. Vitalizi. Stima delle scorte. Consegna e riconsegna dei beni rustici; bilanci relativi. Stime relative alle successioni ereditarie. Divisioni di famiglie contadine. Stime cauzionali. La consulenza tecnica nella procedura civile, l'arbitrato. Estimo catastale dei terreni. Diritto agrario. - Generalita'. La legge. Consuetudini. Possesso e proprieta'. Servitu'. Espropriazioni. Requisizioni. Ammassi. Contratti agrari. Obbligazioni. Brevi richiami delle piu' comuni leggi e disposizioni che interessano l'agricoltura, la difesa dei terreni montani, la bonifica e la riforma agraria. Leggi sociali e protettive dei lavoratori agricoli. Contabilita' rurale: III CLASSE(ore 2). Nozioni fondamentali di computisteria agraria e commerciale. Elementi di statistica metodologica con riferimento all'azienda agraria. IV CLASSE (ORE 2). Contabilita' rurale. Il patrimonio e l'azienda. Inventari e valutazioni degli elementi patrimoniali dell'azienda. Bilanci. Registrazioni cronologiche e sistematiche. Nozioni generali sui conti. Classificazioni e chiusura di essi. Variazioni statistiche ed economiche. Libri contabili. Registrazioni di apertura, dei fatti di gestione e di chiusura in partita semplice e doppia comune. Bilanci di verificazione e correzioni delle scritture. Contabilita' analitica e sintetica. Rendiconti. Cenni sulla contabilita' delle istituzioni cooperative. Zootecnia Il docente abbia cura di presentare l'attivita' zootecnica come parte inscindibile della produzione agraria e come mezzo di trasformazione economica. L'anatomia e fisiologia degli animali venga trattata in modo breve e sommario; si sviluppi invece adeguatamente la zoognostica speciale, allo scopo di fare individuare pregi e difetti, aniche con lezioni pratiche nei mercati e nei mattatoi. Si richiami l'attenzione sulla particolare importanza della alimentazione nel campo zootecnico. Le principali nozioni di genetica e sui metodi di riproduzione devono essere impartite con particolare riguardo alla specie e razze che interessano la regione; non si trascurino le zooculture, per alcune delle quali, peraltro, basteranno pochi cenni. III CLASSE (ore 2). Brevi cenni sulla morfologia, anatomia e fisiologia degli animali domestici. Ezoognosia. Regioni del corpo. Pregi e difetti. Bellezza utilitaria. Riconoscimento dei mantelli e dei segni particolari. Eta'. Stato segnaletico. Statica e dinamica. Appiombi: pregi, difetti, tare, andature. Ferratura normale e patologica. IV CLASSE (ore 2). Zootecnia generale. Importanza economica dell'industria zootecnica. Miglioramento del bestiame in generale. Igiene zootecnica. Metodi di riproduzione e di allevamento. Alimentazione del bestiame. V CLASSE (ore 2). Zootecnia speciale. Razze, allevamenti; funzioni economiche degli equini, bovini, ovini, caprini, suini. Zoocolture. Cenni sulle principali malattie infettive ed infestive del bestiame domestico. Chimica generale - Inorganica - Organica - Agraria Industrie agrarie L'insegnamento dalla chimica deve essere costantemente accompagnato da esperienze e, per alcune parti, da esercizi di applicazione che trovano il loro completamento nelle esercitazioni pratiche. L'insegnante avra' cura di dare particolare rilievo a quegli argomenti che trovano il loro sviluppo nei successivi insegnamenti professionali. Chimica generale ed inorganica: II CLASSE (ore 2). Elementi e combinazioni. Leggi fondamentali. Soluzioni. Acidi, basi e sali in soluzione. Begole di nomenclatura. Cenno sulla costituzione della materia e sulla classificazione naturale degli elementi. Stato naturale, preparazione, caratteri ed usi dei piu' comuni elementi e dei loro principali composti. Chimica organica: III CLASSE (ore 3). Caratteristiche dei composti organici. Idrocarburi, Alcooli. Aldeidi, Chetoni. Acidi. Eteri. Lipidi. Glucidi. Protidi. Enzimi. Principali composti ciclici. Generalita' sugli altri composti notevoli diffusi nelle piante. Chimica agraria: IV CLASSE (ore 3). Chimica vegetale. Fattori della vita vegetale e relazioni tra le piante e l'ambiente. Costituenti immediati delle piante: enzimi. Funzioni di relazione. Assimilazione del carbonio. Consumi idrici, respirazione. Assimilazione dell'azoto. Germinazione e maturazione (principali processi biochimici). Chimica pedologica. Origine e formazione del terreno; costituenti fondamentali del terreno; processi fisici, chimici e biologici del terreno. Reazione del terreno, correzioni dei terreni anormali. Fertilita'. Analisi del terreno. Concimazione. Teoria e leggi della concimazione. Correttivi. Concimi organici e in particolare il letame. Classificazione e rassegna dei fertilizzanti chimici: azotati, fosfatici, calcici, potassici. Microelementi. Mescolanze dei concimi e loro spargimento. Industrie agrarie: Il docente avra' cura di richiamare e sviluppare convenientemente le nozioni scientifiche che costituiscono la base di ogni razionale pratica relativa alle industrie agrarie e dara' particolare risalto allo studio di quelle che localmente rivestono maggiore importanza. V CLASSE (ore 3). Importanza economica delle varie industrie agrarie in Italia. Fondamenti generali sulla conservazione degli alimenti. Enologia. - L'uva. Il mosto. Locali, vasi vinari ed attrezzature. Composizione del mosto. Fermentazione alcoolica; governo della fermentazione; cure dei vini. Fondamenti di vinificazione, elaborazione, affinamento dei vini. Difetti e malattie dei vini; sofisticazioni ed adulterazioni del vino. Vini speciali; utilizzazione dei residuii della vinificazione. Elaiotecnica. - Le olive. Locali ed attrezzature; tecnica dell'estrazione dell'olio. Difetti, alterazioni e sofisticazioni. Utilizzazione dei residui. Caseificio. - Il latte: sua composizione ed adulterazione. Locali ed attrezzature. Fondamenti di tecnologia lattiero-casearia. Prodotti secondari del caseificio. Meccanica agraria - Elementi di topografia Elementi di costruzioni rurali Meccanica agraria: Lo studio delle macchine agrarie deve essere diretto soprattutto a far conoscere le modalita' razionali di condotta e manutenzione delle macchine e attrezzi agrari, e i criteri di preferenza tra le macchine che servono a compiere il medesimo lavoro. IV CLASSE (ore 2). Richiami e complementi di meccanica generale. Cenni sui materiali impiegati nella costruzione delle macchine e degli attrezzi agricoli. Motori e pompe: loro caratteristiche e impiego. Cenni sul trasporto dell'acqua mediante canali e mediante condotte in pressione. Impianti di irrigazione per aspersione: criteri di progettazione e di utilizzazione. V CLASSE (ore 2). Macchine ed attrezzi per la lavorazione del terreno, per la coltivazione, per la raccolta e per la trasformazione dei prodotti. Criteri di scelta delle macchine e attrezzi ai fini delle diverse esigenze dell'azienda. Manutenzione ed uso delle macchine agricole. Prevenzione degli infortuni nella condotta delle macchine agricole. Elementi di topografia: Le nozioni di agrimensura saranno mantenute nei limiti delle effettive necessita' della professione e insegnate mediante l'uso degli strumenti piu' semplici. IV CLASSE (ore 3). Planimetria. Unita' di misura lineari e di superficie. Cenni sulle antiche misure agrarie della regione. Strumenti semplici. Misura diretta delle distanze. Allineamenti. Squadri. Strumenti per misure d'angoli. Regole diverse per la misura degli angoli orizzontali. Determinazione dei punti a mezzo di triangoli. Rilevamenti con gli strumenti studiati. Tenuta dei registri di campagna: preparazione degli abbozzi. Determinazione delle aree di misura diretta sul terreno e delle mappe. Divisioni delle aree nei casi ricorrenti nella pratica agricola. Tipi di frazionamento. Rettificha di confini. Altimetria. - Livelli ad acqua, da muratore, a cannocchiale. Livellazione geometrica semplice e composta. Livellazione longitudinale e raggiante. Registri di rilevazione. Cenni sui protili, sulle sezioni, sui piani quotati ed a curve orizzontali. Disegno. - Segni convenzionali nelle mappe catastali; metodi semplici, di riduzione in differente scala di rilevamento eseguito in sede di esercitazioni pratiche. Studio e risoluzione sul grafico dei vari problemi previsti dalla teoria. Elementi di costruzioni rurali: L'insegnamento delle costruzioni mira a preparare i giovani alla progettazione di fabbricati rurali di non grande rilievo. Gli alunni devono inoltre essere condotti alla pronta e sicura comprensione di progetti e alla valutazione della loro rispondenza allo scopo anche in riferimento allo studio di piani di trasformazione di fabbricati esistenti. L'insegnante si avvarra' di esercitazioni ausiliarie di disegno, per la progettazione di piccole costruzioni rurali. V CLASSE (ore 4). Materiali da costruzione. Brevi cenni sulla resistenza del materiali. Nozioni di strutture elementari di fabbrica. Esame particolare dei caratteri distributivi delle costruzioni rurali in relazione alle funzioni aziendali per l'allevamento del bestiame e per l'esercizio delle industrie agrarie caratteristiche della zona. Studio delle sistemazioni, miglioramenti, adattamenti di fabbriche rurali esistenti. Cenni sulle costruzioni rurali minori (aie, forni, pozzi, ecc.) e sui materiali relativi. Disegno L'insegnamento deve portare rapidamente gli alunni alla padronanza soprattutto delle regole di rappresentazione ed essere svolto in stretto collegamento con la cattedra di topografia - meccanica - costruzioni. I CLASSE (ore 2). II CLASSE (ore 2). I problemi di geometria piana interessanti le applicazioni tecniche. Rappresentazioni di solidi in proiezione ortogonale ed assonometrica. Norme U.N.I. Schizzi quotati dal vero dei solidi geometrici e di soggetti semplici. Schizzi quotati dal vero e successivo trasporto in scala di particolari e di semplici complessi, in relazione all'indirizzo dell'istituto. Lettura e interpretazione di disegni tecnici. Esercitazioni pratiche Le esercitazioni pratiche costituiscono il necessario complemento degli insegnamenti scientitici e professionali. Peraltro alcune esercitazioni si iniziano precedentemente allo svolgimento delle corrispondenti discipline allo scopo di fare acquistare gradualmente ai giovani la pratica per determinate operazioni ed alleggerire le nozioni puramente descrittive nello svolgimento di corsi teorici, consentendo la diretta conoscenza di mezzi e procedimenti produttivi. Di ogni esercitazione deve essere posto in risalto il contenuto tecnico, cosi' da trarne la massima efficacia didattica. Al fine di assicurare il razionale svolgimento di tutte le esercitazioni, il capo di Istituto affidera' all'insegnante della corrispondente materia la loro esecuzione. Per le esercitazioni pratiche di azienda agraria il capo di Istituto curera' che l'insegnante teorico e l'insegnante tecnico-pratico collaborino in perfetta coordinazione. Inoltre lo svolgimento del programma di esercitazioni di azienda, che deve essere completamente attuato, sara' condotto in dipendenza del ciclo delle colture e con l'elasticita' imposta dell'andamento stagionale e delle vicende meteoriche giornaliere sospendendo, qualora il capo d'Istituto lo ritenga necessario per portare a termine determinate operazioni agricole, anche le lezioni. BIENNIO Scienze naturali: I CLASSE (ore 1) E II CLASSE (ore 1). Raccolta e conservazione delle piante, delle sementi, degli insetti e delle rocce di maggiore interesse agrario, ai fini del loro riconoscimento pratico. Esercitazioni di azienda agraria: I CLASSE (ore 6) E II CLASSE (ore 6). Varie operazioni aziendali. Con particolare riguardo alla tecnica pedologico-agrologica e alla tecnica culturale in generale. Riconoscimento delle piante coltivate e dei semi. TRIENNIO Scienze naturali, patologia vegetale ed entomologia agraria: III CLASSE (ore 1), IV CLASSE (ore 1) E V CLASSE (ore 1). Esame microscopico e macroscopico delle piu' importanti malattie delle piante coltivate; raccolta e classificazione di fanerogame parassite e dei principali insetti dannosi; preparazione di anticrittogamici ed insetticidi. Chimica analitica: III CLASSE (ore 2). Esercitazioni sull'uso dei reattivi piu' comuni e nozioni generali di chimica analitica qualitativa, riferita alla ricerca delle sostanze di importanza agraria comune. Brevi cenni di analisi quantitativa, con qualche applicazione all'analisi dei prodotti agrari. Analisi volumetrica. Soluzioni titolate, Acidimetria ed alcalimetria. Chimica agraria: IV CLASSE (ore 2). Analisi del terreno. - Prelevamento del campione. Analisi meccanica. Analisi fisico-chimica: determinazione dell'acqua igroscopica, della materia organica, della sabbia silicea, dell'argilla, del calcare. Analisi dei concimi. - Prelevamento del campione. Riconoscimento. Industrie agrarie: V CLASSE (ore 2). Prelevamento del campione ed analisi relativamente al prodotti e sottoprodotti delle industrie agrarie contemplate nel programma dell'Istituto. Topografia: IV CLASSE (ore 2) E V CLASSE (ore 2). Applicazioni pratiche di planimetria e di altimetria in rapporto ai programmi di insegnamento. Tipi di frazionamento. Meccanica agraria: IV CLASSE (ore 1) E V CLASSE (ore 1). Osservazioni sul funzionamento dei motori e delle macchine. Zootecnica: III CLASSE (ore 1), IV CLASSE (ore 1) E V CLASSE (ore 1). Valutazione degli animali agricoli; di mangimi e preparazione dei vari alimenti; dei mantelli e della eta'; pratiche inerenti all'igiene degli animali; manualita' inerente alle zoocolture. Economia, estimo e contabilita': IV CLASSE (ore 2) E V CLASSE (ore 2). Rilevazione degli elementi necessari per lo studio dell'ordinamento di aziende agrarie. Esempi di stima. Tenuta dei libri contabili. Le esercitazioni di contabilita' agraria proseguiranno nella V classe. Esercitazioni di azienda agraria: III CLASSE (ore 5), IV CLASSE (ore 3) E V CLASSE (ore 2). Riguarderanno tutte le operazioni relative all'azienda agraria. Gli studenti, inoltre, saranno addestrati nella progettazione ed esecuzione di impianti vani e nella conduzione di esperimenti colturali. Nota - Per l'insegnamento della Religione, dell'Educazione civica e dell'Educazione fisica, si fa riferimento ai programmi vigenti. Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per la pubblica istruzione BOSCO ORARI E PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO PER GLI ISTITUTI TECNICI INDUSTRIALI PREMESSA La formulazione di nuovi programmi per gli istituti tecnici industriali - la quale rientra nel quadro dell'auspicato riordinamento strutturale degli istituti tecnici di ogni tipo - e' stata suggerita soprattutto dalla necessita' di rivedere ed aggiornare i programmi redatti nel lontano 1936. Inoltre, mentre di anno in anno I vecchi programmi si rivelavano - anche per quanto riguardava le specificazioni tradizionali - sempre meno adeguati alle esigenze del moderno progresso scientifico e tecnico, si avvertiva, d'altra parte, la necessita' di dare una formale regolamentazione didattica alte numerose specificazioni che erano state attuate in via sperimentale per corrispondere alle istanze di nuove e promettenti attivita' industriali. Oltre al necessario aggiornamento degli orari e dei programmi relativi alle originarie specializzazioni, si e' pertanto proceduto anche alla formulazione di quelli relativi ai nuovi indirizzi. Per fare qualche esempio, nel settore meccanico sono stati aggiunti i programmi per i nuovi indirizzi della "cronometria", della "meccanica di precisione", delle "industrie metalmeccaniche", della "termotecnica", ecc. Nel settore dell'industria elettrica, accanto ai programmi delle tradizionali specializzazioni per "elettricisti" (di cui si e' adottata la piu' esatta denominazione: per "elettrotecnica") e per "radiotecnici" (per la quale, in relazione agli aumentati impegni anche nel settore telegrafico e telefonico, si e' preferita la denominazione: per "telecomunicazioni"), si e' provveduto ad introdurre i programmi per le nuove sezioni di "energia nucleare" e di "elettronica industriale". Sono stati infine inseriti anche i programmi relativi ad altri nuovi indirizzi specializzati, come "materie plastiche", "fisica industriale", "chimica, nucleare ecc., richiesti dal crescente sviluppo delle corrispondenti attivita' produttive. Come per ogni altro tipo di istituto tecnico, nella formulazione dei nuovi programmi, sono stati tenuti presenti principalmente i seguenti criteri: a) raggruppare nei limiti del possibile, tutte le materie culturali e gli insegnamenti di carattere propedeutico nel biennio, riservando il successivo triennio allo studio approfondito delle materie tecniche e professionali inerenti ai singoli indirizzi; b) rendere comune a tutti gli indirizzi l'orario ed il programma del biennio, affinche' sia possibile ai giovani scegliere, in eta' piu' matura, quei corso di studi per cui rivelino particolare vocazione. L'unificazione dei programmi nel biennio non presentava invero difficolta' per quanto riguarda l'italiano, la storia, la geografia, la lingua straniera, la matematica, le scienze naturali, la chimica generale, la fisica; faceva nascere invece qualche perplessita' nei confronti dell'insegnamento del disegno e delle esercitazioni nei reparti di lavorazione in relazione alle diverse necessita' delle varie sezioni, spesso assai difformi. Ma tale difficolta' e' stata superata, sia prevedendo nei programmi la possibilita' di diversi orientamenti su una base comune, sia riducendo alquanto il programma delle esercitazioni, alle quali non spetta il compito di un particolare addestramento lavorativo, sebbene quello di presentare un esempio ed una casistica di attivita', che i giovani avranno poi modo di sviluppare e di approfondire durante il triennio nei vari laboratori specializzati; c) al fine, tuttavia, di assicurare, accanto alla formazione professionale la indispensabile formazione umana, sono stati estesi fino all'ultimo anno di corso, oltre all'insegnamento delle lettere italiane (come gia' avveniva), anche quello della storia e dell'educazione civica, con lo scopo altresi' di far procedere lo studio delle opere letterarie parallelamente a quello dei grandi eventi storici e dello sviluppo della civilta' e del progresso. Inoltre, quando e' apparso che alcuni insegnamenti culturali o propedeutici non potessero trovare il loro pieno svolgimento nel biennio, si e' provveduto ad integrarli con opportuni complementi nella 3ª classe; d) redigere i vari programmi in forma sintetica, lasciando largo margine di liberta', ai docenti, sia per evitare che, specialmente nelle materie professionali, i programmi rischino di essere rapidamente superati dallo sviluppo delle corrispondenti tecniche, sia per consentire quelle necessarie differenzazioni tra rari Istituti dello stesso indirizzo generale, in relazione alla zona in cui ciascuno di essi opera ed ai mezzi di cui dispone. Si e' ritenuto infatti che i programmi ufficiali debbano considerarsi quali direttive di massima, volte a contemperare la esigenza di una fondamentale unita' con l'autonomia di ciascun insegnante e con l'insorgere di nuove esigenze connesse con l'incessante evolversi della scienza e della tecnica, la cui dinamica sarebbe diversamente in contrasto con la staticita' dei programmi, se questi fossero troppo analitici e vincolanti; e) contenere il carico settimanale entro un limite ragionevole di ore, per dare ai giovani la possibilita' di disporre, oltre che delle ore necessarie per lo studio domestico, anche di una certa frazione di tempo libero, pur se necessariamente modesta. A tal fine si e' avuto cura di non oltrepassare nel triennio le 38 ore settimanali, prevedendo invece nel primo anno del biennio un orario un poco piu' leggero (36 ore); f) includere nel programma delle discipline tecniche e Professionali (e quindi attribuire alla piena responsabilita' dei relativi insegnanti) anche le corrispondenti esercitazioni grafiche e di laboratorio, inserendo i rispettivi programmi in quelli delle corrispondenti materie tecniche; g) tenere presente, nella formulazione dei programmi delle discipline tecniche, le attuati prestazioni professionali del Perito industriale e cio' che oggi viene a lui richiesto nelle attivita' produttive, seguendo peraltro il criterio che le varie sezioni di Istituto tecnico industriale non possono ne' debbono, rispecchiare le varie e mutevoli specializzazioni dell'industria, ma piuttosto costituire altrettanti indirizzi, ciascuno dei quali e' comprensivo di piu' specializzazioni affini, che presuppongono una stessa preparazione fondamentale. Tale preparazione (la sola che possa caratterizzare, nei limiti delle possibilita' scolastiche, ciascun indirizzo) deve essere tuttavia sufficiente per consentire, attraverso l'indispensabile tirocinio professionale, ogni piu' accentuata specializzazione, nell'ambito del corrispondente settore industriale. INDICE ORARI E PROGRAMMI D'INSEGNAMENTO PER LE MATERIE COMUNI A TUTTI GLI INDIRIZZI SPECIALIZZATI DELL'ISTITUTO INDUSTRIALE.................... Pag. 10 ORARI E PROGRAMMI D'INSEGNAMENTO PER LE MATERIE PARTICOLARI DELL'INDIRIZZO SPECIALIZZATO PER: I - Arti fotografiche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.15 II - Arti grafiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 18 III - Chimica conciaria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 20 IV - Chimica industriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 23 V - Chimica nucleare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 26 VI - Costruzioni aeronautiche. . . . . . . . . . . . . . . . . . " 29 VII - Cronometria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 32 VIII - Disegno di tessuti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 36 IX - Edilizia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 38 X - Elettronica industriale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 41 XI - Elettrotecnica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 45 XII - Energia nucleare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 48 XIII - Fisica industriale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 52 XIV - Industrie alimentari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 55 XV - Industria cartaria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 57 XVI - Industrie cerealicole. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 59 XVII - Industrie metalmeccaniche . . . . . . . . . . . . . . . . " 64 XVIII - Industria mineraria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 66 XIX - Industria navalmeccanica . . . . . . . . . . . . . . . . . " 70 XX - Industria ottica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 73 XXI - Industria tessile. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 75 XXII - Industria tintoria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 78 XXIII - Maglieria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 80 XXIV - Materie plastiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 83 XXV - Meccanica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 88 XXVI - Meccanica di precisione . . . . . . . . . . . . . . . . . " 91 XXVII - Metallurgia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 94 XXVIII - Telecomunicazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 97 XXIX - Termotecnica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 99 MATERIE COMUNI A TUTTI GLI INDIRIZZI PROGRAMMI ED ORARI DI INSEGNAMENTO PER GLI ISTITUTI TECNICI INDUSTRIALI Materie comuni a tutti gli indirizzi Parte di provvedimento in formato grafico AVVERTENZE SUI PROGRAMMI DI LINGUA E LETTERE ITALIANE E STORIA I. L'Istituto tecnico, il cui fine primario e' la formazione del professionista tecnico, ha una fisionomia particolare, in quanto e' responsabile della formazione umana e della capacita' tecnica degli alunni che esso abilita direttamente alla professione, e quindi del contributo che questi saranno in grado di dare alla vita economica e produttiva della Societa'. Questo compito di formazione "definitiva" del professionista tecnico non puo', ovviamente, esaurirsi nell'impartire la istruzione teorica e pratica necessaria all'esercizio della professione, sia perche' la scuola deve preparare anche al consapevole assolvimento delle altre importanti funzioni che il cittadino svolge nell'ambito sociale, politico e familiare, sia perche' la stessa preparazione alla professione non si puo' ritenere limitata al possesso delle conoscenze e delle esperienze scientifiche e tecniche a questa indispensabili, non essendo l'uomo riducilile alla pura economicita' se non a condizione di essere depresso da un tecnicismo privo d'ogni illuminazione spirituale. Pertanto, negli Istituiti tecnici, che per molti giovani costituiscono l'unica e definitiva esperienza di studi sistematici e guidati nel settore della cultura generale, appare di particolare importanza il conseguimento di una formazione culturale idonea a dare una complessiva maturita' umana e a rendere illuminata e consapevole la stessa preparazione professionale. Queste considerazioni impongono di rafforzare notevolmente la educazione umanistica oggi impartita negli istituti tecnici, riformando negli orari e nei programmi e quindi in tutta l'impostazione didattica - l'insegnamento delle due materie alle quali essa e' principalmente affidata: l'italiano e la storia. A tale scopo si sono apportate le seguenti modificazioni al piano vigente degli studi e alla distribuzione dei programmi di italiano e storia: 1) gravitazione dell'insegnamento dell'italiano, nel biennio, su due compiti essenziali: a) formazione della capacita' espressiva, mediante un rinnovato studio sistematico della struttura morfologica e sintattica della lingua italiana e del suo patrimonio lessicale e mediante l'avviamento e la preparazione allo studio delle opere letterarie; b) formazione di una buona cultura generale, attraverso ampie letture di autori del mondo classico (in traduzioni e riduzioni) e del mondo contemporaneo; 2) inizio dell'insegnamento storico-letterario propriamente detto solo al terzo anno di corso, quando gli alunni hanno conseguito maggiore maturita' mentale e culturale e la necessaria preparazione propedeutica; 3) estensione dell'insegnamento della storia fino alla V classe; 4) sincronismo, in via di massima, della trattazione della storia letteraria e della storia politica e civile, e reciproca integrazione dei due insegnamenti, allo scopo di ottenere una maggiore organicita' di cultura e una visione piu' unitaria e piu' vasta dello svolgimento della civilta'; 5) una nuova formazione e distribuzione del programma di storia, al fine di assicurare, nei limiti del possibile, l'auspicato parallelismo di trattazione col programma di letteratura e di dare agli alunni degli istituti tecnici maggiore conoscenza dei vari periodi della civilta', almeno nella misura indispensabile alla formazione di una cultura media e alla comprensione della nostra letteratura. I punti essenziali della nuova distribuzione del programma consistono: per la prima classe, nell'avere aggiunto allo studio della storia orientale e greca quello della storia romana sino alla costituzione dell'impero, il che consente di prospettare i profondi rapporti esistenti tra la storia greca e la storia romana, che non potrebbero rilevarsi se lo studio ne fosse disgiunto; per la seconda classe, nell'avere esteso lo studio della storia, dall'eta' imperiale di Roma a tutto il Medioevo sino al secolo XI: il che permette da una parte di valutare meglio la sopravvivenza di forme romane di civilta' e dall'altra di trattare in terza classe lo stesso periodo, che e' oggetto dell'insegnamento letterario, conseguendo anche il vantaggio di ridurre notevolmente l'ampiezza del programma tradizionale. II. Nell'insegnamento dell'italiano, mancando negli istituti tecnici il valido aiuto dello studio delle lingue classiche, i docenti dovranno rivolgere particolari cure, con metodo vivo e non sterilmente precettistico, a far comprendere la struttura morfologica e sintattica della nostra lingua, ad ampliarne la Conoscenza lessicale, solitamente molto povera negli alunni, e ad insegnarne la proprieta' e correttezza dell'uso. E' da tener presente che la conoscenza della lingua, identificandosi con l'acquisizione della cultura e delle capacita' ragionative, si consegue attraverso lo studio di ogni disciplina, non soltanto dell'italiano e della storia, e dipende, pertanto, dall'azione di tutti i docenti. Particolare efficacia puo' anzi avere al riguardo l'opera degli insegnanti di materie tecniche e scientifiche, sia per il costante arricchimento della lingua pertinente alle rispettive discipline, sia per la rigorosa esattezza e proprieta' dell'espressione. Da parte del docente d'italiano e storia, che ne ha cura particolare, l'insegnamento della lingua, oltre che mediante lo studio grammaticale e lessicale, opportunamente ravvivato con metodi efficacemente persuasivi, dovra' essere curato in tutti gli anni di corso attraverso l'esercizio continuo del leggere, dell'esporre oralmente e per iscritto e del comporre, ed esser volto al fine di educare, oltre che alla correttezza ed alla proprieta' della espressione, alla ricchezza dell'ideazione, all'ordine del pensiero, alla organizzazione logica del discorso, alla economia del ragionamento. III. L'insegnamento della letteratura dovra' fondarsi sullo studio diretto e il piu' possibile ampio delle opere di poesia e di prosa dei nostri massimi scrittori. Dalla conoscenza delle opere si salira' alla comprensione della personalita' degli autori, e da questa allo studio delle correnti e dei movimenti dei quali essi sono promotori e rappresentanti, delineando cosi' dall'interno lo svolgimento della letteratura. Questo, pertanto, non sara' astrattamente prospettato come uno schema esterno, nel quale si vadano successivamente inquadrando gli autori, ma visto nella concretezza delle opere e degli autori che lo costituiscono e, snellito dei troppi dati e nomi che ordinariamente ne appesantiscono la delineazione, dovrebbe rappresentare alla mente degli alunni lo svolgimento spirituale della Nazione, sia pure nelle linee essenziali e sotto l'aspetto della civilta' letteraria. Gli insegnanti daranno adeguata importanza alle letture domestiche degli alunni, che converra' stimolare vivamente, mediante l'uso delle biblioteche di scuola e di altre eventualmente a disposizione. IV. L'insegnamento della storia dovra' proporsi di guidare gli alunni ad una conoscenza il piu' possibile chiara ed organica delle essenziali vicende storiche delle nazioni e dello svolgimento della civilta'. Tralasciando percio' la narrazione di minute vicente dinastiche, le informazioni troppo particolareggiate di carattere strettamente politico-militare e sovrabbondanti indicazioni cronologiche, si mirera' soprattutto a far conoscere, dei vari periodi storici delle Nazioni, le piu' caratteristiche istituzioni politiche, strutture sociali e condizioni economiche, e loro stato del pensiero, delle scienze, della tecnica, della cultura, dell'arre e della religione, in guisa da avviare gli alunni a meglio intendere i problemi del tempo in cui vivono. A tale scopo saranno continuamente prospettati opportuni riferimenti a quei settori della cultura (storia dell'arte, della filosofia, del pensiero economico, delle scienze, ecc.) il cui insegnamento non e' compreso nei piani di studio degli istituti tecnici, sia per farne almeno intravedere l'esistenza e stimolare l'interesse, sia per darne conoscenza indispensabile alla stessa intelligenza delle opere letterarie. Gli insegnanti di italiano e storia governino con attenta economia lo svolgimento del programma, in modo da condurre la trattazione fino ai nostri giorni, essendo proprio lo studio della cultura odierna quello che desta maggior interesse negli alunni e piu' giova al loro orientamento nei complessi problemi della vita attuale. L'inconveniente, largamente diffuso, di tralasciare tutti o quasi i decenni trascorsi del nostro secolo, particolarmente grave per gli alunni dell'istituto tecnico, che meno degli altri avranno possibilita' di aggiornamento culturale, e' una delle cause dell'indifferenza e del disinteresse che molti sentono verso la scuola, e percio' e' da evitarsi risolutamente. Lingue e lettere italiane BIENNIO Nelle prime due classi l'insegnamento deve essere svolto a rafforzare negli alunni la conoscenza e il corretto uso parlato e scritto della lingua, a far conoscere aspetti notevoli della civilta' del mondo classico e contemporaneo attraverso ampie letture antologiche, a dare gli strumenti necessari per svolgere lo studio letterario del triennio successivo. La proprieta' del linguaggio sara' curata come mezzo per una piu' intensa e viva comunicazione spirituale, e la lettura dovra' farsi piu' consapevole e matura, elevando l'attenzione degli alunni dal mero interesse narrativo o descrittivo a una piu' profonda intelligenza e penetrazione del valore stilistico ed estetico, come del mondo spirituale, presenti nelle opere e nelle pagine che si vanno leggendo. Sara' opportuno, altresi', che nel corso delle letture l'insegnante non trascuri di accennare, via via che se ne presenti l'occasione, alle pecularieta' stilistiche retoriche della lingua italiana e alle nozioni fondamentali sulla metrica, sui generi letterari, ecc., che si dimostrino utili per una migliore comprensione dei testi. I CLASSE (ore 5) 1. Studio della struttura morfologica e sintattica della lingua italiana. Studio ed esercizi lessicali. 2. Esposizione, orale e scritta, composizioni e conversazioni su argomenti che rientrino nell'esperienza diretta e indiretta degli alunni. 3. Lettura - in correlazione col programma di storia - di pagine di autori classici e moderni, atte a rappresentare gli aspetti fondamentali della civilta' e della vita della Grecia e di Roma e tuttavia accessibili al livello culturale e spirituale degli alunni. 4. Lettura, esposizione e commento di pagine, prevalentemente di prosa, di autori moderni e contemporanei italiani e stranieri. 5. Studio iniziale dei Promessi Sposi. 6. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di viaggi, di divulgazione scientifica e simili, atte a destare interesse e diletto negli alunni. II CLASSE (ore 5). 1. Come al numero 1 della prima classe. 2. Come al numero 2 della prima classe. 3. Lettura di pagine di autori classici e moderni, atte a rappresentare gli aspetti della civilta' e della vita dell'eta' imperiale e medioevale, accessibili al livello culturale e spirituale degli alunni. 4. Come al numero 4 della prima classe. 5. Continuazione e compimento dello studio dei Promessi Sposi. 6. Come al numero C della prima classe. TRIENNIO Nelle ultime tre classi degli istituti tecnici, l'insegnamento delle lettere, continuando a curare l'apprendimento della nostra lingua e l'acquisto delle capacita' espressive attraverso letture e esercitazioni di esposizione composizione, scritte e orali, deve soprattutto mirare alla costituzione della cultura, e allo sviluppo del gusto e del senso critico, accostando direttamente, gli alunni ai nostri autori convenientemente inquadrati nello svolgimento della letteratura. Parte e mezzo fondamentale, dell'insegnamento letterario sia dunque lo studio dei testi e la conoscenza diretta degli autori piu' rappresentativi, attraverso i quali l'insegnante curera' di tracciare, con concretezza di riferimenti, un chiaro ed essenziale disegno storico della nostra letteratura. III CLASSE (ore 3). 1. Lettura e commento: a) di alcuni canti dell'Inferno di Dante, inquadrati nel disegno generale della cantica; b) di opere e passi di opere scelte tra le piu' rappresentative dei maggiori poeti e scrittori dei secoli XIII, XIV e XV, con particolare riguardo a Dante, Petrarca e Boccaccio. 2. Composizioni scritte su argomenti che rientrino nella esperienza di vita e di cultura degli alunni. 3. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di divulgazione e simili. IV CLASSE (ore 3). 1. Lettura e commento: a) di alcuni canti del Purgatorio di Dante inquadrati nel disegno generale della cantica; b) di opere e passi di opere scelte tra le piu' rappresentative dei maggiori poeti e scrittori dei secoli XVI, XVII e XVIII, con particolare riguardo all'Ariosto, al Machiavelli, al Tasso, al Panini, al Goldoni, all'Alfieri. 2. Composizioni scritte su argomenti che rientrino nella esperienza di vita e di cultura degli alunni. 3. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di divulgazione e simili. V CLASSE (ore 3). 1. Lettura e commento: a) di alcuni canti del Paradiso di Dante, inquadrati nel disegno generale della cantica; b) di opere e passi di opere scelte tra le piu' rappresentative dei maggiori poeti e scrittori dei secoli XIX e XX, con particolare riguardo al Foscolo, al Leopardi, al Manzoni, al Carducci, al Pascoli, al D'Annunzio, al Verga e ai contemporanei. 2. Composizioni scritte su argomenti che rientrino nella esperienza di vita e di cultura degli alunni. 3. Letture domestiche, consigliate e guidate dall'insegnante, di opere narrative, biografiche, di divulgazione e simili Storia BIENNIO I CLASSE (ore 2). Cenni sulle civilta' dell'Oriente antico. Principali vicende della narrazione biblica. Antichi popoli mediterranei. Origini e sviluppo della civilta' greca. Ordinamenti sociali e policici delle piu' importanti citta' greche. Colonizzazione mediterranea con speciale riguardo all'Italia. Eta' di Pericle. Massimo splendore dell'arte e della cultura greche. Guerre peloponnesiache. Egemonia spartana, tebana e mecedone. Impero di Alessandro Magno. Il pensiero politico - economico dei massimi pensatori della Grecia. Antichi abitatori dell'Italia e origini di Roma. Periodo regio. Espansione romana nella penisola e nel Mediterraneo. Istituzioni repubblicane. Guerre civili e crisi della Repubblica. II CLASSE (ore 2). Costituzione dell'Impero Romano. Vita economica e sociale. Il diritto, la cultura e l'arte. Impero e Cristianesimo, fino al secolo IX. - La Chiesa in Occidente e il Papato. La crisi dell'Impero e i barbari: Medio evo barbarico: societa' e istituzioni. Il feudalesimo: aspetti economico-sociali. Gli arabi: religione e conquiste. Impero Carolingio. Papato e Impero: lotte di supremazia. I Normanni. I Comuni, le Crociate e la rinascita dell'economia. Cultura medievale. TRIENNIO III CLASSE (ore 2). Formazione delle monarchie occidentali. Dominio svevo in Italia. Signorie e principati. Guerre di equilibrio. Civilta' del Rinascimento. Viaggi, scoperte geografiche e loro effetti economici. Europa e Italia nel '500. Riforma e Controriforma. L'Europa e l'Italia nel Seicento. IV CLASSE (ore 2). Guerre di successione, in Europa. Vita economica e sociale, civilta' e cultura europea nel Settecento. Illuminismo e riforme. Colonie latine e inglesi in America. Rivoluzione americana e costituzione degli Stati Uniti di America. Rivoluzione francese e sue ripercussioni in Italia e in Europa. Periodo napoleonico. Restaurazione. Inizio del Risorgimento italiano. Rivoluzioni europee. V CLASSE (ore 2). Il 1848, il decennio di preparazione e le guerre del '59. Costituzione del Regno d'Italia e compimento dell'unita'. Origini della questione sociale e sviluppi del capitalismo. L'Italia dal 1901 al 1915; problemi interni e rapporti internazionali. L'espansione coloniale degli Stati europei e l'Italia. Progresso delle scienze e sviluppo delle industrie nei secoli XIX e XX. Estremo oriente. Le guerre mondiali. La Resistenza, la lotta di liberazione, la costituzione della Repubblica italiana; ideali e realizzazioni della democrazia. Tramonto del colonialismo e nuovi Stati nel mondo. Istituti e organizzazioni per la cooperazione tra i popoli Comunita' europea. Geografia I CLASSE (ore 3). Descrizione fisica e antropica dell'Italia e dell'Europa. Divisione politico-territoriale. Stati e loro governi. Descrizione generale fisica e antropica delle altre parti del mondo. Comunicazioni terrestri, marittime e aeree, con particolare riguardo all'Italia. Nozioni sull'approvvigionamento e commercio delle principali materie prime in Italia e sui principali prodotti di esportazione. Matematica Nell'insegnamento della geometria, pur rispettando il carattere prevalentemente deduttivo della materia, si avra' cura di non rinunziare ad opportuni ricorsi all'intuizione e all'esperienza, specialmente quando si tratti di stabilire concetti fondamentali. Tanto nella geometria quanto nelle altre parti della materia alcune dimostrazioni possono essere tralasciate, in vista della necessita' di giungere senza eccessivo indugio alla possibilita' di impiegare la matematica come strumento per gli insegnamenti tecnici. In tal caso, della proposizione non dimostrata sia limpidamente esposto ed illustrato il contenuto. I CLASSE (ore 5). Aritmetica. - Richiami sui numeri decimali limitati e periodici. Frazioni generatrici dei numeri decimiali periodici. Richiami sul sistema metrico decimale e sui sistemi non decimali: Proporzioni numeriche. Algebra. - Numeri relativi; pratica delle operazioni con numeri relativi. Calcolo letterale, con particolare riguardo alla trasformazione e semplificazione di espressioni letterali contenenti operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione. Prodotti notevoli; quadrato e cubo di un binomio: divisione di un polinomio per un monomio e fra due polinomi di una variabile. Regola di Ruffini. Casi semplici di decomposizione di un polinomio in fattori. Frazioni algebriche, operazioni su di esse. Calcolo del valore di una espressione intera o frazionaria per assegnati valori numerici delle lettere. Equazioni di primo grado ad una incognita. Sistemi di due equazioni di primo grado con due incognite. Problemi di 1° grado, possibilmente con carattere tecnico in relazione all'indirizzo dell'Istituto. Geometria. - Preliminari. Triangoli e poligoni. Uguaglianza delle figure piane desunta e trattata col movimento, con particolare riferimento ai triangoli. Uguaglianza tra gli elementi di un triangolo. Triangolo simili. Rette perpendicolari e rette parallele, Somma degli angoli interni ed esterni di un poligono. Disuguaglianza fra gli elementi di un triangolo. Parallelogrammi: proprieta' e casi particolari. Circonferenza e cerchio. Mutuo comportamento di rette e circonferenze o di circonferenze complanari. Angoli al centro ed angoli alla circonferenza. Poligoni regolari. Costruzioni con riga e compasso (problemi fondamentali). Aree di poligoni piani nei casi in cui gli elementi lineari che determinano l'area siano misurati da numeri razionali. Per cio' che riguarda questo argomento converra' richiamare prima le nozioni svolte nei precedenti corsi intorno al concetto di misura. Equivalenza delle figure piane desunta dal confronto intuitivo e sperimentale delle loro estensioni. Equivalenza delle figure poligonali. II CLASSE (ore 4). Aritmetica e algebra. - Cenno sui numeri reali come numeri decimali. Calcolo dei radicali e cenno sulle potenze ad esponente razionale. Equazioni di 2° grado. Esempi di equazioni facilmente riducibili al secondo grado. Esempi di semplici sistemi di equazioni di secondo grado o di grado superiore che ammettano una risolvente di secondo grado. Risoluzione e discussione (in casi molto semplici) di problemi di 2° grado che abbiano possibilmente carattere tecnico. Elementi di trigonometria. - Funzioni circolari; riduzione al 1° quadrante e al 1° ottante. Relazioni fra le funzioni circolari di uno stesso arco. Funzioni circolari di archi particolari. Relazioni tra i lati e gli angoli di un triangolo rettangolo. Geometria. - Approfondimento delle nozioni relative alla misura delle grandezze. Proporzioni tra grandezze come proporzioni numeriche tra le loro misure. Poligoni simili e cenno sulla similitudine di figure piane in generale. Aree delle figure poligonali. Regole per la misura della lunghezza della circonferenza e dell'area del cerchio; giustificazione intuitivo sperimentale. Lunghezza di un arco ed area di un settore circolare. Rette e piani nello spazio: ortogonalita' e parallelismo. Minima distanza di due rette sghembe. Diedri, triedri, angoloidi, prismi, parallelepipedi, piramidi. Cenno sui poliedri regolari. Principali nozioni sui tre corpi rotondi (cilindro, cono, sfera). Regole pratiche per la misura delle aree e dei volumi dei solidi studiati. Cenno sulle figure simili nello spazio. Fisica e laboratorio L'insegnamento della fisica, oltre a costituire fondamento essenziale per la cultura scientifica degli allievi, deve fornire le promesse necessarie per lo studio delle discipline di carattere tecnico-professionale. E' pertanto necessario che l'insegnante abbia sempre presenti le relazioni che intercorrono fra la fisica e le altre materie e dia ai vari argomenti uno sviluppo proporzionale alla loro importanza per i fini della preparazione professionale degli allievi. L'insegnamento sara' strettamente connesso con le esercitazioni di laboratorio e potra' essere svolto, in relazione a tale connessione, con un ordine diverso da quello indicato nel programma. Per le esercitazioni, d'altronde, il programma e' da considerarsi come puramente indicativo e si concretera' a cura dei singoli Istituti, in base al loro particolare indirizzo e ai mezzi che saranno via via disponibili. Le lezioni debbono avvalersi di una larga documentazione sperimentale; le esercitazioni individuali di laboratorio debbono condurre, attraverso l'osservazione del fenomeno e la misura delle grandezze che vi partecipano, alla deduzione delle leggi che lo governano. I CLASSE (ore 5). Meccanica. - Moto uniforme, vario e uniformemente vario; moto circolare e moto armonico; composizione dei movimenti. Moto di un corpo rigido: moto traslatorio e moto rotatorio. Forze, loro composizione e decomposizione. Coppie. Gravita' e baricentro. Macchine semplici. Leggi della dinamica. Forze centripeta e centrifuga. Pendolo. Lavoro. Energia e potenza. Conservazione dell'energia. Nozioni elementari sulle resistenze passive. Principali proprieta' dei liquidi e dei gas. Cenni sul moto dei liquidi. Pompe. Acustica. - Moto vibratorio e suono. Carattere del suono e sua propagazione. Interferenze sonore e risonanza. Termologia. - termometria dilatazioni termiche. Calorimetria, propagazione del calore. Cambiamento di stato. Il calore come energia: cenni sui principi della termodinamica e sul funzionamento delle macchine termiche. LABORATORIO - Metrologia meccanica. Uso di bilance e dinamometri. Misure di densita'. Misure di lunghezza e di angoli. Misure di tempo e di velocita'. Misure di temperatura e di quantita' di calore. Verifica delle principali leggi. II CLASSE (ore 5). Elettrologia. - I fenomeni principali di elettrostatica; condensatore. La corrente elettrica continua e i suoi effetti. Magnetismo ed elettromagnetismo. Induzione elettromagnetica. La corrente alternata. Principio di funzionamento delle macchine generatrici di corrente, dei motori elettrici e dei trasformatori. Cenno sulle correnti ad alla frequenza. Nozioni sulla costituzione della materia e sulla radioattivita'. Cenni di elettronica. Ottica. - Propagazione della luce, riflessione e rifrazione; specchi, prismi e lenti. I principali strumenti ottici. Dispersione della luce. Spettri. Interferenze, diffrazione e polarizzazione (cenni). Nozioni di fotometria. LABORATORIO. - Metrologia ottica ed elettrica con l'impiego degli strumenti piu' semplici e di uso piu' frequente nella pratica. Verifica delle principali leggi. Scienze naturali L'insegnamento delle scienze naturali si propone di dare ai giovani un'adeguata e razionale conoscenza, acquisita anche attraverso l'esperimento e l'osservazione diretta dei fenomeni biologici e geofisici, senza peraltro che tale conoscenza acquisti carattere esclusivamente informativo o si riduca a schematismi mnemonici. Nello svolgimento del corso si avra' cura di porre in particolare rilievo quanto ha riferimento ai successivi sviluppi degli insegnamenti professionali e all'indirizzo dell'Istituto. II CLASSE (ore 3). Generalita' sugli esseri viventi. - Strutture fondamentali, cellule e tessuti. Organi, apparati, sistemi, organismi. Zoologia. - Funzioni della vita animale ed apparati destinati a compierle. I grandi gruppi del regno animale. Nozioni di anatomia e fisiologia dell'uomo. Botanica. - Cellula e tessuti vegetali. Funzioni della vita vegetale e origani destinati a compierle. I grandi gruppi del regno vegetale. Mineralogia e geologia. - Minerali e rocce. Sostanze cristalline e amorfe. Principali rocce e loro caratteri. Cenni di geografia astronomica. - La Terra nello spazio ed il sistema solare. Geografia fisica. - Caratteri fisici della Terra. Litosfera e sua struttura. Azione modificatrice delle forze endogene e esogene. La forma della superficie terrestre. L'idrosfera. Il mare e i suoi fenomeni. Le acque continentali. L'atmosfera. I climi. Nozioni di igiene. Igiene del corpo. Igiene alimentare. Igiene dell'abitazione e dell'ambiente di vita e di lavoro. Malattie infettive contagiose, parassitarie. Malattie professionali. Soccorsi d'urgenza. Chimica e laboratorio L'insegnamento della chimica deve essere costantemente accompagnato da esperienze e, per alcune parti, da esercizi di applicazione che trovano il loro completamento nelle esercitazioni di laboratorio. Si avra' cura di dare particolare rilievo a quegli argomenti che trovano il loro sviluppo nei successivi insegnamenti professionali, e di far si che tutto il programma di chimica parta dai moderni concetti sulla costituzione della materia. II CLASSE (ore 5). La materia. Molecole ed atomi. Peso atomico e molecolare. Simboli e formule. Valenze. Reazioni ed equazioni chimiche. Legge della conservazione della massa. Cenni di stechiometria. Aria. Composizione in peso e in volume. Ossidi ed anidridi. Aria liquida e gas rari. Acqua. Composizione dell'acqua. Legge delle proporzioni definite. Elettrolisi. Legge dei volumi. Legge di Avogadro. Basi. Acidi. Sali. Le acque naturali potabili e minerali. Acqua ossigenata. Metalloidi e metalli. Idrogeno. Ossigeno. Combustioni. Fiamme. Reazioni endotermiche ed esotermiche. Ozono. Alogeni: cloro, fluoro, bromo, iodio e loro composti principali. Solfo. Acido solfidrico. Anidride solforosa. Anidride solforica. Acido solforico e derivati. Selenio. Azoto. Ammoniaca. Sali d'ammonio. Composti ossigenati dell'azoto. Legge delle proporzioni multiple. Acido nitrico e nitrati. Fosforo. Acido fosforico e fosfati. Arsenico. Antimonio. Carbonio. Diamante e grafite. Carboni naturali e artificiali. Ossido di carbonio. Anidride carbonica. Carbonati. Generalita' sui principali composti organici. Silicio. Anidride silicica. Quarzo. Opale. Acido silicico. Silicati. Vetri. Boro. Acido borico e borati. Sodio. Potassio. Rame. Calcio, Magnesio. Zinco. Mercurio. Alluminio. Stagno. Piombo. Cromo. Manganese. Ferro. Nichelio di ogni elemento: minerale, preparazione, qualche composto piu' importante). Leghe metalliche. Metalli nobili. Radio e sostanze radioattive. LABORATORIO. - Apparecchiature di uso comune di laboratorio e loro impiego. Operazioni preliminari: soluzione, cristallizzazione, sublimazione, distillazione, evaporazione, fusione, solidificazione, separazione. Reazioni chimiche semplici. Saggi per via secca. Disegno Scopo di questo insegnamento e' portare rapidamente gli allievi alla sicura conoscenza delle regole di rappresentazione grafica. Pur dando adeguata importanza al graficismo, occorre evitare che questa disciplina si riduca a semplice manualita'; l'allievo deve sapere disporre razionalmente le rappresentazioni nel foglio e deve rendersi conto di ogni linea e di ogni sogno convenzionale. Sara' cura dell'insegnante di fornire notizie tecnologie sugli oggetti rappresentati, in misura adeguata alla preparazione ed all'eta' dei giovani. Il programma, per quanto si riferisce al disegno tecnico, potra' essere in parte differenziato in relazione all'indirizzo dell'Istituto. Frequenti interrogazioni sui disegni eseguiti o in corso di esecuzione gioveranno ad assicurare al disegno carattere di razionalita'. I CLASSE (ore 6). Problemi di geometria piana interessanti le applicazioni tecniche. Scale di proporzione. Scritturazioni. Proiezioni ortogonali o assonometriche. Cenni di prospettiva. Esercitazioni di prospettiva intuitiva. Semplici applicazioni del chiaroscuro e del colore. Sezioni piane di solidi. Sviluppo di superfici di solidi. II CLASSE (ore 4). Casi semplici di intersezioni di solidi. Norme unificate sui disegni tecnici. Schizzi quotati dal vero e loro trasporto in scala di elementi e di semplici organi meccanici propri; della tecnica industriale e rispondenti anche a criteri estetici razionali. Lingua straniera Allo scopo di ottenere un livello comune di preparazione possibilmente omogeneo, sara' opportuno che l'insegnante sia guidato non tanto dalla preoccupazione di un riepilogo sistematico della grammatica, quanto dall'intento d'iniziare il colloquio nella lingua straniera su argomenti familiari e di accertare, nello stesso tempo, il grado di conoscenza della lingua nei singoli allievi. Egli adeguera' a questo criterio lo svolgimento del programma, che dovra' consentire al discerite di esprimersi sia oralmente, sia per iscritto, nella lingua straniera quale oggi si parla: lingua viva, semplice come quella che si coglie nella conversazione, nelle cronache dei giornali, nella corrispondenza epistolare. Tutto cio' non esclude la necessita' dello studio della grammatica che dovra' per essere limitato all'indispensabile, ogni qualvolta lo richiedano le forme, i modi e il lessico del colloquio fra l'insegnante e la scolaresca, iniziato su argomenti giornalieri, che seguiranno una certa linea di svolgimento dettata dall'interesse immediato dell'allievo. La conversazione sara' svolta anche per iscritto, cioe' l'insegnante dettera' delle frasi che implichino una breve risposta. Questo lavoro, che dipende tutto dall'abilita' dell'insegnante e che non puo' non suscitare interesse nei discenti, che se ne sentono parte attiva, sara' affiancato da frequenti letture opportunamente scelte su argomenti familiari e professionali, che contribuiranno ad arricchire il vocabolario della conversazione. In questo modo saranno poste le basi per brevissime composizioni sia su argomenti della conversazione, sia sotto forma di riassunti di letture. Si ricorrera' alla traduzione nella lingua straniera solo come esercizio sussidiario, che non dovra' mai essere fine a se stesso o mero controllo della conoscenza della grammatica. In ogni modo essa dovra' essere preparata con vocaboli e costrutti gia' appresi nell'esercizio orale precedentemente svolto, ad evitare, particolarmente nei primi anni d'insegnamento, lo impiego del dizionario e la dura prova di dar forma straniera al pensiero italiano; compito in cui puo' riuscire solo chi ha gia' una conoscenza intima della lingua, straniera. Si dovra' altresi' evitare lo studio della fraseologia degli aggruppamenti di vocaboli e di costrutti che, soltanto se appresi attraverso ripetute pazienti conversazioni e letture, entrano incircolo: se affidati invece ad un arido esercizio mnemonico, sono destinati a rimanere labilmente impressi al solo fine di contingenti necessita' scolastiche. I CLASSE (ore 3). Lettura e conversazione, con richiami grammaticali, di brani narrativi e di brani relativi alla civilta' del popolo di cui si studia la lingula, con particolare riferimento all'indirizzo tecnico professionale del corso di studi. Dettati e composizioni nella lingua straniera. Traduzioni dalla lingua straniera in italiano e dall'italiano nella lingua, straniera. II CLASSE (ore 3). In questa classe si proseguira' e si approfondira' il lavoro indicato per la prima classe, estendendo la lettura, la conversazione e la composizione e le altre esercitazioni scritte. Si fara' in nodo che gli alunni si servano sempre piu', parlando e scrivendo, della lingua straniera, in modo da acquistare un possesso piu' sicuro. Traduzioni dalla lingua straniera in italiano e dall'italiano nella lingua straniera. Complementi tecnici di lingua straniera L'insegnamento della lingua straniera, dopo la seconda classe, rappresenta la continuazione dello studio linguistico iniziato nel biennio ed ha finalita' strettamente applicative alla professione. Si richiede pertanto dall'insegnante non soltanto il possesso della lingua, in senso generale, ma anche un'adeguata conoscenza della materia tecnica ai hati di un'esatta traduzione. III CLASSE (ore 2). Numerosi esercizi di traduzione dalla lingua straniera di brani natti da riviste, manuali tecnici, cataloghi, corrispondenze commerciali di carattere tecnico preventivi tecnici e simili. Elementi di diritto e di economia L'insegnamento dovra' essere svolto con particolare riguardo all'indirizzo dell'Istituto. I vari argomenti saranno trattati in modo pratico nell'intento di informare i giovani con precisione delle norme di diritto positivo esistenti nella materia trattata e di avviare gli allievi alla retta interpretazione di esse. V CLASSE (ore 2). Nozioni generali sul diritto. La norma giuridica e le sue fonti. Diritto delle persone fisiche e persone giuridiche. I diritti reali. La proprieta' e le azioni tutelari. Servitu' prediali; azioni relative. Il possesso e le azioni possessorie. Le obbligazioni: nozione e classificazione. I contratti: elementi costitutivi. Cenni generali sui contratti di vendita, di locazione, di mandato, di mutue, di rendita. L'impresa commerciale. Le societa'. I titoli di credito. La cambiale. I brevetti industriali. Marchi di fabbrica e di commercio. Il fallimento: nozioni generali. Linee fondamentali dell'ordinamento costituzionale e dell'ordinato ente amministrativo dello Stato italiano. Nozioni di economia politica. Bisogni, utilita' e valore. La produzione e i suoi fattori. L'automazione. L'economia dell'impresa. Costo di produzione. Concentrazione industriale. Legge della domanda e dell'offerta. Prezzo in regime di concorrenza e in regime di monopolio. Il lavoro: legislazione sul lavoro. Legislazione sociale e assicurazioni obbligatorie. Rapporti tra capitale e lavoro. Esercitazioni nei reparti di lavorazione Le esercitazioni hanno lo scopo sia di offrire all'allievo, nell'eta' piu' adatta, le basi di un indispensabile addestramento tecnico, sia di costituire la premessa alla metodologia che informa ogni processo produttivo. Questo primo con atto operativo degli allievi con la materia e con i mezzi di lavoro e di controllo prelude efficacemente agli apprendimenti tecnologici e all'ulteriore sviluppo delle esercitazioni pratiche specifiche di ogni singola specializzazione. Pertanto le esercizioni saranno effettuate con opportuna rotazione delle diverse squadre di ciascuna classe e vi saranno impartite le semplici ma indispensabili nozioni tecnologiche, relative alle varie lavorazioni. I CLASSE (ore 4). Lavorazioni manuali sui materiali piu' comuni impiegati nelle industrie. II CLASSE (ore 4). Continuazione delle lavorazioni manuali o prime semplici operazioni a macchina sui piu' comuni materiali impiegati nelle industrie. Nota - Per l'insegnamento della Religione, dell'Educacazione fisica e dell'Educazione civica si fa riferimento ai programmi vigenti. I INDIRIZZO PARTICOLARE PER LE ARTI FOTOGRAFICHE Perito industriale per le arti fotografiche Il perito industriale per le arti fotografiche deve esercitare funzioni tecniche in tutte le applicazioni industriali della fotografia e della cinematografia. Pertanto, oltre a possedere le nozioni scientifiche e tecniche di base, egli deve saper usare correttamente gli apparecchi fotografici e cinematografici di ripresa, esposimetri, ingranditori, proiettori fissi e animati ecc. deve inoltre conoscere i procedimenti chimici ed ottici di stampa, di ritocco, di ingrandimento nella fotografia in bianco e nero ed a colori, artistica, scientifica e industriale, nonche' i procedimenti fotomeccanici per l'ottenimento dei cliches a tratto ed a retino e le applicazioni all'offset per rotocalco e per serigrafia. Deve infine essere in grado di analizzare i prodotti chimici di uso corrente nei laboratori fotografici e di preparare con sicurezza un preventivo di spesa per qualsiasi lavoro nel ramo. Il perito industriale per le arti fotografiche puo' esercitare la professione libera, nei limiti consentiti dalle disposizioni vigenti e puo' occupare posti di insegnante tecnico-pratico nei laboratori e nei reparti di lavorazione delle scuole e degli istituti di istruzione tecnica e professionale e nei corsi per lavoratori dell'industria. Per il raggiungimento della preparazione necessaria allo esercizio delle attivita' professionali sopra indicate, il piano degli studi e' stato formulato in modo da distribuire opportunamente nel triennio, orari e programmi relativi alle particolari materie della specializzazione, come risulta dalle pagine che seguono. Corso triennale per le arti fotografiche Parte di provvedimento in formato grafico Matematica In questo insegnamento verra' dato agli elementi di analisi, limitati alle cose essenziali, uno sviluppo piu' o meno ampio, in reazione all'indirizzo speciallizzato dell'Istituto. Per le regole di derivazione, per l'uso degli integrali indefiniti e nel calcolo degli integrali definiti, l'insegnante puo' limitarsi ai soli enunciati, illustrandoli con opportuni esempi e applicandoli a numerosi esercizi, che, come per ogni altro argomento del programma, debbono, possibilmente, avere riferimenti tecnici. III CLASSE (ore 3). Algebra. - Cenno sulle potenze ad esponente reale. Equazioni esponenziali e logaritmi. Uso delle tavole logaritmiche ed applicazioni al calcolo di espressioni numeriche. Uso dei regolo calcolatore. Progressioni aritmetiche e geometriche; media aritmetica semplice e ponderale, media geometrica. Elementi di geometria analitica. - Ascisse dei punti di una retta; coordinate cartesiane ortogonali nel piano e nello spazio. Concetto di funzione di una variabile e corrispondente rappresentazione grafica; studio delle funzioni: ax + b; axx; axx + bx + c; a/x; a; log x Equazione della retta e della circonferenza. Equazione delle coniche e qualche proprieta' elementare che ne deriva. Cenno sulla risoluzione grafica delle equazioni. Coordinate logaritmiche e loro impiego. Trigonometria. - Grafico delle funzioni circolari. Formule di addizione, duplicazione e bisezione degli archi. Identita' ed equazioni trigonometriche. Relazioni tra lati ed angoli di un triangolo. Risoluzione di un triangolo ed applicazioni numeriche con l'uso delle tavole e del regolo calcolatore. Coordinate polari nel piano. Applicazioni varie della trigonometria a problemi di carattere tecnico. IV CLASSE (ore 2). Algebra. - Regola per lo sviluppo di Parte di provvedimento in formato grafico con n intero e positivo. Elementi sulle frazioni continue in vista delle applicazioni pratiche. Numeri complessi. Operazioni relative; forma trigonometrica; formula di Moivre; radici ennesime dell'unita'. Nozioni sui vettori; loro legami coi numeri complessi. Elementi di analisi - Nozioni elementari sui limiti delle funzioni di una variabile e di una successione. Cenno sul numero "e". Logaritmi neperiani. Derivata di una funzione di una variabile e suo significato geometrico e fisico. Regole per la derivazione di una somma, di un prodotto, di un quoziente, di una funzione e delle funzioni elementari. Esempi di massimi e di minimi con il metodo delle derivate. Integrale definito significato geometrico e qualche illustrazione fisica. Concetto di integrale indefinito come primitiva di una data funzione. Nozioni intorno alla derivazione ed integrazione grafica. Quadratura approssimata delle aree plane. Planimetri. Chimica e laboratorio In questo insegnamento si dara' prevalente sviluppo allo studio dei prodotti maggiormente usati nella specializzazione. III CLASSE (ore 5). Chimica dei composti del carbonio: generalita', formule di struttura, isomeria. Serie grassa: idrocarburi e derivati alogenici, alcoli, aldeidi, chetoni, eteri, acidi, esteri, ammine, ammidi, aminoacidi, sostanze proteiche. Cianogeno e derivati, Saccaridi e polisaccaridi. Urea e derivati. Materie plastiche. Serie aromatica: benzolo ed omologhi superiori, drivati alogenati, acidi solfonici, nitroderivati, ammine aromatiche, diazocomposti, fenoli, chinoni, alcoli, aldeidi, acidi. Composti eterociclici. Tannini. LABORATORIO. - Analisi qualitativa elementare, con particolare riferimento alla materia della specializzazione. Meccaniche e macchine Il corso si svolgera' con costante riferimento alle applicazioni industriali. Si fara' largo uso di applicazioni numeriche con impiego delle unita' di misura industriali e, preferibilmente, servendosi di dati misurati direttamente dagli alunni. III CLASSE (ore 2). Meccanica. - Statica: equilibrio, composizione e decomposizione di forze. Momenti. Coppie. Centri di gravita'. Cinematica: moto, velocita', accelerazione. Moto circolare. Composizione dei movimenti. Dinamica: principio d'inerzia. Lavoro. Energia di moto e di posizione. Principio della conservazione dell'energia meccanica. Potenza. Cenni sulle sollecitazioni e sulla resistenza dei materiali: sollecitazioni semplici. Meccanica applicata alle macchine: trasmissione del movimento. Resistenze passive. Lubrificazione. Molle. Macchine. - Moto dei liquidi nei condotti. Principi di funzionamento delle pompe idrauliche. Principi di funzionamento dei ventilatori e dei compressori. Disegno applicato all'arte fotografica Lo studio sara' rivolto in modo speciale sugli effetti della luce e delle ombre poiche' questa disciplina prepara l'alunno al ritocco dei negativi e dei positivi, all'uso dell'aerografo ed al ritocco chimico. Ampio sviluppo sara' dato al disegno della figura umana e del panneggio. III CLASSE (ore 4). Schizzi dal vero di raggruppamenti di oggetti da fotografare. Impiego del chiaroscuro e del colore. Disegno di inquadratura di figura animate, di motivi architettonici e di paesaggi. IV CLASSE (ore 4). Disegno di fotomontaggi. Composizione di scritture. Progetto di montaggio di disegni e di fotografie. Studio di particolari di modelli viventi. V CLASSE (ore 4). Composizione di nature morte con sorgenti di luce diverse. Studio della figura umana nell'ambiente scenografico. Studio di bozzetti per mostre, vetrine ecc. Tecnologia fotografica e cinematografica In questo insegnamento sara' opportuno fare largo uso di raccolte di materiali didattici, antichi e moderni, nonche' dei materiali sensibili piu' usati nella fotografia in bianco e nero ed a colori. III CLASSE (ore 5). Richiami di ottica, con particolare riguardo alla fotometria. Grandezze fotometriche e loro misura. Sorgenti luminose monocrome e policrome; trasmissione della luce, onde, oscillazioni, lunghezza di onda, frequenza e velocita'. I mezzi ottici. L'obiettivo elementare. Le lenti addizionali. Diaframma di campo e di luminosita', apertura relativa. Descrizione dei diaframmi. Otturatore. Il telemetro. Il teleobiettivo. Profondita' di campo e di nitidezza. L'apparecchio fotografico. Descrizione particolareggiata. I filtri: descrizione dei filtri. Filtri attinici e inattinici. Filtri polarizzatori. Filtri di selezione. L'apparecchio fotografico per fotomeccanica. La cinecamera. L'ottica delle cinecamere. Il passo. La registrazione sonora. Registrazione ottica. Registrazione magnetica. Il processo negativo; descrizioni preliminari. IV CLASSE (ore 5). Le leggi della fotochimica. Le emulsioni per negativi. I supporti per negativi. Ortocromatismo e pancromatismo. Classificazione dei negativi per fotografia, per fotomeccanica, per cinematografia. La pellicola cinematografica: pellicola muta e sonora. L'alo e lo antialo. Gli esposimetri. Sensitometri fotoelettrici. Esposimetri ottici. Il circuito di registrazione ottica e magnetica in cinematografia. Il microfono, l'amplificatore. Galvanometri. Oscillografi. Registrazione ed area variabile, a densita' variabile. Gli sviluppi per negativi fotografici, per fotomeccanica, per cinematografia. Bagni di fissaggio e speciali di ritocco. Originali al tratto e a mezza tinta. Il retino; la funzione del retino in fotomeccanica. La fotoincisione. La fotolito. La fotocalcografia. La proiezione in cinematografia. Descrizione del proiettore; proiettori professionali e a passo ridotto. Esercitazioni di laboratorio tecnologico sui bagni descritti durante lo svolgimento del programma. V CLASSE (ore 3). Il processo negativo, positivo. Gli ingranditori. I bromografi; bromografi per fotomeccanica. Bagni per positivi fotografici. Bagni per il processo positivo (speciali). I supporti per positivi. L'inversione. Processi di inversione. La pellicola per inversione. Viraggi; viraggi per mordenzatura. La selezione. Le maschere di selezione. Circuito di proiezione sonora ottica e magnetica. Le macchine di stampa in cinematografia. Le sviluppatrici cinematografiche. Fotografia scientifica: all'ultravioletto, ai raggi X, ai raggi infrarossi. Micro e macro-fotografia. Il laboratorio fotografico per il processo negativo, positivo in bianco e nero, professionale, industriale, commerciale. Sistemazione di un laboratorio: impianti relativi, bilancio di esercizio. Bagni di applicazione sul positivo fotografica e di ritratto. La luce al lampo; il lampo elettronico. La fotografia a colori. Le emulsioni per il colore. Negativo. Positivo. Inversione a colori. I bagni per il colore. Processi a colori: descrizione. Le pellicole cinematografiche per il colore. Calcolo e schemi di progettazione elementari di obiettivi fotografici e cinematografici. Il laboratorio per il colore: professionale, industriale, commerciale; impianti relativi e bilanci di esercizio. Esercitazioni di laboratorio sulla applicazione dei bagni studiati, con particolare riguardo ai bagni applicati al processo fotografico a colori. Merceologia, chimica, ottica fotografica e laboratorio Questo insegnamento trovera' il suo necessario completamento nelle esercitazioni pratiche dei laboratori di chimica, di tecnologia e di fotomeccanica. IV CLASSE (ore 5). I colloidi. Amminoacidi. Polipeptidi. La gelatina e le sue funzioni. Il cristallo di bromuro d'argento; fabbricazione dell'emulsione. Emulsioni neutre ed ammoniacali: precipitazione, maturazione, fusione. Centri di sensibilita' e loro funzioni. Emulsioni al cloruro e al clorobromuro d'argenti. Le emulsioni alle colle bicromatate e le emulsioni di trasporto. L'immagine latente. Lo sviluppo. Il potenziale di ossido. Riduzione e il pH. I rilevatori fotografici: descrizione chimico merceologica. Funzione del bromuro. Funzione del solfito. Energia di rivelatori. Il contrasto. Bivelatori a grana fina; per toni caldi. Bagni speciali, loro finzione chimico fotografica: descrizione. Fotometria applicata al campo fotografico. Prismi di dispersione, a riflessione, diottri e catottri. Diottro sferico; punti e piani focali; punti e piani nodali. Le lenti sferiche; applicazione agli obiettivi fotografici. Fotometria. Cromatismo e acromatismo: equazione di acromatimo per due lenti, deduzioni ed applicazioni. Acromatismo e apocromatismo. Esercitazioni al refrattometro per la misura di indici di rifrazione. Esercitazioni allo spettrografo fotografico. Riconoscimento di emulsioni orto e pancromatiche. LABORATORIO. - Esercitazioni di inalisi qualitativa, con particolari applicazioni alla ricerca di elementi e composti impiegati nel campo fotografico. La misura del pH dei bagni. V CLASSE (ore 4). Sensitometria; concetti di rapidita' e di opacita'. La curva sensitometrica. Densitometri e misure relative. I sensitometri; sistemi di misura della sensibilita'. Le aberrazioni e loro correzione. Il sistema ottico. Corrispondenza di diaframmi. Luminosita', potere risolutivo. Cromofori e auxocromi. Le cianine e il cromatismo dell'emulsione fotografica. Vibrazioni. Frequenza. I pigmenti. Le molecole colorate e coloranti, L'emulsione a colori, a supporti separati, a strati sovrapposti. I copulanti secondo i vari sistemi commerciali della fotografia a colori. Le diamine. Le diamine N sostituite. I cromogeni. L'azione sui copulanti. Alfa naftoli. Acetacetanilidi; pirazoloni e derivati. Bagni a colori e loro funzioni. I complessanti e loro applicazione. Sbianca e sbianca fissaggio. Esercitazioni pratiche di applicazione. Studio delle aberrazioni. Esercitazioni al densitometro, al sensitometro. Tracciamento di curve di sensibilita' di emulsioni fotografiche. Misure di spettrosensitometria. LABORATORIO. - Ricerca dei componenti incogniti di bagni per fotografia. Saggi di purezza e di accettazione di prodotti fotografici di largo impiego. Analisi colorimetriche applicate ai bagni di sviluppo. Economia aziendale L'insegnamento dovra' essere integrato con esercizi numerici e preventivi di costo di determinati lavori per una piccola e media industria fotografica. V CLASSE (ore 2). Azienda. Concetto, elementi costitutivi, finalita', capitale fisso e circolante. Inventario. Previsioni. Le scritture nelle imprese. Libri obbligatori. Determinazione del costo della mano d'opera. Sistemi di retribuzione. Vendita. Offerte. Rapporti con terzi. Le scritture contabili. Rilevazione dei prezzi di costo. Servizi. Spese generali. Oneri fiscali. Studio particolare della piccola, media e grande azienda tipografica. Storia dell'arte fotografica e degli stili L'insegnamento dovra' essere integrato con la esecuzione di schizzi dal vero o da modelli. IV CLASSE (ore 2). Storia degli stili. - Cenni sull'arte egiziana, assira e babilonese. L'arte classica: dall'arte greca arcaica al periodo ellenistico e dall'arte etrusca all'arte repubblicana e imperiale romana. Il medioevo in Italia, dall'arte paleocristiana sino a tutto il XII secolo. Storia dell'arte fotografica. - Origine dell'arte fotografica. Scoperte di Niepce, Talbott, Nader, Mill. La scuola moderna di fotografia. V CLASSE (ore 2). Storia degli stili. - Il Duecento e il Trecento in Italia. Il Quattrocento ed il Cinquecento. Il Seicento ed il Settecento. Il Neoclassicismo. Principali correnti figurative dell'Ottocento, Cenni sulle tendenze, dell'arte moderna e contemporanea. Storia dell'arte fotografica. - Storia del cinema. Il cinema francese, americano, italiano. Il cinema del dopoguerra. Esercitazioni nei reparti di lavorazione Il corso consistera' in una serie di operazioni pratiche con programma convenientemente ripartito per ogni tipo di esercitazione, a cura del Capo di Istituto, di intesa con gli insegnanti delle materie tecniche corrispondenti. L'alunno, di massima, dovra' compilare una breve relazione tecnica sui risultati conseguiti. III CLASSE (ore 9). IV CLASSE (ore 12). V CLASSE (ore 13). Fotografia artistico-scientifica. - Uso dalla macchina fotografica, sue parti, montaggio e smontaggio lastra, apparecchi di controllo. Esercitazioni per le riproduzioni monocromatiche al tratto ed a mezza tinta. Sviluppo e stampa dei fototipi ripresi. Ripresa in esterno a carattere dilettantistico di soggetti vari con apparecchi a mano, e sviluppo dei negativi. Sviluppo e stampa a grana fine e finissima, per preludio all'ingrandimento, da fototipi impressionati. Ripresa fotografica a carattere pubblicitario di soggetti a semplice, composizione. Sviluppo e stampa per contratto ed ingrandimento. Riproduzioni policromatiche con resa in bianco e nero Sviluppo e stampa. Ripresa fotografica relativa al ritratto artistico con impostazioni dell'illuminazione per soggetti semplci e complessi e con l'uso dell'apposito materiale sensibile. Sviluppo e stampa per contatto ed ingrandimento. Ripresa fotografica a carattere stereoscopico. Sviluppo stampa dei fototipi diversi. Ripresa fotografica con materiale sensibili all'infrarosso. Sviluppo e stampa. Riprese fotografiche di complessi e particolari architettonici in interno ed esterno. Ripresa fotografica con materiale sensibile all'ultravioletto. Fotografla industriale. - Esercitazioni elementari sull'uso della macchina fotografica. Riprese dimostrative di negativi fotografici. Stampa a contatto con carta al clorobromuro da negativi prelevati. Ripresa fotografica in esterno. Stampa a contatto e per ingrandimento da negativi. Sviluppo e stampa per contatto ed ingrandimento, con diversi tipi di carta. Ripresa fotografica con il lampo elettronico. Stampa di diapositive. Stampa su vetri e su pergamena. Stampa per ingrandimento a grandi dimensioni. Ripresa fotografica con materiale invertibile in interni ed esterni. Riprese fotografiche con materiale negativo a colori. Selezione tricromica e relativa stampa con procedimento dye-transfer Kodak. Stampa di positivi con procedimento Flexichrome in bianco e nero adatti alla successiva colorazione. Fotomeccanica. - Ripresa fotografica da originali in bianco e nero, al tratto e a mezza tinta, per fotoincisione. Sviluppo dal negativo ed eventuale ritocco chimico. Ripresa fotografica in tricomia da originali a colori per fotoincisioni. Sviluppo dei negativi ed eventuale ritocco chimico. Ripresa fotografica da originali in bianco e nero ed a mezza tinta per fotolitografia. Ripresa fotografica da originali policromi per fotolitografia. Sviluppo dei negativi e riproduzione dei positivi. Uso del retino per contatto. Ripresa fotografica da originali a mezza tinta ed a colori per fotocalcografia. Sviluppo del negativo e riproduzione del positivo. Esercitazioni di cromia sul negativo e positivo fotolitografico e fotocalcografico. Ritocco fotografico. - Esercitazioni graduali di ritocco per spuntinatura di copie fotografiche positive. Ritocco anatomico su copie fotogafiche positive. Ritocco per schiazzatura di ingrandimenti ripresi da vecchi originali. Ritocco su copie fotografiche negative, industriali ed artistico-scientificbe. Ritocco chimico per indebolimento, superficiale proporzionale, superproporzionale, di copie fotografiche, negative e positive. Ritocco chimico per rinforzo, graduale e totale, di copie fotogriafiche, negative e positive. Ritocco su ritratto artistico, in copia negativa e positiva. Ritocco all'aerografo su copie fotografiche a carattere artistico-scientifico. Cinematografia - Ripresa e stampa. - Classificazione dei films a seconda: del soggetto (spettacolare od artistico, documentario, scientifico, ecc.), delle caratteristiche tecniche (muto, sonoro, in bianco e nero, a colori, stereoscopico, a passo normale, a passo ridotto, per cartoni animati, ecc.). Organizzazione e tecnica di presa. Macchina da presa: uso e manutenzione. Ripresa cinematografica in esterno, bianco e nero, di soggetti animati con particolare riguardo ai primi piani di personaggi e di oggetti, di panoramiche e di scene d'insieme. Sviluppo e stampa dei films stessi. Ripresa cinematografica di soggetti animati illuminati naturalmente ed artificialmente con apposite pellicole a colori per il processo negativo, positivo e di inversione. Sviluppo e stampa dei films ripresi. Cinematografia - Proiezione. - Esercitazioni ai quadri di presa della corrente continua ed alternata, al cambio delle valvole, all'applicazione dei fusibili, all'uso e manutenzione dei gruppi convertitori. Uso della lanterna: sorgenti luminose ad incandescenza, a filamento esteso, a filamento multiplo, a vapore di mercurio, ad arco. Gruppo condensatore diottrico, catadiottrico, catottrico. Uso e maneggio della pellicola nei diversi passi. Uso e manutenzione del proiettore cinematografico: organi meccanici, ottici, acustici, di raffreddamento ed antincendio. Proiezioni a carattere dilettantistico e professionale da films ripresi dagli allievi o prelevati da collezioni. II INDIRIZZO PARTICOLARE PER LE ARTI GRAFICHE Perito industriale per le arti grafiche Il Perito industriale per le arti grafiche e' chiamato ad esercitare funzioni organizzative del lavoro nell'industria grafica con l'impiego di diversi tipi di macchine, carta, inchiostri e procedimenti di riproduzione delle illustrazioni, nonche' ad assumere la direzione di reparti negli stabilimenti di questo ramo della produzione. Egli deve conoscere l'uso e le caratteristiche dei mezzi della composizione a mano e a macchina ed i vari procedimenti di stampa e legatoria, nonche' le peculiari caratteristiche dei diversi lavori, sia dal punto di vista puramente editoriale, sia sotto l'aspetto artistico e dello stile. Deve conoscere la regolazione e l'avviamento delle macchine grafiche di ogni tipo e l'uso delle attrezzature fotomeccaniche e di ogni altro mezzo ausiliario che interessa l'industria grafica. Deve inoltre essere in grado di eseguire un progetto di massima per la sistemazione dei reparti di uno stabilimento di arte grafica e di compilare preventivi analitici di lavoro. Il Perito industriale per le arti grafiche puo' esercitare la professione libera nei limiti consentiti dalle disposizioni vigenti, e puo' occupare posti di insegnante tecnico-pratico nei laboratori e nei reparti di lavorazione delle scuole e degli istituti di istruzione tecnica e professionale e nei corsi per lavoratori dell'industria. Per il raggiungimento della preparazione necessaria all'esercizio delle attivita' professionali sopra indicate, il piano degli studi e' stato formulato in modo da distribuire opportunamente, nel triennio, orari e programmi relativi alle particolari materie della specializzazione, come risulta dalle pagine che seguono. Corso triennale di Arti grafiche Parte di provvedimento in formato grafico Matematica In questo insegnamento verra' dato agli elementi di analisi, limitati alle cose essenziali, uno sviluppo piu' o meno ampio, in relazione all'indirizzo specializzato dell'istituto. Per le regole di derivazione, per l'uso degli integrali indefiniti e nel calcolo degli integrali definiti, l'insegnante puo' limitarsi ai soli enunciati, illustrandoli con opportuni esempi e applicandoli a numerosi esercizi, che, come per ogni altro argomento del programma, debbono, possibilmente, avere riferimenti tecnici. III CLASSE (ore 3). Algebra. - Cenno sulle potenze ad esponente reale. Equazioni esponenziali e logaritmi. Uso delle tavole logaritmiche ed applicazioni al calcolo di espressioni numeriche. Uso del regolo calcolatore. Progressioni aritmetiche e geometriche; media aritmetica semplice e ponderale, media geometrica. Elementi di geometria analitica. - Ascisse dei punti di una retta; coordinate cartesiane ortogonali nel piano e nello spazio. Concetto di funzione di una variabile e corrispondente rappresentazione grafica; studio delle funzioni: ax + b, axx; axx + bx + c; a/x; ax; log x Equazione della retta e della circonferenza. Equazione delle coniche e qualche proprieta' elementare che ne deriva. Cenno sulla risoluzione grafica delle equazioni. Coordinate logaritmiche e loro impiego. Trigonometria. - Grafico delle funzioni circolari. Formule di addizione, duplicazione e bisezione degli archi. Identita' ed equazioni trigonometriche. Relazioni tra lati ed angoli di un triangolo. Risoluzione di un triangolo ed applicazioni numeriche con l'uso delle tavole e del regolo calcolatore. Coordinate polari nel piano. Applicazioni varie della trigonometria a problemi di carattere tecnico. IV CLASSE (ore 2). Algebra. - Regola per lo sviluppo di Parte di provvedimento in formato grafico con n intero e positivo. Elementi sulle frazioni continue in vista delle applicazioni pratiche. Numeri complessi. Operazioni relative: forma trigonometrica; formula di Moivre; radici ennesime dell'unita'. Nozioni sui vettori: loro legami coi numeri complessi. Elementi di analisi - Nozioni elementari sui limiti delle funzioni di una variabile o di una successione. Cenno sul numero "e". Logaritmi neperiani. Derivata di una funzione di una variabile e suo significato geometrico e fisico. Regole per la derivazione di una somma, di un prodotto, di un quoziente, di una funzione e delle funzioni elementari. Esempi di massimi e di minimi con il metodo delle derivate. Integrale definito; significato geometrico e qualche illustrazione fisica. Concetto di integrale indefinito come primitiva di una data funzione. Nozioni intorno alla derivazione ed integrazione grafica. Quadratura approssimata delle aree piane. Planimetri. Chimica e laboratorio L'insegnamento, oltre ad avere carattere culturale e generico, deve fornire agli allievi gli elementi necessari per lo studio delle materie tecniche. Esso deve inoltre far conoscere agli allievi i materiali principali usati nella tecnica professionale e le prove sommarie per controllare la loro qualita' dal punto di vista pratico. L'insegnamento deve essere svolto facendo largo uso di esperienze, da eseguirsi sia nell'aula, sia nel laboratorio. III CLASSE (ore 3). Elementi di chimica organica: gruppi e composti principali della serie alifatica e della serie aromatica; principali composti ciclici ed aciclici. Elementi di chimica industriale: vetri, ceramiche, refrattari; materie plastiche; acque industriali e loro controllo; combustione e combustibili; lubrificanti. Serie elettrochimica degli elementi e fenomeni elettrolitici. Lo stato metallico - Principali leghe di uso industriale: preparazione e caratteristiche. Elementi sulla corrosione e nozioni sui mezzi protettivi. Nozioni generali sulle analisi chimiche con qualche applicazione per le piu' semplici e comuni interessanti la specializzazione. Meccanica e macchine Il corso si svolgera' con costante riferimento alle applicazioni industriali. Si fara' largo uso di applicazioni numeriche con l'impiego delle unita' di misura industriali e, preferibilmente, su dati numerici misurati direttamente dagli alunni. III CLASSE (ore 3). Meccanica Statica: equilibrio, composizione e decomposizione delle forze. Momenti. Coppie. Centri di gravita'. Cinematica: moto rettilineo, uniforme e uniformemente vario. Velocita', accelerazione e loro misura. Moto rettilineo, vario. Moto circolare uniforme. Moto armonico. Moto circolare vario, velocita' istantanea, accelerazione e sue componenti. Cenni sul moto curvilineo qualunque. Nozioni di cinematica dei sistemi rigidi. Composizione dei movimenti e delle velocita'. Dinamica: principio di inerzia. Lavoro e sua misura. Energia di moto e di posizione. Principio della conservazione della energia meccanica. Potenza. Momenti di inerzia. Resistenze passive: attrito radente e volvente; resistenza del mezzo. Sollecitazioni e resistenza del materiali: sollecitazioni semplici. Deformazioni. Carichi di sicurezza. Cenni sulle sollecitazioni composte. IV CLASSE (ore 3). Meccanica e macchine Meccanica applicata alle macchine. Trasmissione del movimento. Resistenze passive. Lubrificazione. Cenno sulle sollecitazioni dinamiche e sulla fatica. Volani e regolatori. Cenni sull'equilibrio statico e dinamico. Macchine idrauliche, termiche e pneumatiche. Moto dei liquidi nei condotti Principi di funzionamento delle pompe idrauliche. Cenno sulle motrici idrauliche. Principi di funzionamento dei ventilatori e del compressori. Nozioni sommarie sui motori termici e sui frigoriferi. Disegno applicato alle arti grafiche Lo scopo di questo insegnamento e' quello di sviluppare nell'alunno il senso del colore, dell'equilibrio dei bianchi e dei neri nella pagina stampata nonche' la pratica sull'uso e sull'accostamento delle famiglie di caratteri. Sara' data molta cura al bozzetto pubblicitario, alla copertina del libro, all'acquarello, alla tempera con le varie tecniche, ecc. I lavori devono poter essere riprodotti con i mezzi tipografici piu' in uso. III CLASSE (ore 6). Esecuzione di motivi ornamentali con impiego di chiaroscuro, con varie tecniche. Teoria e composizione dei colori. Applicazioni del colore con varie tecniche. Composizioni di lettere e cifre nei vari stili. IV CLASSE (ore 4). Progetti di copertine e frontespizi. Composizione di pagine e di elementi pubblicitari per affissione. Composizioni pubblicitarie per il commercio e l'industria. Progetto della edizione di un piccolo volume; Impaginatura, frontespizio, copertina, rilegatura. V CLASSE (ore 4). Progetti completi in ogni parte di edizioni di libri, cataloghi e riviste di vario tipo. Libri d'arte. Merceologia grafica La materia verra' svolta con l'uso di sussidi didattici, campioni, raccolte e tabelle. Dovra' essere dato sufficiente sviluppo ai processi di lavorazione dei diversi materiali e all'evoluzione degli stessi nel campo grafico. IV CLASSE (ore 3). Carta: materie prime e loro proprieta' chimiche e fisiche; fabbricazione della carta; vari tipi e qualita' di carte per stampa. Esami e prove tecnologiche. Inchiostri: costituenti, fabbricazione, tipi. Rulli: melasse, materie plastiche. Metalli e leghe matalliche. Prodotti per fotomeccanica. Uso degli apparecchi per prove tecnologiche. Tecnologia grafica In questo insegnamento dovra' essere sviluppato a fonda lo studio dei principali sistemi di stampa e di riproduzione grafica. Saranno utilizzate raccolte tecnologiche, modellini in scala, campioni vari. L'alunno dovra' conoscere la differenza di produzione delle macchine e le condizioni economiche per la riproduzione di un soggetto in modo da poter estendere un preventivo di lavoro. III CLASSE (ore 3). Sistemi principali di stampa e loro matrici. Caratteri tipografici: cenni di fabbricazione; tipometria. Macchine per stampa tipografica: a pressione piana, a pressione pianocilindrica ed arresto del cilindro. IV CLASSE (ore 4). Macchine per stampa tipografica: a doppio giro, a giro continuo, verticali. Mettifoglio automatici. Macchine automatiche. Stereotipia, galvanotipia, plastotipia. Macchine rotative tipografiche. Composizione meccanica: linotipia, monotipia. V CLASSE (ore 3). Procedimenti di produzione. Fotomeccanica per cliches al tratto e al retino, per matrici offset e rotocalco; elettronici. Macchine per stampa offset e rotocalco. Processi speciali di stampa e relative macchine; capacita' di produzione quantitativa e qualitativa. Allestimento degli stampati e rilegatura. Impianti grafici e disegno Questo insegnamento dovra' porre gli allievi in grado di procedere al rilievo di impianti esistenti ed alla stesura di progetti di massima, di piccole e medie industrie del ramo. E' opportuno dare adeguata importanza agli impianti complementari: luce, forza motrice, acqua, aria condizionata, aria compressa etc. V CLASSE (ore 3). Richiami e complementi di meccanica, macchine a fluido ed elettrotecnica. Fabbricati per impianti grafici. Tabelle di ingombro. Studi di massima per impianti tipografici, per offset, per rotocalco, per serigrafia e per litografia. Apparecchi di controllo e di misura. Sistemazione dei vari reparti. Fabbricati speciali per lavorazioni particolari. Economia aziendale L'insegnamento dovra' essere integrato con esercizi numerici e preventivi di costo di determinati lavori per una pienola e media industria. V CLASSE (ore 2). Azienda. Concetto, elementi costitutivi, finalita', capitale fisso e circolante. Inventario. Previsioni. Le scritture nelle imprese. Libri obbligatori. Determinazione del costo della mano d'opera. Sistemi di retribuzione. Vendita. Offerte. Rapporti con terzi. Le scritture contabili. Rilevazione dei prezzi di costo. Servizi. Spese generali. Oneri fiscali. Studio particolare della piccola, media e grande azienda tipografica. Storia dell'arte grafica e degli stili Somma importanza verra' data all'evoluzione tecnica dei sistemi di stampa. La storia degli stili verra' completata da schizzi eseguiti dagli alunni dal vero e da modelli. IV CLASSE (ore 2). Storia degli stili. - Cenni sull'arte egiziana, assira e babilonese. L'arte classica: dall'arte greca arcaica al periodo ellenistico e dall'arte etrusca all'arte repubblicana e imperiale romana. Il medioevo in Italia, dall'arte paleocristiana sino a tutto il XII secolo. Storia dell'arte grafica. - La scrittura. I primi libri. Il libro nell'antichita' greco-romana. Il libro nel medioevo cristiano. V CLASSE (ore 2). Storia degli stili. - Il duecento ed il trecento in Italia. Il quattrocento e il cinquecento. Il seicento e il settecento. Il Neoclassicismo. Principali correnti figurative dell'Ottocento. Cenni sulle tendenze dell'arte moderna e contemporanea. Storia dell'arte grafica. - Le origini della stampa. L'arte della stampa nel XVI secolo. L'epoca aldina in Italia. I grandi tipografi italiani e stranieri. L'arte della stampa, moderna e contemporanea romana. Vari processi grafici. Il libro d'arte. Evoluzione dei vari sistemi di stampa: tipografica, offset, rotocalco, litografia, serigrafia. Esercitazioni nei reparti di lavorazione L'alunno dovra' compiere il ciclo completo di esercitazioni senza specializzarsi in nessuno dei campi. Dovra' conoscere le varie famiglie di caratteri e l'accostamento delle varie famiglie. Dovra' essere curato il preavviamento e la regolazione delle varie macchine installate. Cura speciale sara' data alle esercitazioni di fotomeccanica per ricavare cliches al tratto, a retino, lastre per offset, per rotocalchi e quadri per serigrafia. III CLASSE (ore 10). Esercitazioni di composizione a mano e stampa tipografica sulle macchine a pressione piana. IV CLASSE (ore 12). Esercitazioni di composizione a mano, di stampa tipografica sulle macchine ad arresto del cilindro, sulle macchine a doppio giro e sulle macchine automatiche. Esercitazioni di tipografia, di lino, di mono, di offset, di rotocalco e di litografia. V CLASSE (ore 14). Esercitazioni di composizione a mano, stampa tipo sulle macchine a cilindro, sulle lino, mono, offset, rotocalco e macchine di legatoria. Esercitazioni di fotomeccanica. III INDIRIZZO PARTICOLARE PER LA CHIMICA CONCIARIA Perito industriale per chimica conciaria Il perito industriale per la chimica conciaria esplica la sua attivita' in tutte le lavorazioni dell'industria conciaria, sia dal punto di vista teorico, sia dal punto di vista pratico. Egli conosce le applicazioni dei prodotti delle industrie conciarie, dei coloranti e dei prodotti biochimici ed enzimatici e la tecnica di laboratorio nella ricerca scientifica e nel controllo del prodotti stessi. Deve possedere anche una buona specializzazione nel campo dei materiali grezzi e finiti, con particolare riferimento all'industria e al commercio delle pelli nazionali ed estere. Per la sua preparazione chimica generale ed analitica e per la competenza merceologica, egli e' quindi professionalmente indirizzato a dirigere la lavorazione negli stabilimenti conciari. La specifica conoscenza degli impianti di conceria e di produzione degli estratti concianti consente al Perito per la chimica conciaria di aspirare alle funzioni di capo reparto o di capo fabbrica anche in aziende per la produzione degni ausiliari dell'industria conciaria. Egli puo' esercitare la professione libera, nei limiti consentiti dalle disposizioni vigenti, e occupare posti di insegnante tecnico-pratico nei laboratori e nei reparti di lavorazione delle scuole e degli istituti di istruzione tecnica e professionale e nei corsi per lavoratori dell'industria. Per il raggiungimento della preparazione necessaria allo esercizio delle attivita' professionali sopra indicate, il piano degli studi e' formulato in modo da distribuire opportunamente, nei triennio, orari e programmi relativi alle particolari materie della specializzazione, come risulta dalle pagine che seguono. Corso triennale per la Chimica conciaria Parte di provvedimento in formato grafico Matematica In questo insegnamento verra' dato agli elementi di analisi, limitati alle cose essenziali, uno sviluppo piu' o meno ampio, in relazione all'indirizzo specializzato dell'Istituto. Per le regole di derivazione, per l'uso degli integrali indefiniti e nel calcolo degli integrali definiti, l'insegnante puo' limitarsi ai soli enunciati illustrandoli con opportuni esempi e applicandoli a numerosi esercizi, che, come per ogni altro argomento del programma, debbono, possibilmente, avere riferimenti tecnici. III CLASSE (ore 3). Algebra. - Cenno sulle potenze ad esponente reale. Equazioni esponenziali e logaritmi. Uso delle tavole logaritmiche ed applicazioni al calcolo di espressioni numeriche. Uso del regolo calcolatore. Progressioni aritmetiche e geometriche; media aritmetica semplice e ponderale, media geometrica. Elementi di geometria analitica. - Ascisse dei punti di una retta; coordinate cartesiane ortogonali nel piano e nello spazio. Concetto di funzione di una variabile e corrispondente rappresentazione grafica; studio delle funzioni: ax + b; axx + bx + c; a/x; a; log x Equazione della retta e della circonferenza. Equazione delle coniche e qualche proprieta' elementare che ne deriva. Cenno sulla risoluzione grafica delle equazioni. Coordinate logaritmiche e loro impiego. Trigonometria. - Grafico delle funzioni circolari. Formula di addizione, duplicazione e bisezione degli archi. Identita'. ed equazioni trigonometriche. Relazioni tra lati ed angoli di un triangolo. Risoluzione di un triangolo ed applicazioni numeriche con l'uso delle tavole e del regolo calcolatore. Coordinate polari nel piano. Applicazioni varie della trigonometria a problemi di carattere tecnico. IV CLASSE (ore 2). Algebra. - Regola per lo sviluppo di Parte di provvedimento in formato grafico con n intero e postivo. Elementi sulle frazioni continue in vista delle applicazioni pratiche. Numeri complessi. Operazioni relative: forma trigonometrica; formula di Moivre; radici ennesime dell'unita'. Nozioni sui vettori: loro legami coi numeri complessi. Elementi di analisi. - Nozioni elementari sui limiti delle funzioni di una variabile o di una successione. Cenno sul numero "e". Logaritmi neperiani. Derivata di una funzione di una variabile e' suo significato geometrico e fisico. Regole per la derivazione di una somma, di un prodotto, di un quoziente, di una funzione e delle funzioni elementari. Esempi di massimi e di minimi col metodo delle derivate. Integrale definitivo; significato geometrico e qualche illustrazione fisica. Concetto di integrale indefinito come primitiva di una data funzione. Nozioni intorno alla derivazione ed integrazione grafica. Quadratura approssimata delle aree piane. Planimetri. Fisica applicata Questo insegnamento avra' essenzialmente per oggetto la applicazione pratica delle nozioni di fisica necessarie per lo studio del macchinario nel corso di impianti. Si dovranno utilizzare le unita' di misura industriali. III CLASSE (ore 2). Elasticita' e resistenza dei materiali. Fenomeni superficiali dei liquidi: tensione, pressione, energia superficiale, capillarita', e loro principali applicazioni tecniche. Trasformazioni principali che si verificano nelle macchine a fluido e loro rappresentazioni grafiche. Nozioni sugli impianti elettrici, sui motori e sul trasformatori interessanti la specializzazione. Apparecchiature di telecomando: comandi elettromagnetici ed elettronici. Unita' di misura, loro simboli ed equivalenze e formule dimensionali. Chimica e laboratorio In questo insegnamento si avra' cura di dare particolare rilievo a quegli argomenti che trovano la loro applicazione nella chimica delle operazioni di concia e nella tecnica conciaria. Inoltre gli allievi eseguiranno esercitazioni individuali a completamento delle analoghe svolte nel biennio. III CLASSE (ore 3). Elementi di chimica organica: gruppi e composti principali della serie alifatica e della serie aromatica: principali composti ciclici ed aciclici. Elementi di chimica industriale: vetri, ceramiche, refrattari; materie plastiche; acque industriali e loro controllo; combustione e combustibili. Lubrificanti. Serie elettrochimica degli elementi e fenomeni elettrolitici. Lo stato metallico. Principali leghe di uso industriale; preparazione e caratteristiche. Elementi sulla corrosione e nozioni sui mezzi protettivi. Nozioni generali sulle analisi chimiche con qualche applicazione per le piu' semplici e comuni interessanti la specializzazione. Chimica fisica Questo insegnamento vertera' sullo studio delle principali leggi chimico-fisiche che regolano i fenomeni che avvengono durante le trasformazioni delle pelli in cuoi. Si avra' cura di illustrare le lezioni teoriche con opportuni esperimenti. IV CLASSE (ore 2). Soluzioni diluite e leggi che le regolano. Chimica dei colloidi e dei sistemi dispersi Concentrazioni ioniche e loro misura: pH. Proteine e loro comportamento chimico-fisico nei processi di concia. Teorie sulle conce. Merceologia Con questo insegnamento si dovra' formare la conoscenza merceologica delle materie prime e dei prodotti importanti per l'industria conciaria. Si fara' largo uso di campioni, di raccolte e di tabelle dimostrative. IV CLASSE (ore 3). Combustibili industriali. Prodotti interessaniti la specializzazione. Prodotti della molitura dei cereali. Amidi. Zuccheri. Cellulosa e derivati. Fibre tessili naturali e artificiali. Sostanze grasse e prodotti derivati. Prodotti ausiliari per conceria. Gomme, resine, caucciu'. Resine e materie plastiche. Materie coloranti, colori e pigmenti. Microscopia, microbiologia conciaria e laboratorio Questo insegnamento ha essenzialmente lo scopo di preparare l'alunno all'uso dei prodotti di concia e di fornire le indispensabili nozioni di microbiologia utili alla concia. Le esercitazioni seguiranno il corso teorico. III CLASSE (ore 6). Microscopio e tecnica microscopica. Microscopia conciaria: studio della pelle in riferimento ai trattamenti di concia. Riconoscimento e classificazione dei cuoi e delle pelli. Microscopia applicata allo studio ed all'esame delle pellicce. Riconoscimento dei vegetali conciati e degli amidi. Microbiologia: fermenti, enzimi, fermentazioni. Osservazione microscopica della flora batterica sulle pelli e sui bagni di concia. Tecnica per la disinfezione degli ambienti e degli utensili di lavoro. Zootecnia applicata alla conceria Questo insegnamento avra' per scopo di far conoscere agli allievi gli animali che forniscono la materia prima per la produzione dei cuoi e delle pellicce. III CLASSE (ore 2). Animali da pelle e da pelliccia: mammiferi, rettili, uccelli, pesci. Distribuzione del patrimonio zootecnico nazionale e mondiale con riguardo all'industria conciaria. Impianti di conceria e disegno Questo insegnamento avra' lo scopo di dare agli alunni la conoscenza dei macchinari adoperati nell'industria conciaria, per metterli in grado di provvedere al loro regolare funzionamento ed alla loro manutenzione. Si dovra' illustrare particolarmente la razionale organizzazione del lavoro, nei riguardi sia della disposizione sia della potenzialita' delle macchine costituenti gli impianti. Nell'esecuzione dei disegni si dovranno adottare le norme U. N. I. IV CLASSE (ore 5). Impianti di conceria. - Materiali da costruzione per macchine e apparecchi. Elementi di macchine: organi di collegamento; organi del molo rotatorio; organi di tenuta e di intercettazione dei fluidi; tubazioni. Fognature per conceria. Scambiatori di calore. Generatori di vapore. Impianti di distribuzione del calore. Comandi idrodinamici. Servomotori. Macchinario per la preparazione, la conica e la rifinitura delle pelli. Macchine di conceria per le lavorazioni speciali delle pelli. Misura delle pelli. Disegno. - Schizzi quotati e disegno di macchine e di parti di esse. V CLASSE (ore 4). Macchine per la propulsione dei fluidi, per il trasporto dei solidi e per la riduzione della loro grandezza. Apparecchi per la separazione dei fluidi dei solidi dai fluidi. Concentrazione delle soluzioni. Essiccamento ed impianti relativi, Condizionamento dell'aria e delle pelli. Nozioni fondamentali sulla produzione industriale del freddo. Magazzini frigoriferi. Impianti di verniciatura a spruzzo. Diagramma di lavorazione, schema di impianto e progetto di massima di concerie. Organizzazione del lavoro di conceria. Antinfortunistica e igiene del lavoro. Disegno - Diagrammi di lavorazione e diagrammi rappresentativi. Progetti di massima di impianti di conceria. Produzione e commercio delle pelli Questo insegnamento dovra' dare un chiaro concetto sulla tecnica della raccolta, della confezione e della conservazione delle pelli grezze. Sara' dato particolare rilievo ai caratteri delle pelli che concorrono alla loro valutazione commerciale. Si dovranno inoltre fornire agli allievi nozioni di diritto commerciale, per metterli in grado di intendere i contratti tipo e le convenzioni internazionali relative alla compra-vendita delle pelli e dei cuoi. V CLASSE (ore 4). Produzione, consumo ed esportazione delle pelli dei gruppi: bovino, ovino, caprino, equino, suino, ecc. Costituzione e caratteri distintivi delle pelli di diverse razze, gruppi e provenienze. Sistemi di confezione e di conservazione delle pelli grezze e lavorate. Scelta delle pelli. Nozioni sul commercio delle pelli grezze. Movimento commerciale delle pelli nel mondo. Mercati di consumo del conciato. Produzione e commercio dei concianti e degli ausiliari. Tecnologia conciaria, analisi e laboratorio Questo insegnamento dovra' fornire la spiegazione dei complessi fenomeni chimici che avvengono nelle operazioni preliminari di concia, nella tintura delle pelli e nella refinizione. Esso dovra' inoltre trattare dei saggi sulle materie prime e sui prodotti finiti della concia. Le esercitazioni seguiranno di pari passo le lezioni teoriche. IV CLASSE (ore 3). Chimica della concia. - Caratteristiche e proprieta' della pelli in relazione ai trattamenti preliminari di concia. Chimica delle proteine. Rigonfiamento della pelle e sue leggi. Reazioni che intervengono nella preparazione della concia. Concia vegetale. Concianti vegetali: classificazione, natura, fabbricazione e impiego.

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