DECRETO 18 settembre 1998, n. 357

Type Decreto
Publication 1998-09-18
Ultimo aggiornamento 2000-01-28
State In force
Source Normattiva
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Entrata in vigore del decreto: 30-10-1998

IL MINISTRO

DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Vista la legge 10 dicembre 1997, n. 425, recante disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e, in particolare, l'articolo 3;

Visti gli articoli 4, 5 e 14 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, con il quale e' stato emanato il regolamento che disciplina gli esami di Stato;

Visto l'articolo 15 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica che detta disposizioni transitorie per l'applicazione graduale della nuova disciplina e, in particolare, per lo svolgimento della terza prova scritta;

Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e, in particolare, l'articolo 205, comma 1;

Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Udito il parere del Consiglio di Stato n. 162/98, espresso nell'adunanza della sezione consultiva per gli atti normativi del 14 settembre 1998;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1998 (nota n. 5046 del 17 settembre 1998);

Emana

il seguente regolamento:

Art. 1

F i n a l i t a'

1.La terza prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, a carattere pluridisciplinare, e' intesa ad accertare le conoscenze, competenze e capacita' acquisite dal candidato, nonche' le capacita' di utilizzare e integrare conoscenze e competenze relative alle materie dell'ultimo anno di corso, anche ai fini di una produzione scritta, grafica o pratica. ((1))

Art. 2

Tipologie e caratteristiche formali generali della prova

1.La prova, predisposta dalle commissioni a norma dell'articolo 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, per la quale le commissioni stesse possono avvalersi dell'archivio nazionale permanente dell'Osservatorio nazionale istituito presso il Centro europeo dell'educazione di cui all'articolo 14 del medesimo decreto, puo' comprendere, alternativamente o cumulativamente, le seguenti tipologie di svolgimento: A) Trattazione sintetica di argomenti. La proposta di trattazione sintetica di argomenti significativi, anche a carattere pluridisciplinare, contiene l'indicazione della estensione massima consentita (numero delle righe o delle parole). Tale proposta puo' essere presentata al candidato anche mediante un breve testo, in relazione al quale vengano poste specifiche domande. B) Quesiti a risposta singola. I quesiti a risposta singola, volti ad accertare la conoscenza e i livelli di competenza raggiunti dal candidato su argomenti riguardanti una o piu' materie, possono essere articolati in una o piu' domande chiaramente esplicitate. Le risposte debbono essere in ogni caso autonomamente formulate dal candidato e contenute nei limiti della estensione massima indicta dalla commissione analogamente a quanto previsto alla precedente lettera A). C) Quesiti a risposta multipla. I quesiti a risposta multipla, per i quali vengono fornite piu' risposte, tra cui il candidato sceglie quella esatta, possono essere presentati anche in forma di risposta chiusa e prevedere un certo numero di permutazioni di posizione delle domande e delle risposte. Tali quesiti possono pertanto concretarsi in vere e proprie prove strutturate vertenti su argomenti di tutte le materie dell'ultimo anno di corso. D) Problemi a soluzione rapida. La proposta di problemi che richiedono una soluzione rapida e' articolata in relazione allo specifico indirizzo di studio e alle esercitazioni effettuate dal candidato nel settore disciplinare coinvolto nel corso dell'ultimo anno. E) Casi pratici e professionali. L'analisi di casi pratici e professionali va correlata ai contenuti dei singoli piani di studio dei vari indirizzi, alle impostazioni metodologiche seguite dai candidati e alle esperienze acquisite anche all'interno di una progettazione di istituto caratterizzata dall'ampliamento dell'offerta formativa. La trattazione di un caso pratico e professionale, che costituisce una esercitazione didattica particolarmente diffusa negli istituti professionali e tecnici, puo' coinvolgere piu' materie ed e' presentata con indicazioni di svolgimento puntuali e tali da assicurare risposte in forma sintetica. F) Sviluppo di progetti. Lo sviluppo di un progetto e' proposto per quegli indirizzi di studio per i quali tale modalita' rappresenta una pratica didattica largamente adottata. In particolare negli istituti tecnici e professionali, in relazione ai singoli piani di studio, puo' essere richiesto lo sviluppo di un progetto che coinvolga diverse discipline o la esposizione di una esperienza di laboratorio o anche la descrizione di procedure di misura o di collaudo di apparati o impianti che siano tali da consentire al candidato di dimostrare anche la conoscenza degli strumenti, delle loro caratteristiche e delle metodologie di impiego. Nei licei artistici, al fine di accertare in particolare le capacita' di integrazione e applicazione dei linguaggi plasticovisuali ad una problematica architettonica, puo' essere richiesto lo sviluppo di un progetto anche attraverso la lettura, l'analisi e la interpretazione grafica dei caratteri compositivi, stilistici, costruttivi di un'opera o di un complesso monumentale. La formulazione della proposta deve prevedere anche la trattazione, in forma sintetica, del contesto culturale, storico e sociale entro cui l'opera si pone. In relazione alla specificita' dei piani di studio la trattazione e' integrata da quesiti attinenti alle discipline dell'ultimo anno, eventualmente non incluse nella traccia assegnata. Negli istituti d'arte e' richiesta una produzione, a carattere scrittografico, intesa ad accertare le capacita' di argomentare e motivare il processo progettuale seguito nella seconda prova scritta, anche sotto il profilo storico, culturale, socioeconomico, tecnologico e artistico. Il progetto assegnato e' integrato da quesiti inerenti le discipline dell'ultimo anno. ((1))

Art. 3

Accertamento della conoscenza della lingua straniera

1.All'interno della terza prova scritta deve essere previsto, di norma, un breve spazio destinato all'accertamento della conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel piano di studi dell'ultimo anno. La verifica di tale conoscenza puo' essere effettuata dalla commissione secondo una delle seguenti modalita': A) Breve esposizione in lingua straniera (entro un numero massimo di parole prestabilito) di uno degli argomenti o di uno dei quesiti, a scelta del candidato, tra quelli proposti dalla commissione nell'ambito della trattazione sintetica o del gruppo dei quesiti o anche delle domande che accompagnano la soluzione di casi pratici o lo sviluppo di progetti. All'interno di tali tipologie puo' anche prevedersi che una richiesta o parte di essa venga presentata al candidato attraverso un testo in lingua straniera della lunghezza di circa 80 parole, seguito da una o due domande intese ad accertare la comprensione del brano e la capacita' di produzione scritta. In tal caso la commissione ha cura di scegliere possibilmente un testo che per contenuto e caratteristiche linguisticoformali sia, per quanto possibile, congruente con la specificita' dell'indirizzo di studio seguito dal candidato. B) Breve risposta in lingua straniera o anche in lingua italiana ad uno o piu' quesiti appositamente formulati in lingua dalla commissione.

2.Qualora nel piano di studio dell'ultimo anno siano comprese due o piu' lingue straniere, di cui una gia' oggetto della seconda prova scritta, il candidato deve utilizzare per la terza prova una lingua straniera diversa da quella nella quale ha svolto la seconda prova.

3.Nella scelta delle modalita' da seguire per la verifica della conoscenza della lingua straniera, la commissione tiene nel debito conto gli spazi orari, l'impostazione metodologica, le esperienze realizzate, gli obiettivi, conseguiti e il livello di conoscenza della lingua raggiunto dai candidati, in conformita' di quanto puntualmente precisato nel documento del consiglio di classe.((1))

Art. 4

(( (Gradualita' e flessibilita' della prova). ))

((

1.Per l'anno scolastico 1999-2000, la prova concerne una sola delle tipologie di cui all'articolo 2 del citato decreto ministeriale n. 357/1998, ad eccezione delle tipologie di cui alle lettere B) e C), che possono essere utilizzate anche cumulativamente. La scelta della tipologia da parte delle commissioni deve tenere conto della specificita' dell'indirizzo di studi, delle impostazioni metodologiche seguite dai candidati, delle esperienze acquisite all'interno della progettazione dell'Istituto e della pratica didattica adottata, quali risultano dal documento del consiglio di classe di cui all'articolo 5, comma 2, del citato decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323.

2.La prova, che non potra' coinvolgere piu' di quattro discipline, puo' prevedere: a)non piu' di quattro argomenti per la trattazione sintetica; b) da otto a dodici quesiti a risposta singola; c) da venti a trenta quesiti a risposta multipla; d) non piu' di due problemi scientifici a soluzione rapida, tali cioe' da non richiedere calcoli complessi; e) non piu' di due casi pratici e professionali; f) un progetto.

3.Nel caso in cui le tipologie di cui alle lettere b) e c) siano utilizzate cumulativamente, il numero dei quesiti a risposta singola e il numero dei quesiti a risposta multipla non puo' essere inferiore, rispettivamente, a sei e quindici.

4.

Per l'anno scolastico 1999-2000, le commissioni, in alternativa a quanto indicato nel comma 2, possono predisporre la prova mediante un testo di riferimento (in forma di documento scritto e/o iconica e/o grafica) che consenta di sollecitare prestazioni di valore pluridisciplinare, articolate in una o piu' delle modalita' previste dall'articolo 2 del decreto n. 357 del 18 settembre 1998 e contenute nei limiti di cui al precitato comma 2. A tal fine le commissioni possono avvalersi, ai sensi dell'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, dei modelli forniti dall'Osservatorio nazionale istituito presso il CEDE. ))

Il Ministro: Berlinguer

Visto, il Guardisigilli: Flick Registrato alla Corte dei conti l'8 ottobre 1998

Registro n. 1 Pubblica istruzione, foglio n. 301

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