DECRETO 29 luglio 2015, n. 230

Type Decreto
Publication 2015-07-29
Ultimo aggiornamento 2016-04-20
State In force
Source Normattiva
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Entrata in vigore del provvedimento: 05/05/2016

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA

TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, recante "Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale" e, in particolare, l'articolo 5, comma 2;

Vista la legge 6 dicembre 1991, n. 394, recante "Legge quadro sulle aree protette", e, in particolare, gli articoli 1 e 11, comma 6;

Considerato l'articolo 77, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Visto l'articolo 35 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, come modificato dall'articolo 3 del decreto legislativo 6 dicembre 2002, n. 287;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 2009, n. 140, e, in particolare, l'articolo 5;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2002, recante "Istituzione del Parco nazionale dell'Asinara e dell'Ente Parco";

Vista la deliberazione della Regione Sardegna n. 13/10 del 30 marzo 2010, pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 152 del 2 luglio 2010, con la quale la Regione Sardegna ha approvato il Piano del Parco nazionale dell'Asinara;

Vista la deliberazione del Commissario straordinario dell'Ente Parco nazionale dell'Asinara n. 33 del 23 dicembre 2010 con la quale il Regolamento del Parco e' stato adottato e trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

Considerato che, attraverso un tavolo di confronto fra l'Ente Parco e il Ministero, il Regolamento del Parco e' stato modificato ed integrato al fine di garantirne la piena rispondenza al disposto della legge 6 dicembre 1991, n. 394, nonche' l'aggiornamento rispetto alle norme intervenute e ai contenuti concernenti la tutela della biodiversita' e del paesaggio;

Vista la nota prot. 42804/PNM del 9 agosto 2013 con la quale il Ministero ha trasmesso all'Ente Parco il Regolamento del Parco per come definito attraverso il tavolo di confronto;

Visto l'atto di disposizione urgente del Presidente dell'Ente Parco n. 11 del 9 ottobre 2013 che, annullando la deliberazione commissariale n. 33 del 23 dicembre 2010, ha adottato il Regolamento del Parco di cui alla nota prot. 42804/PNM del 9 agosto 2013 e lo ha trasmesso alla Comunita' del Parco per l'acquisizione del parere previsto dall'articolo 10, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394;

Considerato che, trascorsi i termini di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, non avendo la Comunita' del Parco provveduto ad esprimere il parere richiesto, lo stesso e' inteso favorevolmente acquisito;

Vista la nota prot. 52711/PNM del 24 dicembre 2013 con la quale il Ministero ha trasmesso alla Regione autonoma della Sardegna, alla Provincia di Sassari e al Comune di Porto Torres il Regolamento del Parco al fine dell'acquisizione dell'intesa e dell'espressione dei pareri di cui all'articolo 11, comma 6, della legge 6 dicembre 1991, n. 394;

Acquisita l'intesa della Regione autonoma della Sardegna espressa con nota del Presidente prot. 13801 del 12 giugno 2014 subordinata al recepimento delle osservazioni formulate in merito dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente;

Considerati favorevolmente acquisiti i pareri richiesti alla Provincia di Sassari e al Comune di Porto Torres, non avendo gli stessi enti provveduto ad esprimersi nel termine stabilito dal comma 6 dell'articolo 11 della legge 6 dicembre 1991, n. 394;

Vista la nota prot. 22757/PNM del 10 novembre 2014 con la quale e' stata inoltrata al Consiglio di Stato la relazione per la richiesta di parere sul Regolamento del Parco ai sensi dell'articolo 17, comma 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Udito il parere del Consiglio di Stato - Sezione consultiva per gli atti normativi - n. 4165/2014 reso nell'adunanza del 20 novembre 2014;

Vista la nota prot. 5177/GAB del 12 marzo 2015 con la quale viene data alla Presidenza del Consiglio dei ministri la comunicazione relativa al Regolamento del Parco ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la nota prot. DAGL 4774 P- del 5 giugno 2015 con la quale la Presidenza del Consiglio dei ministri esprime nulla osta ai fini dell'approvazione del Regolamento del Parco nazionale dell'Asinara;

Ritenuto

di procedere all'approvazione del Regolamento del Parco nazionale dell'Asinara; Decreta:

Art. 1

E' approvato l'allegato Regolamento del Parco nazionale dell'Asinara che con le annesse tabelle A e B forma parte integrante del presente decreto.

Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il testo dell'art. 5, comma 2 della legge 8 luglio 1986, n. 349 (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. 15 luglio 1986, n. 162, S.O. n. 59 "2. Sono trasferite al Ministero dell'ambiente le competenze esercitate, ai sensi delle leggi vigenti dal Ministero dell'agricoltura e delle foreste in materia di parchi nazionali e di individuazione delle zone di importanza naturalistica nazionale e internazionale promuovendo in esse la costituzione di parchi e riserve naturali.". - Si riporta il testo degli articoli 1, 10, comma 2, e 11 comma 6 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13 dicembre 1991, n. 292, S.O. n. 83: "Art. 1 (Finalita' e ambito della legge). - 1. La presente legge, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione e nel rispetto degli accordi internazionali, detta principi fondamentali per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette, al fine di garantire e di promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese. 2. Ai fini della presente legge costituiscono il patrimonio naturale le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o gruppi di esse, che hanno rilevante valore naturalistico e ambientale. 3. I territori nei quali siano presenti i valori di cui al comma 2, specie se vulnerabili, sono sottoposti ad uno speciale regime di tutela e di gestione, allo scopo di perseguire, in particolare, le seguenti finalita': a) conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarita' geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunita' biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici; b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attivita' agro-silvo-pastorali e tradizionali; c) promozione di attivita' di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonche' di attivita' ricreative compatibili; d) difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici. 4. I territori sottoposti al regime di tutela e di gestione di cui al comma 3 costituiscono le aree naturali protette. In dette aree possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di attivita' produttive compatibili. 5. Nella tutela e nella gestione delle aree naturali protette, lo Stato, le regioni e gli enti locali attuano forme di cooperazione e di intesa ai sensi dell'art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e dell'art. 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Per le medesime finalita' lo Stato, le regioni, gli enti locali, altri soggetti pubblici e privati e le Comunita' del parco possono altresi' promuovere i patti territoriali di cui all'art. 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662." "Art. 10. Comunita' del parco 2. La Comunita' del parco e' organo consultivo e propositivo dell'Ente parco. In particolare, il suo parere e' obbligatorio: a) sul regolamento del parco di cui all'art. 11; b) sul piano per il parco di cui all'art. 12; c) su altre questioni, a richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio direttivo; d) sul bilancio e sul conto consuntivo." "Art. 11. Regolamento del parco. (Omissis). 6. Il regolamento del parco e' approvato dal Ministro dell'ambiente, previo parere degli enti locali interessati, da esprimersi entro quaranta giorni dalla richiesta, e comunque d'intesa con le regioni e le province autonome interessate; il regolamento acquista efficacia novanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Entro tale termine i comuni sono tenuti ad adeguare alle sue previsioni i propri regolamenti. Decorso inutilmente il predetto termine le disposizioni del regolamento del parco prevalgono su quelle del comune, che e' tenuto alla loro applicazione.". - Si riporta il testo dell'art. 77, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1998, n. 92, S.O. n. 77: "Art. 77 (Compiti di rilievo nazionale). - 1. Ai sensi dell'art. 1, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, hanno rilievo nazionale i compiti e le funzioni in materia di parchi naturali e riserve statali, marine e terrestri, attribuiti allo Stato dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394.". Si riporta il testo dell'art. 35 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203, S.O. n. 163: "Art. 35 (Istituzione del ministero e attribuzioni). - 1. E' istituito il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. 2. Al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato relativi alla tutela dell'ambiente, del territorio e dell'ecosistema, con particolare riguardo alle seguenti materie: a) individuazione, conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette, tutela della biodiversita' e della biosicurezza, della fauna e della flora, attuazione e gestione, fatte salve le competenze della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della Convenzione di Washington (CITES) e dei relativi regolamenti comunitari, della difesa del mare e dell'ambiente costiero, e della comunicazione ambientale; b) gestione dei rifiuti ed interventi di bonifica dei siti inquinati; tutela delle risorse idriche e relativa gestione, fatta salva la competenza del Ministero delle politiche agricole e forestali; c) promozione di politiche di sviluppo durevole e sostenibile, nazionali e internazionali; d) sorveglianza, monitoraggio e recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettivita' e all'impatto sull'ambiente, con particolare riferimento alla prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, prevenzione e protezione dall'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico e dai rischi industriali; e) difesa e assetto del territorio con riferimento ai valori naturali e ambientali. 3. Al ministero sono trasferite con le inerenti risorse, le funzioni e i compiti dei ministeri dell'ambiente e dei lavori pubblici, eccettuate quelle attribuite, anche dal presente decreto, ad altri ministeri o agenzie e fatte in ogni caso salve le funzioni conferite alle regioni e agli enti locali anche ai sensi e per gli effetti degli articoli 1, comma 2, e 3, comma 1, lettere a) e b) della legge 15 marzo 1997, n. 59; sono altresi' trasferite le funzioni e i compiti attribuiti al ministero delle politiche agricole in materia di polizia forestale ambientale.". - Si riporta il testo dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 2009, n. 140 (Regolamento recante riorganizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale 1 ottobre 2009, n. 228: "Art. 5 (Direzione generale per la protezione della natura e del mare). - 1. La Direzione generale per la protezione della natura e del mare si articola in 7 uffici di livello dirigenziale non generale e svolge le funzioni di competenza del Ministero nei seguenti ambiti: a) istituzione, conservazione e valorizzazione sostenibile delle aree protette terrestri e marine; b) predisposizione della relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge quadro sulle aree protette e sul funzionamento e i risultati della gestione dei parchi nazionali; c) esercizio della vigilanza sulla gestione delle aree protette terrestri e marine; d) iniziative volte a garantire la conservazione e la corretta gestione della Rete Natura 2000 di cui alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992; e) coordinamento delle attivita' inerenti alla predisposizione e all'aggiornamento della Carta della natura ai sensi della legge quadro sulle aree protette; f) individuazione delle linee fondamentali di assetto del territorio, d'intesa, per quanto di competenza, con la Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche, al fine della tutela degli ecosistemi terrestri e marini; g) conoscenza e monitoraggio dello stato della biodiversita', terrestre e marina, con la definizione di linee guida di indirizzo e la predisposizione e l'aggiornamento della Strategia nazionale per la biodiversita'; h) coordinamento delle attivita' amministrative, tecniche e scientifiche in materia di biosicurezza e di biotecnologie e monitoraggio delle immissioni nell'ambiente degli organismi geneticamente modificati nonche' predisposizione del piano generale per le attivita' di vigilanza; i) iniziative volte alla salvaguardia delle specie di flora e fauna terrestri e marine con particolare riguardo alla tutela delle foreste promuovendo la gestione sostenibile degli ecosistemi forestali; l) attuazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (CITES), firmata a Washington il 3 marzo 1973 e ratificata con legge 19 dicembre 1975, n. 874, delle Convenzioni UNESCO per la protezione del patrimonio materiale ed immateriale dell'umanita', nonche' di ogni altro accordo internazionale relativo alla protezione della natura e della biodiversita'; m) esercizio delle competenze previste dalla legislazione in materia di cave e torbiere in relazione alla loro compatibilita' ambientale con particolare riferimento al controllo di legittimita' sulle autorizzazioni paesaggistiche; n) coordinamento delle attivita' di monitoraggio dello stato dell'ambiente marino; o) difesa e gestione integrata della fascia costiera marina; p) attuazione della Convenzione di Barcellona e di ogni altro accordo internazionale per la tutela, la conservazione e la salvaguardia del Mare Mediterraneo, anche in collaborazione con le Amministrazioni competenti; q) promozione della sicurezza in mare con particolare riferimento al rischio di rilascio di inquinanti in ambiente marino; r) programmazione, coordinamento ed attuazione degli interventi in caso di inquinamento marino e valutazione degli effetti conseguenti all'esecuzione dei piani e progetti; s) autorizzazione agli scarichi in mare da nave, aeromobili o da piattaforma nonche' alla movimentazione dei fondali marini derivante dall'attivita' di posa in mare di cavi e condotte facenti parte di reti energetiche di interesse nazionale, o di connessione con reti energetiche di altri Stati; t) monitoraggio e controllo degli interventi sviluppati per superare situazioni di crisi nelle materie di competenza, in raccordo con il Dipartimento della protezione civile; u) funzioni, nelle materie di competenza, relative alle azioni di prevenzione, alle attivita' di ripristino ambientale, al risanamento ambientale e alla quantificazione del danno ambientale anche al fine di garantire l'azione risarcitoria.". - Il Decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2002 (Istituzione del Parco nazionale dell'Asinara e dell'Ente Parco) , e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 dicembre 2002, n. 298. - Si riporta il testo dell'art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214: "Art. 17. Regolamenti. (Omissis). 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorita' sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.".

Art. 2

L'allegato Regolamento acquista efficacia novanta giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il Ministro: Galletti

Visto, il Guardasigilli: Orlando Registrato alla Corte dei conti il 13 aprile 2016 Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

e del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del

mare, registro n. 1, foglio n. 802

Regolamento-art. 1

Allegato REGOLAMENTO del Parco Nazionale dell'Asinara INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Finalita' Art. 3 - Coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione Art. 4 - Definizioni TITOLO II - NORME D'USO DEL TERRITORIO Capo I - Norme generali Art. 5 - Rispetto della quiete dell'ambiente naturale Art. 6 - Salvaguardia della pulizia dei luoghi Art. 7 - Accensione di fuochi e abbruciamenti Art. 8 - Difesa dagli incendi boschivi Art. 9 - Campeggio e bivacco Art. 10 - Riprese fotografiche, video e cinematografiche Art. 11 - Introduzioni ed attraversamento di armi ed esplosivi Art. 12 - Introduzione cani e gatti e altri animali da compagnia Art. 13 - Attivita' di soccorso, sorveglianza e servizio Capo II - Accesso e fruizione Art. 14 - Accesso Art. 15 - Accesso pedonale, con velocipedi, a cavallo e con mezzi a motore Art. 16 - Accessibilita' per anziani, disabili abili e bambini Art. 17 - Circolazione con mezzi motorizzati Art. 18 - Visite guidate Art. 19 - Servizi di visita al Parco Art. 20 - Obblighi dei soggetti autorizzati al servizio di visita al Parco Art. 21 - Esercizio del volo Art. 22 - Limitazioni all'accesso e alla fruizione TITOLO III - NORME PER LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA' E LA TUTELA DEL PAESAGGIO Capo I - Gestione degli habitat e delle specie di flora e fauna Sezione I - SITI DELLA RETE NATURA 2000 Art. 23 - Zone di Protezione Speciale, Siti di Interesse Comunitario e Zone Speciali di Conservazione Sezione II - FLORA Art. 24 - Conservazione della flora Art. 25 - Raccolta di specie vegetali Art. 26 - Introduzione di specie vegetali Sezione III - FUNGHI E TARTUFI Art. 27 - Raccolta di tartufi Art. 28 - Raccolta di funghi Sezione IV - FAUNA Art. 29 - Gestione della fauna Capo II - Difesa del suolo e dei corpi idrici Art. 30 - Attivita' estrattive e mineraria Art. 31 - Suolo Art. 32 - Corpi idrici Capo III - Gestione agrosilvopastorale Art. 33 - Agroecosistemi Art. 34 - Pascolo Capo IV - Gestione delle trasformazioni del territorio Art. 35 - Pianificazione attuativa Art. 36 - Interventi edilizi Art. 37 - Interventi su edifici in Ambito Urbano Art. 38 - Destinazioni d'uso in ambito urbano Art. 39 - Sistemazioni esterne in ambito urbano Art. 40 - Interventi su edifici in ambito agricolo Art. 41 - Interventi su edifici non ricadenti in ambito urbano Art. 42 - Ruderi Art. 43 - Attrezzature leggere e strutture temporanee Art. 44 - Recinzioni Art. 45 - Infrastrutture Art. 46 - Rete viaria Art. 47 - Cartelli e insegne pubblicitarie nelle unita' urbane TITOLO IV - ALTRE ATTIVITA' Capo I - Attivita' produttive sostenibili Art. 48 - Attivita' artigianali e commerciali Art. 49 - Attivita' turistica Art. 50 - Marchio e simbolo del Parco Capo II - Attivita' di ricerca scientifica,ricreativo sportive e culturali Art. 51 - Attivita' di ricerca scientifica Art. 52 - Attivita' di tirocinio universitario e tesi di laurea Art. 53 - Attivita' sportive e ricreative Art. 54 - Attivita' di Educazione Ambientale e Sviluppo Sostenibile Art. 55 - Interventi di occupazione giovanile, volontariato, comunita' terapeutiche e servizio civile alternativo TITOLO V - NULLA OSTA E AUTORIZZAZIONI Art. 56 - Gestione generale dell'ecosistema e dei suoi componenti Art. 57 - Istanza di nulla osta Art. 58 - Integrazioni documentali Art. 59 - Conclusione del procedimento Art. 60 - Valutazioni ambientali Art. 61 - Autorizzazione paesaggistica e tutela dei beni ambientali e paesaggistici Art. 62 - Autorizzazioni TITOLO VI - SANZIONI Art. 63 - Sanzioni Art. 64 - Contestazione e notificazione Art. 65 - Pagamento in misura ridotta Art. 66 - Provvedimenti del Direttore in materia di sanzioni TITOLO VII - NORME FINALI Art. 67 - Efficacia dei regolamenti provvisori ALLEGATI ANNESSO A) - PERIMETRAZIONE E ZONIZZAZIONE DEL PARCO E DELL'AREA MARINA PROTETTA ANNESSO B) - PERIMETRAZIONE DEL PARCO, DEL SIC E DELLE ZPS Art. 1. Oggetto 1. Il presente Regolamento, redatto ai sensi dell'art. 11 della legge 6 dicembre 1991 n. 394 e successive modificazioni, disciplina l'esercizio delle attivita' consentite nel Parco Nazionale dell'Asinara, istituito con decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2002 pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 298 del 20 dicembre 2002. 2. Le norme contenute nel presente Regolamento integrano la disciplina del territorio prevista dal Piano del Parco, di cui all'art. 12 della legge 6 dicembre 1991 n. 394 e successive modificazioni, approvato con deliberazione della Regione Autonoma della Sardegna n. 13/10 del 30 marzo 2010 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 152 del 2 luglio 2010. Il Piano del Parco dell'Asinara e' composto dalle norme di attuazione, dalla relazione generale e da quattro relazioni tecniche, da quattro gruppi di elaborati cartografici (sistema ambientale, sistema storico-culturale e sistema insediativo) e dalla relazione integrativa sulla valutazione della capacita' insediativa. 3. Il presente Regolamento dispone, per come, specificato all'art. 23, le misure di conservazione per le porzioni dei siti Natura 2000 ricadenti all'interno del territorio del Parco, che sono il Sito di Importanza Comunitaria "Isola dell'Asinara" codice ITB010082 e la Zona di Protezione Speciale "Isola dell'Asinara" codice ITB010001, come da cartografia riportata all'Annesso B).

Regolamento-art. 2

Art. 2. Finalita' 1. Il presente Regolamento e' finalizzato a garantire e promuovere in forma coordinata, nelle aree comprese nel Parco, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale, e il rispetto delle caratteristiche naturali, paesaggistiche, antropologiche, storiche e culturali locali, e a favorire l'uso sostenibile delle risorse, nonche' l'integrazione tra uomo e ambiente naturale.

Regolamento-art. 3

Art. 3. Coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione 1. In coerenza con le finalita' di cui all'art. 2 il presente Regolamento persegue gli obiettivi di tutela della biodiversita' e di tutte le componenti ambientali, anche con riguardo al paesaggio, collocandosi nel quadro culturale delineato dalla Convenzione Europea del Paesaggio e accolto a livello nazionale con il [decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42) "[Codice dei beni culturali e del paesaggio](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42), ai sensi dell'[art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-07-06;137~art10)" e successive modificazioni e con la [legge 9 gennaio 2006, n. 14](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-01-09;14) "Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000". 2. Il presente Regolamento si raccorda con il sistema di obiettivi e indirizzi proposti a livello regionale nel Piano Paesaggistico Regionale della Regione Autonoma della Sardegna approvato con [deliberazione della Giunta Regionale del 5 settembre 2006, n. 36/7](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:giunta.regione.:delibera:2006-09-05;7) per il Primo Ambito Omogeneo (Costa), e specificamente con la Scheda d'Ambito n. 14 Golfo dell'Asinara. 3. Nel territorio del Parco, gia' suddiviso nel Piano del Parco in Unita' di paesaggio (art. 14, commi 2 e 3 delle Norme di Attuazione del Piano del Parco) e Unita' urbane (art. 23, commi 3 e 5 delle Norme di Attuazione del Piano), sono individuate le seguenti Zone A, B, C e D come rappresentate all'Annesso A) del presente Regolamento: a) ZONA A - Unita' del paesaggio rupicolo costiero e del paesaggio potenziale a olivastro di Cala Scombro di Dentro, riserva integrale di cui alla [lettera a) dell'art. 12, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1991-12-06;394~art12-com2-leta), e successive modificazioni; b) ZONA A - Unita' del paesaggio rupicolo costiero e del paesaggio potenziale a olivastro di Cala Scombro di Fuori, riserva integrale di cui alla [lettera a) dell'art. 12, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1991-12-06;394~art12-com2-leta), e successive modificazioni; c) ZONA A - Unita' del paesaggio rupicolo costiero di Cala d'Arena, riserva integrale di cui alla [lettera a) dell'art. 12, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1991-12-06;394~art12-com2-leta), e successive modificazioni; d) ZONA B - Unita' del paesaggio potenziale a ginepro su scisti e graniti, 1) paesaggio potenziale a olivastro 2) paesaggio potenziale a leccio 3) paesaggio rupicolo costiero 4) paesaggio sabbioso costiero 5) paesaggio delle zone umide salate e salmastre 6) paesaggio delle zone umide d'acqua dolce 7) paesaggio rupicolo delle zone interne e) ZONA C - Unita' urbana 9 - Cala d'Oliva - ambito agricolo urbano di Cala d'Oliva e Case Bianche; f) ZONA C - Unita' urbana 10 - Cala Reale - ambito agricolo urbano di Campo Perdu e Fornelli; g) ZONA C - Unita' urbana 11 - Trabuccato - ambito agricolo di Trabuccato; h) ZONA D - Unita' urbana 9 - Cala d'Oliva; i) ZONA D - Unita' urbana 10 - Cala Reale; l) ZONA D - Unita' urbana 11 - Trabuccato.

Regolamento-art. 4

Art. 4. Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si forniscono le seguenti definizioni: a) "abbruciamento", l'uso del fuoco per bruciare residui vegetali connessi all'esercizio delle attivita' agricole e forestali; b) "animale da compagnia", ogni animale tenuto o destinato ad essere tenuto dall'uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia; c) "armi", con eccezione delle armi giocattolo, quelle di ogni specie, tipologia e classificazione (es. armi da guerra, tipo guerra, comuni da sparo, per uso caccia, per uso sportivo, per uso tiro a segno, ecc.) che tali sono considerate ai sensi della legge penale e delle altre leggi e regolamenti vigenti; d) "biodiversita'", la variabilita' degli organismi viventi di tutte le fonti, incluse, tra l'altro, quelle terrestri, marine ed altri ecosistemi acquatici, nonche' i complessi ecologici dei quali essi fanno parte, tra cui la diversita' all'interno di ogni specie, tra le specie e degli ecosistemi; e) "bivacco", sistemazione provvisoria per una notte all'aperto di escursionisti; f) "bicicletta con pedalata assistita", velocipede alla cui azione propulsiva umana si aggiunge quella di un motore; g) "campeggio", sosta all'aperto per piu' notti nel medesimo luogo con tende, camper o roulotte; h) "ecosistema", complesso dinamico formato da comunita' di piante, di animali e di microrganismi e dal loro ambiente non vivente le quali, grazie alla loro interazione, costituiscono un'unita' funzionale; i) "escursionista", fruitore della rete dei sentieri; l) "escursionismo", attivita' motoria basata sul camminare nel territorio lungo percorsi (strade, sentieri, ecc.) attrezzati; m) "esplosivi", i prodotti esplosivi e/o esplodenti conosciuti come tali ai sensi delle leggi e regolamenti vigenti ed in genere tutti i prodotti esplosivi e/o esplodenti, comunque composti, sia che possano essere impiegati in macchine o congegni, o in qualsiasi altro modo disposti o adoperati, in particolare i fuochi d'artificio e/o gli artifici pirotecnici, le bombe-carta, i petardi, i razzi, i tracchi, i mortaretti e simili apparecchi; n) "fauna", l'insieme delle specie animali che risiedono in un determinato territorio; o) "flora", l'insieme delle specie vegetali che si presentano in un determinato territorio; p) "fossili", tutti i resti e le tracce di organismi animali e vegetali vissuti in epoca anteriore all'epoca attuale e che si rinvengono nelle rocce; q) "habitat", zone terrestri o acquatiche che si distinguono grazie alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali; r) "habitat di una specie", ambiente definito da fattori abiotici e biotici specifici in cui vive la specie in una delle fasi del suo ciclo biologico; s) "interventi di manutenzione ordinaria", quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti; t) "interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonche' per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unita' immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso; u) "interventi di restauro e risanamento conservativo", rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalita' mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, e l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio; v) "interventi di ristrutturazione edilizia", quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente; comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell'ambito di tali interventi sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica nonche' quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purche' sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del [decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42), e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente; z) "interventi di nuova costruzione", quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti; aa) "interventi di ristrutturazione urbanistica", quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale; bb) "mezzi di cattura", i mezzi indicati nella lettera a) dell'allegato F del [decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1997;357) e successive modifiche ed integrazioni, i richiami vivi ed, in genere, i mezzi indicati sotto la [lettera u) dell'art. 21 della legge n. 157 del 1992](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992;157~art21-letu) e successive modifiche ed integrazioni; cc) "minerali", i corpi omogenei presenti nelle rocce, originati da processi inorganici e aventi ben definite proprieta' chimiche, fisiche e cristallografiche; dd) "oggetti assimilati alle armi", quelli per i quali tale assimilazione sia prevista ai sensi delle leggi penali e delle altre leggi e regolamenti vigenti, in particolare le armi ad avancarica, le armi a modesta capacita' offensiva (incluse le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe che corte, i cui proiettili erogano un'energia cinetica anche inferiore a 7,5 joule le quali, in relazione alle rispettive caratteristiche, presentino attitudine a recare offesa alla fauna) gli archi, le balestre ed apparecchi simili utilizzabili per il lancio di oggetti idonei all'offesa della fauna; ee) "organismo geneticamente modificato (OGM)", un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico e' stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale; ff) "paesaggio", una determinata parte di territorio, cosi' come e' percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni; gg) "rete dei sentieri", l'insieme dei sentieri del Parco; hh) "rifiuti", qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi; ii) "risorse genetiche", il materiale genetico, di origine vegetale, animale, microbico o altro, contenente unita' funzionali dell'eredita', avente valore effettivo o potenziale; ll) "SIC" Sito di Interesse Comunitario individuato ai sensi della [Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992](http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043) "relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche"ratificata attraverso il [decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1997-09-08;357), cosi' come modificato ed integrato dal [decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2003-03-12;120); mm) "segnaletica", insieme di segnali posti lungo i sentieri usati per fornire informazioni e prescrizioni agli escursionisti; nn) "segnaletica verticale", segnaletica costituita da tabelle fissate su appositi sostegni infissi nel terreno, con lo scopo di fornire agli escursionisti informazioni sulla rete dei sentieri, sui siti di interesse e sulle norme comportamentali da seguire; oo) "segnaletica orizzontale", segnaletica posizionata al suolo, sui tronchi degli alberi o su altri oggetti inamovibili, con lo scopo di indicare agli escursionisti la continuita' di un sentiero in entrambe le direzioni; pp) "stato di conservazione di un habitat naturale", l'effetto della somma dei fattori che influiscono sull'habitat naturale in causa, nonche' sulle specie tipiche che in esso si trovano, che possono alterare a lunga scadenza la sua ripartizione naturale, la sua struttura e le sue funzioni, nonche' la sopravvivenza delle sue specie tipiche nel territorio; qq) "stato di conservazione di una specie", l'effetto della somma dei fattori che, influendo sulla specie in causa possono alterare a lungo termine la ripartizione e l'importanza delle sue popolazioni nel territorio; rr) "tempo di percorrenza" tempo necessario all'escursionista medio per percorrere un tratto di sentiero in un determinato senso di cammino, con esclusione dei tempi di sosta, in condizioni meteorologiche ottimali e in assenza di copertura nevosa; ss) "trasporto", il transito ovvero l'attraversamento del territorio del parco con armi ed oggetti alle stesse assimilati; tt) "velocipede", veicoli con due o piu' ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza; uu) "ZPS" Zona a Protezione Speciale individuato ai sensi della [Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009](http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147) "concernente la conservazione degli uccelli selvatici" recepita attraverso la [legge 11 febbraio 1992, n. 157](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-11;157) e il [decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1997-09-08;357), cosi' come modificato ed integrato dal [decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2003-03-12;120).

Regolamento-art. 5

Art. 5. Rispetto della quiete dell'ambiente naturale 1. In tutto il territorio del Parco e' vietata l'emissione di rumore e di luce in concentrazione tale da recare danno agli habitat naturali e alle specie animali e disturbo alla quiete dei luoghi; e' vietato l'esercizio di attivita' rumorose o inquinanti, oltre i limiti stabiliti dalla legge. 2. Nelle zone A e B non e' consentito l'uso di strumenti elettroacustici per la diffusione di suoni o rumori. Nelle zone A e B e' vietato l'uso di apparecchi radio, televisivi e simili, nonche' di apparecchi produttivi luminosi tali da determinare disturbo alla quiete dell'ambiente, ad eccezione di quelli ubicati presso abitazioni o utilizzati mediante dispositivi con audio in cuffia, in ogni caso nel rispetto dei limiti di legge. 3. Sono esclusi dai divieti di cui ai commi precedenti gli strumenti necessari per attivita' di ricerca scientifica e monitoraggio, previa autorizzazione dell'Ente Parco, nonche' per esigenze di sorveglianza, soccorso ed ordine pubblico. 4. Per tutti gli operatori turistici e' fatto divieto di uso improprio di impianti di diffusione della voce; detti impianti devono essere utilizzati unicamente per fornire informazioni sugli itinerari e sulle localita' visitate ai turisti trasportati, con il volume sonoro strettamente indispensabile alla percezione da parte degli stessi.

Regolamento-art. 6

Art. 6. Salvaguardia della pulizia dei luoghi 1. E' vietato abbandonare qualsiasi tipo di rifiuto. Tutti i rifiuti prodotti dovranno essere conferiti presso appositi contenitori ubicati nelle aree definite dal Comune di Porto Torres, quando istituite. Fino all'istituzione delle aree ecologiche di conferimento, i rifiuti devono essere portati al di fuori dell'Isola Asinara. 2. All'interno delle Unita' Urbane, ove non vige il divieto di fumo di cui al successivo art. 7, e' obbligatorio l'uso di posacenere.

Regolamento-art. 7

Art. 7. Accensione di fuochi e abbruciamenti 1. L'accensione di fuochi, al di fuori delle abitazioni, per cucinare vivande o usare bracieri portatili da barbecue e fornelli da campeggio e' consentita esclusivamente nelle aree attrezzate appositamente individuate dall'Ente parco. 2. E' consentito nelle aree urbane e nelle immediate pertinenze degli edifici l'utilizzo di bracieri da barbecue e fornelli da campeggio. 3. L'accensione di fuochi e' consentita per attivita' economiche connesse all'agricoltura, alla selvicoltura e alla pastorizia e per attivita' di manutenzione e pulizia del territorio nel rispetto delle vigenti norme in materia forestale e antincendio. La bruciatura delle stoppie e delle paglie e' sempre vietata, salvo autorizzazione dell'Ente Parco, anche ai sensi dell'art. 5, lettera t) del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del 17 ottobre 2007. 4. L'abbruciamento dei residui vegetali di potatura di colture permanenti e forestali e' consentito solo ed esclusivamente in assenza di vento, previa comunicazione della localita', della data e dell'ora dell'accensione dei fuochi al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Tali operazioni sono vietate nei periodi a rischio di incendio boschivo resi noti dalla Regione Sardegna. 5. Durante l'abbruciamento di cui al comma 4 e' fatto obbligo agli interessati di essere presenti fino al totale esaurimento della combustione, con persone in numero sufficiente e dotate di mezzi idonei al controllo ed allo spegnimento delle fiamme. 6. Su tutto il territorio del Parco non e' consentito fumare, fatta eccezione nelle Unita' Urbane cosi' come definite dal Piano del Parco. 7. Sono in ogni caso fatte salve le previsioni del Piano Antincendio Boschivo di cui all'art. 8, nonche' le disposizioni recate dall'[art. 14 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2014-06-24;91~art14), convertito con modificazioni dalla [legge 11 agosto 2014, n. 116](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;116).

Regolamento-art. 8

Art. 8. Difesa dagli incendi boschivi 1. L'attivita' antincendio e' esercitata sulla base delle indicazioni del Piano Antincendio Boschivo, redatto ogni anno in collaborazione tra l'Ente Parco e il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e consiste in azioni di sorveglianza e prevenzione. 2. Allo scopo di garantire una piu' diffusa azione di prevenzione, l'Ente Parco promuove forme di collaborazione attiva con il Comune, le scuole, le organizzazioni sindacali, professionali e le associazioni ambientaliste, anche mediante la produzione di materiale audiovisivo, documentari, campagne giornalistiche e radiotelevisive. 3. E' vietato provvedere alla prevenzione realizzando fasce tagliafuoco e ricorrendo alla ripulitura delle aree boschive mediante asportazione del sottobosco, della lettiera, degli alberi e dei rami caduti o secchi, della vegetazione erbacea, anche se secca, nelle radure e in praterie e pascoli. 4. L'Ente Parco puo' realizzare serbatoi d'acqua o reti idriche sotterranee per lo spegnimento di incendi, ubicandole generalmente lungo le strade e in ogni caso in punti che consentano un agevole rifornimento e prelevamento delle acque con mezzi meccanici.

Regolamento-art. 9

Art. 9. Campeggio e bivacco 1. In tutto il territorio del Parco le attivita' di campeggio e di bivacco sono consentite esclusivamente previa autorizzazione dell'Ente Parco, nelle aree destinate a tale scopo con apposito provvedimento dell'Ente Parco.

Regolamento-art. 10

Art. 10. Riprese fotografiche, video e cinematografiche 1. Nel Parco sono consentite attivita' amatoriali di ripresa fotografica, cinematografica e televisiva. 2. Le riprese fotografiche, cinematografiche e televisive professionali, a scopo commerciale o con fini di lucro, salvo casi di prevalente interesse pubblico all'informazione, devono essere preventivamente autorizzate dall'Ente Parco. 3. Le riprese di cui al comma 2 devono essere effettuate secondo le disposizioni e le limitazioni indicate dall'Ente Parco nell'autorizzazione e, comunque, senza arrecare disturbo alle specie animali e vegetali e all'ambiente naturale. 4. Il personale di vigilanza puo' impedire la realizzazione e la prosecuzione delle attivita' di cui al presente articolo ove le giudichi pregiudizievoli ai fini della tutela del patrimonio naturale e culturale nonche' della tranquillita' dei luoghi del Parco. 5. Il Parco puo', per motivate ragioni istituzionali e previo consenso dell'autore: a) acquisire copia del materiale fotografico e audiovisivo professionale prodotto; b) utilizzare il materiale per fini istituzionali. In tali casi l'utilizzo si intende gratuito, pertanto nulla e' dovuto dall'Ente Parco all'autore, fatta salva la citazione della fonte nel materiale divulgato. 6. La pubblicazione e produzione dei materiali fotografici e audiovisivi devono essere autorizzate dall'Ente Parco e devono riportare per esteso la denominazione "Parco Nazionale dell'Asinara - Area Marina Protetta Isola dell'Asinara". 7. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione per lo svolgimento delle riprese di cui al comma 2 i richiedenti devono versare al Parco un corrispettivo a titolo di diritto di segreteria e rimborso spese, secondo le modalita' indicate con autonomo provvedimento dall'Ente Parco e approvato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Regolamento-art. 11

Art. 11. Introduzioni ed attraversamento di armi ed esplosivi 1. In tutto il territorio del Parco e' vietata ai sensi dell'[art. 11, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1991-12-06;394~art11-com3), e successive modificazioni, l'introduzione di armi, di esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, fatto salvo quanto riportato nel presente articolo. 2. Sono consentiti l'introduzione e il trasporto delle armi ai seguenti soggetti: a) appartenenti ai Corpi Armati dello Stato nonche' alle Forze di Polizia, sia ad ordinamento civile che ad ordinamento militare, che portano in via permanente le armi di cui sono muniti secondo i termini delle leggi e dei rispettivi regolamenti vigenti; b) addetti al servizio di polizia municipale, cui e' conferita, ai sensi delle leggi vigenti, la qualita' di agente di pubblica sicurezza ed autorizzati, con le modalita' e nei casi nonche' negli ambiti territoriali indicati dal [comma 5 dell'art. 5 della legge n. 65 del 7 marzo 1986](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1986-03-07;65~art5-com5), a portare, anche fuori dal servizio, le armi di cui possono essere dotati secondo i rispettivi regolamenti; c) appartenenti agli organismi di informazione e di sicurezza di cui alla [legge 3 agosto 2007, n. 124](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-08-03;124), che portano senza licenza le armi portatili di qualsiasi tipo di cui sono muniti secondo le disposizioni interne del servizio di appartenenza; d) appartenenti alle Forze di Polizia od ai Servizi di sicurezza di altro Stato che siano al seguito di personalita' dello Stato medesimo, autorizzato, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, ad introdurre nello Stato Italiano le armi di cui e' dotato per fini di difesa; e) agenti di Polizia dei Paesi appartenenti all'Unione Europea e degli altri Paesi con i quali sono sottoscritti specifici accordi di collaborazione interfrontaliera con agenti delle Forze di polizia dello Stato Italiano cui, in forza delle leggi e regolamenti vigenti, sia stata autorizzata dalle competenti Autorita' di P.S. l'introduzione di armi nel territorio dello Stato; f) personale diplomatico di Stati esteri cui, in forza di convenzioni e/o usi internazionali, e' concesso il permesso di porto d'armi; g) medici veterinari esercenti la professione, previa autorizzazione dell'Ente Parco, per i quali i relativi strumenti quand'anche catalogati e/o classificati come armi sono, ai sensi delle leggi e regolamenti vigenti, consentiti per eseguire gli interventi loro richiesti; h) privati autorizzati dall'Ente Parco ai fini degli abbattimenti selettivi per la gestione della fauna come riportato all'art. 30; i) le persone abilitate per ragione della loro professione a portare le armi.

Regolamento-art. 12

Art. 12. Introduzione cani e gatti e altri animali da compagnia 1. Nelle zone A, B e C e' vietato introdurre cani, gatti e altri animali da compagnia. 2. L'accesso ai cani, ai gatti e ad altri animali da compagnia e' consentito solo dai moli di Cala Reale e Cala d'Oliva. 3. Nelle Zone Urbane di Cala d'Oliva e Cala Reale e' consentito introdurre cani esclusivamente nelle aree allestite, individuate allo scopo con apposito provvedimento dell'Ente Parco. 4. Per l'utilizzo delle aree allestite di cui al comma 3 vigono le seguenti regole: a) i cani devono essere in possesso dei certificati sanitari da esibire su richiesta agli Enti competenti e al personale dell'Ente Parco; b) i cani devono essere portati sempre al guinzaglio; c) il proprietario deve sempre essere munito di appositi sistemi di raccolta degli escrementi. 5. E' vietato il transito con cani, gatti e altri animali da compagnia su strade di collegamento tra un'area urbana e l'altra. 6. Non sono soggetti alle restrizioni di cui ai commi precedenti: a) i cani utilizzati nelle operazioni di soccorso; b) i cani guida per i non vedenti e di accompagnamento per i diversamente abili; c) i cani al seguito delle mandrie e delle greggi autorizzate al pascolo, in regola con le norme sanitarie e controllati dal conduttore, previa autorizzazione dell'Ente Parco; d) i cani utilizzati per motivi scientifici e per il recupero di animali feriti, previa autorizzazione dell'Ente Parco. 7. L'Ente Parco, per particolari esigenze di tutela del territorio, puo' limitare o sospendere l'ingresso di cani, gatti e altri animali da compagnia nelle zone predefinite, dandone preventiva ed adeguata informazione.

Regolamento-art. 13

Art. 13. Attivita' di soccorso, sorveglianza e servizio 1. In tutto il territorio del Parco sono consentite le attivita' di soccorso, sorveglianza, nonche' di servizio svolte da e per conto dell'Ente Parco.

Regolamento-art. 14

Art. 14. Accesso 1. L'accesso all'isola e' consentito esclusivamente agli approdi di Fornelli, Cala Reale e Cala d'Oliva, salvo specifiche autorizzazioni da parte dell'Ente Parco. 2. Per quanto attiene l'accesso e la circolazione dei natanti il presente Regolamento si coordina con il Regolamento di esecuzione ed organizzazione dell'Area Marina Protetta "Isola dell'Asinara" e con i connessi disciplinari integrativi, cui si fa rinvio.

Regolamento-art. 15

Art. 15. Accesso pedonale, con velocipedi, a cavallo e con mezzi a motore 1. Nelle zone A non e' consentito l'accesso. 2. Nelle zone B, C e D e' consentito l'accesso, anche a scopo escursionistico, unicamente lungo i sentieri e i percorsi appositamente segnalati e lungo la viabilita' indicata nel Piano del Parco, ed esclusivamente nelle ore diurne: a) a piedi; b) con velocipedi; c) con biciclette a pedalata assistita; d) a cavallo; e) con autoveicoli elettrici a quattro ruote; f) con mezzi, anche elettrici, adibiti al trasporto di anziani, disabili e bambini; g) con altri mezzi ecologici autorizzati dal Parco. 3. Nelle zone B, C e D nel caso di escursioni a piedi di comitive organizzate oltre le 20 unita' e' obbligatorio comunicare all'Ente Parco: a) finalita' dell'escursione; b) Ente o Associazione che organizza l'escursione; c) numero di partecipanti; d) giornata, orari e programma dell'escursione. 4. Nelle zone B, C e D le escursioni a cavallo sono consentite per piccoli gruppi e lungo i percorsi definiti dall'Ente Parco, con l'accompagnamento obbligatorio del personale di custodia dei cavalli.

Regolamento-art. 16

Art. 16. Accessibilita' per anziani, disabili abili e bambini 1. La fruizione del Parco da parte di anziani, diversamente abili e bambini e' favorita attraverso una rete di sentieri dotati delle necessarie attrezzature ed individuati con apposita segnaletica. 2. Oltre l'applicazione delle normative vigenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche, nel territorio del Parco e' garantita la totale accessibilita' agli spazi di utilizzo comune.

Regolamento-art. 17

Art. 17. Circolazione con mezzi motorizzati 1. In tutto il territorio del Parco l'accesso e il transito con veicoli motorizzati sono consentiti esclusivamente previa autorizzazione dell'Ente Parco. 2. L'Ente Parco autorizza il transito solo sulla strada pavimentata e sulla viabilita' sterrata principale indicata nel Piano del Parco e riportata nell'autorizzazione rilasciata. 3. La sosta di lungo periodo dei veicoli motorizzati deve avvenire esclusivamente negli appositi spazi di parcheggio individuati dall'Ente Parco. Durante le soste brevi deve essere lasciata sgombra la strada e devono essere spenti i motori.

Regolamento-art. 18

Art. 18. Visite guidate 1. Le visite guidate al Parco sono effettuate esclusivamente dalle Guide esclusive del Parco. 2. Le visite guidate possono essere effettuate a bordo di mezzi motorizzati espressamente autorizzati a tale scopo dall'Ente Parco e da operatori autorizzati, con l'accompagnamento di almeno una Guida esclusiva del Parco ed alle condizioni di cui agli articoli 19 e 20. 3. Le visite guidate possono essere effettuate esclusivamente lungo la viabilita' indicata nel Piano del Parco e riportata nell'autorizzazione rilasciata. 4. Sono ammesse, previa autorizzazione dell'Ente Parco, le seguenti tipologie di visite guidate a bordo di mezzi motorizzati: a) con mezzo fuoristrada fino a 8 persone; b) con autoveicolo con capienza superiore a 8 persone con lunghezza non superiore a 8 m; c) con trenino gommato con capienza fino a 54 persone. 5. Il conteggio delle persone trasportabili di cui al comma 4 deve essere effettuato escludendo i posti occupati dalle Guide esclusive del Parco. 6. Le Guide esclusive del Parco durante lo svolgimento dell'attivita' sui mezzi autorizzati hanno diritto al trasporto gratuito. 7. Gli operatori autorizzati dal Parco sono tenuti ad accompagnare i visitatori per tutta la durata della visita, informandoli sulla norme vigenti e sul comportamento da tenere all'interno del Parco. 8. Per non recare disturbo alla fauna del Parco e per motivi di sicurezza non sono autorizzate visite con automezzi all'esterno delle aree urbane come definite dal Piano del Parco nel periodo compreso tra il tramonto e l'alba.

Regolamento-art. 19

Art. 19. Servizi di visita al Parco 1. Gli operatori interessati a svolgere attivita' di visite guidate di cui all'art. 18, comma 4, devono presentare apposita istanza per il rilascio dell'autorizzazione al transito dei mezzi motorizzati, mediante l'utilizzo della modulistica da ritirarsi presso gli Uffici del Parco e disponibile sul sito internet del Parco. 2. L'Ente Parco stabilisce annualmente, con autonomo provvedimento, emanato sulla base delle esigenze di tutela ambientale del Parco: a) il numero massimo degli operatori e dei mezzi autorizzabili; b) eventuali ulteriori prescrizioni e limitazioni alla circolazione. 3. Gli automezzi in uso per la visita guidata devono essere omologati agli standard europei sulle emissioni inquinanti. 4. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui all'art. 18 comma 4, godono di titolo preferenziale gli operatori che dimostrino il possesso dei seguenti requisiti: a) utilizzo di mezzi aventi prestazioni ambientali superiori; b) utilizzo di mezzi che assicurano l'accessibilita' alle persone diversamente abili; c) pregressa esperienza maturata nel settore; d) possesso di certificazione ambientale d'impresa; e) garanzia dello svolgimento del servizio anche nel periodo invernale. 5. L'istanza di autorizzazione deve contenere le generalita' del richiedente, l'oggetto e la documentazione atta a dimostrare il possesso dei requisiti previsti. 6. Il rilascio dell'autorizzazione di cui all'art. 18 comma 4 implica l'obbligo di esporre i relativi segni distintivi rilasciati dal Parco Nazionale. 7. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui all'art. 18 comma 4 gli operatori devono; a) risultare titolari o soci di impresa la cui ragione sociale preveda quale attivita' prevalente l'attivita' di cui si richiede l'autorizzazione; b) essere in regola con le vigenti disposizioni di legge in materia di trasporto di pubblico; c) versare all'Ente Parco un corrispettivo a titolo di diritto di segreteria e rimborso spese, stabilito dall'Ente Parco con autonomo provvedimento. 8. L'Ente Parco stabilisce, con autonomo provvedimento, la durata dell'autorizzazione di cui all'art. 18, comma 4, a seconda della diversa tipologia di mezzo autorizzato, sulla base di specifiche esigenze di tutela ambientale.

Regolamento-art. 20

Art. 20. Obblighi dei soggetti autorizzati al servizio di visita al Parco 1. I soggetti autorizzati ai sensi dell'art. 19 del presente Regolamento devono obbligatoriamente compilare, per ciascuna visita, un apposito Registro presenze, rilasciato e vidimato dal Parco all'atto dell'emissione dell'autorizzazione. 2. I soggetti autorizzati di cui al comma 1 devono garantire il servizio anche con un solo passeggero a bordo del mezzo. 3. Il soggetto autorizzato deve annotare nel Registro: a) data; b) percorso effettuato; c) nominativi delle guide e/o dei conduttori; d) numero delle persone trasportate; e) provenienza; f) eventuali note. 4. Il Registro presenza di cui al comma 1 deve essere consegnato alla scadenza di ogni autorizzazione agli Uffici dell'Ente Parco. 5. La mancata compilazione o la mancata riconsegna del Registro presenze di cui al comma 1 pregiudica il rilascio di nuove autorizzazioni o eventuali rinnovi. 6. I dati contenuti nel Registro presenze sono utilizzati esclusivamente dall'Ente Parco per le finalita' istituzionali e nel rispetto della legislazione vigente in materia di protezione dei dati personali. 7. Tutto il materiale di promozione di ciascun servizio all'interno del Parco e' soggetto alla preventiva approvazione dell'Ente Parco. 8. E' vietato cedere o subappaltare, anche in parte, il servizio oggetto dell'autorizzazione rilasciata dall'Ente Parco. 9. Il soggetto autorizzato ai sensi dell'art. 19, e' tenuto a comunicare tempestivamente all'Ente eventuali variazioni relative alla propria sede legale, nonche' qualsiasi modifica del proprio assetto societario o dell'attivita' oggetto di autorizzazione. 10. Sono a carico del soggetto autorizzato ai sensi dell'art. 19, tutte le altre autorizzazioni necessarie per l'espletamento dei servizi proposti.

Regolamento-art. 21

Art. 21. Esercizio del volo 1. Nel territorio del Parco e' vietato l'esercizio del volo con qualsiasi velivolo, fatto salvo quanto stabilito dalle norme vigenti in materia aeronautica e sulla disciplina del volo e quanto previsto dal presente articolo. 2. Sono esclusi dal divieto di cui al comma 1: a) i velivoli impiegati in operazioni di emergenza, soccorso ed ordine pubblico; b) i velivoli specificatamente autorizzati dall'Ente Parco: 1) per le riprese fotografiche e cinematografiche; 2) per le attivita' di ricerca scientifica; 3) per l'esecuzione di lavori pubblici e privati e per il trasporto di materiali; 4) per attivita' di servizio. 3. Il decollo e l'atterraggio dei velivoli, salvo nei casi d'emergenza, di soccorso e di ordine pubblico, sono ammessi esclusivamente nelle zone appositamente individuate dall'Ente Parco con apposito provvedimento.

Regolamento-art. 22

Art. 22. Limitazioni all'accesso e alla fruizione 1. L'Ente Parco, per sopravvenute esigenze di tutela ambientale o per ragioni di sicurezza, con apposito provvedimento, puo' vietare o limitare, anche temporaneamente, l'accesso e la circolazione in qualsiasi zona del territorio del Parco. 2. L'Ente Parco puo' inoltre disporre la chiusura temporanea di percorsi agli escursionisti in occasione di eventi naturali sensibili al disturbo antropico. 3. L'Ente Parco, sulla base dei periodici monitoraggi effettuati ai sensi delle previsioni del Piano del Parco sugli effetti ambientali della presenza antropica, determina annualmente, con apposito provvedimento, il limite massimo delle presenze nel territorio del Parco.

Regolamento-art. 23

Art. 23. Zone di Protezione Speciale, Siti di Interesse Comunitario e Zone Speciali di Conservazione 1. Nelle porzioni dei siti della Rete Natura 2000 ricadenti nel territorio del Parco si applicano le disposizioni previste dal [decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1997-09-08;357), e successive modificazioni, ivi comprese le disposizioni in materia di valutazione di incidenza di cui all'art. 5 del sopraccitato decreto del Presidente della Repubblica. 2. Nelle porzioni dei siti della Rete Natura 2000 ricadenti nel territorio del Parco si applicano le misure di conservazione previste all'art. 2 del decreto ministeriale 17 ottobre 2007 "Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)". 3. Nelle porzioni dei siti della Rete Natura 2000 ricadenti nel territorio del Parco si applicano le misure di conservazione previste nel presente Regolamento. Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento, si applicano le misure di conservazione individuate dal Piano del Parco e quelle previste dai Piani di Gestione del SIC ITB010082 "Isola dell'Asinara" e ZPS ITB010001 "Isola Asinara" predisposti dall'Ente Parco Nazionale dell'Asinara. 4. La gestione dei siti della Rete Natura 2000 ricadenti anche solo parzialmente nel territorio del Parco e' affidata all'Ente Parco, intendendo per gestione tutte le attivita' tecniche, amministrative e gestionali operative, atte a garantire la conservazione ottimale dei siti della Rete Europea Natura 2000. 5. L'Ente Parco, relativamente ai siti della Rete Natura 2000 ricadenti parzialmente all'interno del territorio del Parco: a) contribuisce all'attivita' di monitoraggio di competenza regionale (ai sensi dell'[art. 13 decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357](http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1997-09-08;357~art13), e successive modificazioni), attraverso la raccolta dei dati di monitoraggio di habitat e specie di interesse comunitario tutelati dalla [Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992](http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043) "relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, presenti nel territorio del Parco"; b) effettua, ai sensi dell'art. 5 del decreto ministeriale 17 ottobre 2007, il monitoraggio delle popolazioni di specie ornitiche protette dalla [Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009](http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147) "concernente la conservazione degli uccelli selvatici, ed in particolare quelle dell'Allegato I della medesima direttiva o comunque a priorita' di conservazione".

Regolamento-art. 24

Art. 24. Conservazione della Flora 1. La conservazione della flora, laddove non diversamente disposto per gli obiettivi di conservazione dei siti della Rete Natura 2000, e' assicurata da una gestione ordinaria indirizzata a pilotare le successioni vegetali verso le strutturazioni potenziali. 2. L'Ente Parco promuove e sostiene finanziariamente progetti di eradicazione di specie alloctone invasive.

Regolamento-art. 25

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